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Confronti con i prodotti cinesi: gli errori più comuni

Accade sempre più spesso che dopo ogni notizia o recensione di un nuovo smartphone, un notebook, o altri prodotti, ci sia chi fa notare che il tal dispositivo della marca cinese offre pari caratteristiche a un prezzo migliore. Xiaomi in testa, ma anche Oppo, Vivo, Nubia, Meizu, sono solitamente tra i brand più gettonati per questa tipologia di confronto. Non […]

Accade sempre più spesso che dopo ogni notizia o recensione di un nuovo smartphone, un notebook, o altri prodotti, ci sia chi fa notare che il tal dispositivo della marca cinese offre pari caratteristiche a un prezzo migliore. Xiaomi in testa, ma anche Oppo, Vivo, Nubia, Meizu, sono solitamente tra i brand più gettonati per questa tipologia di confronto.

Non stiamo dicendo che non sia così, d'altronde le caratteristiche tecniche e il prezzo sono dati oggettivi. Ma un confronto è corretto solo quando vengono presi in considerazione tutti gli elementi importanti. Non vogliamo difendere i marchi più tradizionali rispetto a quelli citati poco fa. Anzi, siamo i primi ad amare i prodotti che spesso ricadono sotto il cappello dei "modelli cinesi". Quando però si tratta di spendere soldi è giusto ricordare che ci sono altri fattori  oltre al prezzo – che definiscono la soddisfazione in un acquisto. 

Le tasse, la garanzia, l'assistenza, la compatibilità con altri prodotti e anche gli accessori, sono voci da prendere in considerazione se non si vuole passare dalla gioia di aver risparmiato denaro, alla disperazione di ritrovarsi con un prodotto di cui non si è soddisfatti, o peggio, è inutilizzabile e senza tutela. Procediamo con ordine.

C'è innanzitutto la questione legata all'acquisto dei dispositivi. Quando si fa riferimento a prodotti non commercializzati ufficialmente in Europa, bisogna fare i conti con tempi di spedizione più lunghi e, in alcuni casi, con eventuali costi di dogana. Gli store che importano smartphone e prodotti cinesi spesso evadono gli ordini direttamente dai magazzini dislocati nell'Unione Europea, e questo elimina il problema dei dazi doganali.

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Ci è però anche capitato di dover pagare costi di dogana per l'acquisto di smartphone provenienti dalla Cina. In tal senso, le cifre sono variabili e dipendono da molti fattori. Il consiglio è leggere attentamente le condizioni di vendita e di spedizione, così da non ritrovarsi sorprese sgradite nel momento in cui il corriere suona alla porta. 

C'è poi la questione della garanzia, probabilmente l'aspetto più importante da tenere in considerazione. Se il prodotto che si acquista dovesse guastarsi durante il periodo di garanzia legale, che in Italia è di due anni, è un diritto pretendere il rispetto della garanzia stessa nei confronti del venditore ed esigere la riparazione o la sostituzione del prodotto.

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Se ciò è imprescindibile, e non rappresenta – o non dovrebbe rappresentare – alcun problema per i prodotti acquistati regolarmente in Italia da produttori che hanno una presenza ufficiale nel nostro territorio, potrebbe esserci qualche problema nel caso di prodotti importati. In altre parole, stiamo suggerendo di verificare che il venditore dei prodotti acquistati sia affidabile e in grado di fare fronte a una possibile richiesta di garanzia.

Leggi anche: Garanzia commerciale, chi ha detto che è di due anni?

Non avendo alcuna presenza ufficiale in Italia, un marchio difficilmente offre supporto in nazioni differenti da quella in cui ha realizzato e supportato una rete di vendita ufficiale. Quindi il vostro destino sarà totalmente in mano al venditore. Se questo deciderà di non ascoltarvi, c'è poco che potrete fare, se non intentare una causa legale dall'incerta risoluzione.

Il fatto è che i marchi supportano la propria rete di vendita ufficiale, quindi i venditori stessi sono tutelati in caso di prodotti non funzionanti, ma ciò non avviene in caso di prodotti d'importazione, o almeno non sarebbe la prassi. Se in un caso potrete stare tranquilli, nell'altro avere dei dubbi è lecito.

La stessa cosa vale per l'assistenza, o forse è ancora peggio. È praticamente un obbligo, per chi vende prodotti in una nazione, assicurarsi di offrire un servizio di assistenza. Sia per problemi tecnici facilmente risolvibili (assistenza telefonica o via mail, ad esempio), ma soprattutto in caso di necessità di riparazioni.

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Dove finirà il vostro smartphone Xiaomi (che sta piano piano sbarcando ufficialmente in Europa) se necessiterà di riparazioni? Potrete contare su un centro assistenza italiano? Certamente no, almeno per il momento, ed è più probabile che dovrete affrontare una riparazione fai da te, o rivolgervi ai tanti piccoli negozietti che offrono tale servizio. Niente di male se il prodotto è fuori garanzia e vi fidate, peggio se è ancora in garanzia e non riuscite a farla valere. E in ogni caso sarà a vostre spese.

In tutto questo va anche sottolineata l'importanza delle componenti. I centri assistenza di terze parti dislocati nel nostro territorio riescono serenamente a trovare pezzi di ricambio, ad esempio, di smartphone Apple e Samsung. La questione si complica invece quando si tratta di dispositivi realizzati dai brand di cui stiamo parlando. Un aspetto che, inevitabilmente, può complicare l'eventuale riparazione.

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Un altro elemento che spesso viene sottostimato è la compatibilità con altri prodotti, nonché il supporto dei prodotti nel tempo. Nel primo caso può capitare che un accessorio non funzioni correttamente, semplicemente perché alcuni standard non sono stati implementati; se il mercato e le nazioni preposte per la commercializzazione di un prodotto non prevedono alcuni standard, è normale che manchino. Ma quando quel prodotto è esportato e usato in altre nazioni non contemplate, potrebbero esserci dei problemi.

Per fare alcuni esempi concreti. Pensate ai portatili la cui tastiera non prevede il layout italiano. O gli smartphone il cui aggiornamento software non prevede la lingua italiana. Alcuni problemi sono più gravi e influiscono pesantemente sull'ergonomia e la soddisfazione d'uso di un prodotto. Altri sono più accettabili. Spesso ci si affida a community di appassionati, ma tutto ciò rappresenta sempre uno sforzo maggiore rispetto ad avere il prodotto pronto "out-of-the-box".

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La situazione peggiora quando si parla di prodotti di nicchia, cioè meno diffusi rispetto uno smartphone. In questi giorni, ad esempio,  stiamo testando alcuni prodotti di domotica Xiaomi. Dispositivi caratterizzati da un eccellente rapporto qualità/prezzo, ma che danno qualche grattacapo a causa dell'utilizzo dei server cinesi. Nulla di irrisolvibile, ma certamente un aspetto che va tenuto in considerazione in fase d'acquisto. Il tutto in attesa che l'azienda sbarchi ufficialmente anche in Italia. Ormai siamo agli sgoccioli in tal senso, ma non sappiamo ancora come Xiaomi imposterà la propria rete di vendita e assistenza, e comunque esistono molti altri marchi che rimarranno unicamente d'importazione.

Leggi anche: Mercato smartphone, i brand cinesi fanno sempre più paura

Insomma, quello che vi consigliamo è di valutare se il risparmio economico all'acquisto vale il rischio di un prodotto d'importazione, che non segue i canali ufficiali di assistenza e garanzia, e che potrebbe porvi davanti a uno dei problemi esposti in questo articolo.

Non stiamo mettendo in dubbio la qualità dei prodotti realizzati dai brand in questione quanto piuttosto di valutare quello che nellinguaggio economico viene definito il "costo opportunità".  Semplificando, il sacrificio che un operatore economico deve compiere per effettuare una scelta economica; l'alternativa a cui si deve rinunciare quando si effettua una scelta economica è detta appunto costo opportunità. 

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Tantissimi utenti smaliziati oggi si rivolgono a questi prodotti. In quanto esperti, sono al corrente delle problematiche e, spesso, sono anche pronti a farsi carico dei rischi e delle possibili soluzioni. Se però non siete tra questi e qualcuno vi suggerisce uno di questi prodotti, siate coscienti della situazione e valutate bene l'acquisto. Anche perché, oggi, è molto semplice acquistare uno di questi dispositivi d'importazione. Un sacco di shop li propongono, ma ciò non cambia quanto spiegato nei paragrafi precedenti.