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CyanogenMod: versione normale e Pro per i principianti

La CyanogenMod (CM) raddoppia, e presto ne esisteranno due diverse versioni, la Community Edition e la Pro. La prima sarà simile a quella attuale e sarà rivolta agli utenti più esperti alla ricerca della massima flessibilità e versatilità. La seconda, nonostante il nome, sarà invece pensata per i meno esperti.

La CyanogenMod Pro sarà infatti più semplice da installare, probabilmente tramite l'installer che sarà presto disponibile sul Play Store e che al momento è in beta testing. Queste versioni saranno firmate con le chiavi private Cyanogen, avranno un processo di aggiornamento automatico e daranno all'utente la possibilità di scegliere se avere l'accesso di root oppure no. Entrambe le versioni, si legge sul blog di Cyanogen, saranno gratuite.

"Questo non è un fork della Community Edition del Cyanogen Project, ma solo una versione più sicura […]. La madre di Steve non ha bisogno di root o modificare i DPI. Ha bisogno di qualcosa che resterà aggiornato, protetto e che funzioni senza dover configurare trenta diverse impostazioni. Quelle voci ci saranno ancora, e potrà abilitare facilmente il root se lo vorrà, ma non è necessario per godersi l'esperienza CM", continua il post con cui si rende nota questa novità.

Ci sono anche nuove funzioni in arrivo, la più interessante delle quali è probabilmente l'account CM; tramite esso sarà possibile gestire a distanza i propri dispositivi, individuandone la posizione ed eventualmente cancellandone il contenuto. C'è poi una funzione per creare un video dalle attività a schermo (utile per creare un tutorial), una per gestire le conversazioni recenti in un unico "posto" anche se si usano diverse applicazioni (messaggi, Whatsapp, Viber, etc.)

Questa novità è uno dei primi passi concreti a cui assistiamo dalla nascita di Cyanogen Inc., società da sette milioni di dollari nata dall'attività degli appassionati che sviluppano le mod alternative ormai da qualche anno. L'obiettivo dichiarato è quello di rendere facile per tutti l'installazione di una CM (o anche un'altra ROM), liberandosi così dei vincoli imposti dai produttori di smartphone – Google compresa.