Il Galaxy Z Fold 7 di Samsung ha dimostrato una notevole resistenza durante i test di stress, ma la robustezza strutturale non sempre si traduce in facilità di riparazione. Il team di iFixit ha finalmente messo le mani sul dispositivo pieghevole più recente del colosso sudcoreano, confermando quello che molti esperti del settore già immaginavano: quando si tratta di smontare uno smartphone dal design così sottile e complesso, la semplicità non è di casa. Il risultato finale parla chiaro, con un punteggio di riparabilità che lascia poco spazio all'ottimismo per chi sperava di poter gestire autonomamente eventuali interventi di manutenzione.
Un inizio complicato che preannuncia il peggio
Il processo di smontaggio rivela immediatamente la sua complessità quando il primo tentativo di rimuovere il display esterno porta invece al distacco del pannello posteriore dal telaio. Questo comportamento sembra essere una caratteristica ricorrente del Galaxy Z Fold 7, come aveva già evidenziato il canale JerryRigEverything durante i propri test di durabilità, quando il dispositivo aveva mostrato segni di separazione durante la prova di flessione. Di fronte a questa situazione imprevista, gli esperti di iFixit hanno dovuto rivedere la loro strategia, concentrandosi sul pannello posteriore per tentare di accedere a uno dei componenti più richiesti nelle riparazioni: la batteria.
La sfida si complica ulteriormente quando si scopre che il Fold 7 integra due celle batteria separate, una configurazione che rende l'operazione significativamente più laboriosa rispetto a quanto accade con gli smartphone tradizionali. Anche se rimuovere il pannello posteriore risulta relativamente semplice, raggiungere la prima cella richiede una serie di operazioni che includono lo scollegamento di cavi a nastro, la rimozione di viti sparse in diverse posizioni e lo smontaggio completo della sezione inferiore con il connettore USB-C.
La battaglia contro le linguette di rimozione
Samsung ha optato per un sistema di linguette per l'estrazione delle batterie, abbandonando la soluzione con guaina pieghevole vista sul Galaxy S25 Ultra. Tuttavia, quello che dovrebbe essere un semplice movimento di "tirare" si trasforma in una faticosa operazione di leva e strappo che mette a dura prova sia il componente che la pazienza dell'operatore. Il video di iFixit documenta questa fase con una chiarezza che fa quasi male agli occhi, mostrando quanto possa essere brutale il processo anche per mani esperte.
La seconda batteria presenta sfide ancora maggiori, rimanendo alimentata grazie a un cavo a nastro che si estende tra le due metà del dispositivo. Per raggiungerla è necessario finalmente affrontare la rimozione del display esterno, un'operazione che richiede quantità massicce di calore e forza di aspirazione per scollegarlo dal telaio.
Lo smontaggio del display interno: missione quasi impossibile
Se sostituire le batterie rappresenta già una sfida considerevole, smontare il display interno pieghevole entra nel territorio dell'impossibile per l'utente medio. iFixit applica calore direttamente al display flessibile, ma prima è necessario rimuovere la cornice di gomma, un'operazione che comporta letteralmente lo smembramento dell'intero anello utilizzando pinzette appuntite. Solo dopo un ulteriore ciclo di riscaldamento il display del Fold 7 può essere sollevato, apparentemente con maggiore facilità rispetto ad altri modelli, anche se gli esperti raccomandano di tentare questa operazione esclusivamente su schermi già completamente danneggiati.
La ragione di questa cautela è presto spiegata: i pannelli ancora funzionanti difficilmente sopravvivono alle torsioni necessarie per scollegarli dal telaio. Durante questo processo è inoltre necessario rimuovere staffe metalliche, innumerevoli viti minuscole, vari cavi a nastro e persino il porta-SIM, che risulta incollato direttamente al telaio del dispositivo.
Un verdetto senza appello per la riparabilità
Il punteggio finale di 3 su 10 nella scala di riparabilità di iFixit riflette non solo la complessità intrinseca del design, ma anche la mancanza di documentazione tecnica e componenti di ricambio forniti direttamente da Samsung. Questo risultato, per quanto deludente, non sorprende particolarmente gli addetti ai lavori, considerando che i dispositivi pieghevoli non sono mai stati caratterizzati da una struttura favorevole alle riparazioni fai-da-te.
Per chi sta considerando l'acquisto del nuovo smartphone da 2000 dollari di Samsung, il consiglio degli esperti è chiaro: mettere da parte una somma aggiuntiva per eventuali riparazioni future. Basandosi sui risultati di questo teardown dettagliato, le probabilità di poter gestire autonomamente qualsiasi intervento di manutenzione sono praticamente nulle, rendendo inevitabile il ricorso a centri di assistenza specializzati.