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DORO, sanità pubblica migliore e meno costosa con l’hi-tech

Doro è un'azienda con oltre 40 di storia, ma è presente in Italia solo dal 2014. È relativamente normale, dunque, non averne mai sentito parlare; spero però che questo cambierà presto perché ciò che offrono è davvero prezioso. Sono specializzati nell'assistenza agli anziani, e negli ultimi anni sono diventati un'azienda ad alto contenuto tecnologico – sicuramente degna dell'attenzione di una testata come Tom's Hardware.

Alcuni mesi fa ho testato un loro smartphone, un dispositivo progettato per uno scopo ben preciso. Essere uno strumento facile da usare per gli anziani ma anche, soprattutto, trasformarsi in un dispositivo di sicurezza a beneficio di chi si prende cura di loro.

Può sembrare una cosa semplice, ma solo se ci si pensa superficialmente. DORO invece ha preso molto seriamente questa idea, e ha quindi deciso di trasformare la tecnologia moderna per renderla davvero utile a questo scopo. Per questo ha progettato da zero tanto l'hardware quanto il software, perché solo così è possibile creare un progetto davvero nuovo.

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Hanno in catalogo tanto dei feature phone quanto degli smartphone, tutti progettati per essere ergonomici non nelle mie mani o nelle vostre, ma in quelle di qualcuno con esigenze molto diverse. Pensate ai vostri parenti più anziani, magari che hanno già abbastanza problemi per la testa senza doversi preoccupare di un telefono che ogni tanto scivola, di un pulsante a schermo difficile da vedere, di un suono troppo debole o troppo forte e di cose simili.

Si tratta di una sfida complessa, e per affrontarla Doro ha sviluppato telefoni con pulsanti fisici facili da riconoscere e comprendere. E ha creato un team di Ricerca e Sviluppo (R&D) che ha rivoluzionato Android per creare un'interfaccia immediata e semplice da utilizzare. Un'interfaccia in continua evoluzione naturalmente, che vanta già qualche miglioramento rispetto anche solo a qualche mese fa.

I servizi di DORO non si esauriscono però con lo smartphone, anzi quello è solo il primo passo. Ancora più importante sono i software di assistenza remota, MyDoro Manager e Connect&Care, servizi già disponibili e che ci permettono di prenderci cura degli anziani anche a distanza.

Al Mobile World Congress 2018 l'azienda ha mostrato i prototipi di una nuova estensione di queste funzioni, vale a dire un sistema di sensori da installare nelle abitazioni. Ce ne ha parlato Mauro Invernizzi, Country Director per l'Italia. I sensori, al momento in fase sperimentale, permettono di monitorare le attività dell'anziano in casa e trasmettono un avviso se rilevano qualcosa che non va.

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Eventi insoliti che fanno scattare l'allarme possono essere una permanenza troppo lunga in bagno, una riduzione, una variazione dell'attività fisica, un aumento o diminuzione della frequenza con cui viene aperto il frigorifero. Tutti segnali che potrebbero indicare che qualcosa non va, e che permettono al caregiver, la persona o le persone che si curano dell'anziano, di intervenire prontamente per assicurarsi se è necessario prestare soccorso.

La filosofia sottostante a questi servizi è che l'anziano, anche quando è solo e non totalmente autosufficiente, può vivere meglio a casa propria rispetto a una casa di riposo. Ma affinché questo sia possibile è necessario appunto assicurarsi che in caso di necessità si possa intervenire rapidamente. DORO ha sviluppato un intero ecosistema per rispondere a questa necessità, e nel Nord Europa ha già stipulato contratti con i servizi di salute pubblica grazie ai quali i loro prodotti e la loro assistenza (compreso il call center) vengono offerti alla cittadinanza a prezzi ridotti o gratuitamente, secondo la fascia di reddito.

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DORO al momento sta portando avanti trattative per sbarcare anche nel nostro paese con tali modalità, andando quindi oltre la semplice commercializzazione dei telefoni – che comunque si trovano normalmente nei negozi. L'offerta potrebbe risultare interessante per le nostre amministrazioni, perché un anziano "gestito" in questo modo risulta meno costoso per il sistema sanitario. Invernizzi ha ventilato un risparmio che può anche superare il 50% – parliamo di migliaia di euro ogni mese.