Smartwatch

Fitbit Heart Study, uno studio per valutare la fibrillazione atriale sui suoi dispositivi

Fitbit ha lanciato uno studio su larga scala con l’obiettivo di capire se i suoi dispositivi sono in grado di rilevare la fibrillazione atriale, una delle irregolarità del battito cardiaco più diffuse. Fitbit Heart Study è rivolto agli utenti americani in possesso di un dispositivo del marchio capace di monitorare il battito cardiaco. Lo studio è aperto ai cittadini con un’età maggiore di 22 anni anche se l’auspicio è che partecipino i soggetti maggiormente a rischio, ossia gli over 65.

I dispositivi Fitbit (smartband e smartwatch) utilizzano la tecnologia fotopletismografica per la misurazione del flusso sanguigno. La fotopletismografia è una tecnica utilizzata proprio nei disturbi di circolazione periferica. Per questo potrebbero essere utili per individuare le eventuali irregolarità del battito cardiaco, grazie all’utilizzo di un algoritmo.

Inoltre, soprattutto le smartband potrebbero risultare particolarmente adatte a questo tipo di rilevazione in virtù della grande autonomia di cui spesso godono. La lunga durata della batteria fa sì che gli utenti indossino i dispositivi più a lungo e – in particolar modo – durante la notte. È proprio quando il corpo è a riposo che è possibile schermare meglio le irregolarità.

Se i partecipanti dovessero ricevere una notifica di ritmo irregolare, verrà fornito una consulenza medica gratuita che si svolgerà tramite videochiamata. I risultati dello studio serviranno a Fitbit per portare prove a sostegno della richiesta di approvazione presso gli organi competenti, come la Food and Drug Administration, per far sì che la funzione di rilevamento della fibrillazione atriale venga integrata e approvata sui suoi dispositivi.

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