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E-ink a colori Mirasol finisce purtroppo nel cassetto

Qualcomm ha confermato che non produrrà gli attesissimi schermi e-ink a colori, ma si limiterà probabilmente a licenziarne la tecnologia. Gli addetti ai lavori puntavano molto su questa soluzione poiché sembrava potenzialmente l'unica ad avere i sufficienti attributi per impensierire gli LCD nel settore reader e tablet. Non solo una cromia accettabile ma anche la possibilità di lettura con luce solare diretta.

Mirasol

"Con tutto il rispetto per Qualcomm MEMS Technologies, ci concentreremo nel licenziare Mirasol, la nostra tecnologia di nuova generazione per schermi e venderemo direttamente solo alcuni tipi di prodotti Mirasol. Crediamo che questa strategia sia meglio allineata alla nostra nuova roadmap basata su opportunità percorribili", si legge nel comunicato ufficiale dell'azienda.

Adesso bisognerà sperare nell'interessamento di qualche colosso per la loro produzione, sempre che vengano risolti i problemi che hanno convinto Qualcomm a desistere. È risaputo ad esempio che la loro realizzazione fosse piuttosto complessa e che alla prova qualità moltissimi venissero scartati. Il tutto con gravi conseguenze sui costi complessivi. Insomma per raggiungere numeri da mass market Qualcomm avrebbe dovuto accettare troppi compromessi sui grandi volumi.

Non a caso quando Pocketbook decise di puntare sui Mirasol eReader pare che dopo poco tempo il progetto venne abortito poiché il 50% della produzione risultava inferiore agli standard. Stessa cosa è successa Kyobo, il partner taiwanese della prima ora.

Ad oggi solo un ristretto numero di reader cinesi si affida alla tecnologia Mirasol, ma le vendite continuano comunque a essere basse. Quanti consumatori cinesi possono essere interessati a un e-book reader a colori di prima generazione?