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Bill Gates ha ragione, Microsoft aveva tutte le carte in regola per sfondare nel mercato smartphone

Quando Bill Gates parla, non è mai banale. Intervenuto in occasione di un evento organizzato dalla società di venture capital Villa Global (di cui è uno dei principali investitori), ha scambiato quattro chiacchiere con Julia Hartz, CEO di Eventbrite, alla quale ha ammesso come aver concesso a Google il ruolo di “anti-Apple” sia stato uno dei suoi più grandi errori, avendo Microsoft tutte le capacità per offrire una reale alternativa ad iOS, come poi fatto da Android.

Il fallimento del gigante di Redmond nel mercato smartphone rappresenta, in effetti, un avvenimento ancora oggi difficilmente spiegabile. Non tanto per le motivazioni, in realtà chiare come il sole (assenza di applicazioni nello store, mancato supporto agli sviluppatori, nessun investimento lato marketing ecc…), quanto per l’infinito potenziale posseduto da Microsoft e, di fatto, mai sfruttato adeguatamente.

Il caso Nokia è emblematico in tal senso. Microsoft ne ha acquisito la divisione Devices & Services per 5,44 miliardi di dollari nel 2013, mettendo le mani anche su tutto il parco brevetti Lumia, un vero e proprio tesoro da un punto di vista tecnico. Un’operazione però che, di fatto, non è stata mai sfruttata realmente per sfondare sul mercato smartphone, con la presenza dell’azienda finlandese che invece è stata definitivamente affossata.

L’entrata in scena di HMD Global, che ne ha rilevato il brand, ha dimostrato quanto Nokia avesse ancora la capacità di attrarre utenza. A fine 2018, ovvero in meno di due anni dall’operazione di reboot, l’azienda finlandese ha venduto 70 milioni di smartphone, issandosi al quinto posto nelle classifiche dei produttori di telefonia nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa, dato aggiornato al Q1 2019).

Certo, l’aver scelto Android ha certamente rappresentato una delle chiavi del progetto messo in piedi da HMD Global. Come ricordato dallo stesso Gates però, Microsoft ha investito sulle piattaforme mobile prima di chiunque altro con Windows CE prima e con Windows Mobile poi, entrambi presentati anni e anni prima dell’arrivo sul mercato del sistema operativo Google e di iOS.

In più, aspetto da non sottovalutare, Windows Phone aveva a disposizione una base d’utenza potenzialmente sconfinata, ovvero tutti coloro che utilizzano Windows su desktop. Con un’adeguata integrazione tra le due piattaforme e il tanto agognato supporto alle Universal App, Microsoft avrebbe potuto vincere la partita, potendo tra l’altro contare su un aspetto da non sottovalutare.

Google sta infatti lavorando a Fuchsia, sistema operativo che dovrebbe finalmente garantire l’unificazione tra esperienza desktop e mobile. Apple ha recentemente lanciato iPadOS, a testimonianza di come ci sia l’esigenza di poter avere, attraverso un dispositivo mobile, funzionalità sempre più riconducibili ai computer. Oggi Windows 10 è in grado di girare su processori ARM, per cui Microsoft si sarebbe trovata già in casa l’unione tra le due piattaforme.

“Sarebbe stata una cosa naturale vincere per Microsoft” ha affermato il fondatore dell’azienda di Redmond. Sappiamo che nel mercato smartphone nulla è scontato e che spesso è facile o fare previsioni a posteriori. In questo caso però credo ci siano davvero pochi dubbi: Bill Gates ha ragione.

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