Smartwatch

Get, il wearable in salsa italiana che consente di parlare al cellulare con un dito

Get è il primo prodotto della startup italiana Deed. Si tratta di una sorta di ibrido tra un fitness-tracker e uno smartwatch che – sfruttando il principio fisico della conduzione ossea – consente di avvicinare l’indice all’orecchio per ascoltare contenuti, rispondere a notifiche ed effettuare pagamenti, mandando dunque in pensione auricolari, altoparlanti e display. Un progetto ambizioso che, dopo aver ricevuto finanziamenti per 700mila euro, sbarca sul mercato internazionale attraverso una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

Posizionato a 190 dollari, Get crea un vero e proprio “smart bridge” – così lo definiscono i fratelli Parini, fondatori della startup Deed – tra corpo e smartphone, al quale è collegato attraverso lo standard Bluetooth. Inoltre, come già detto in apertura, questo dispositivo riunisce le funzionalità proprie, rispettivamente, di smartwatch e fitness-tracker. Oltre a consentire di rispondere ai messaggi del telefono infatti, il bracciale permette anche di tracciare l’attività fisica, monitorare il ciclo del sonno ed effettuare pagamenti contacless.

Get è impermeabile e non presenza cuciture

In relazione a quest’ultima funzionalità, la sicurezza è garantita dall’integrazione di un vero e proprio sensore biometrico che, attraverso l’identificazione dell’impronta digitale, riconosce univocamente l’identità dell’utente, autorizzando il pagamento. In più, il principio di funzionamento basato sulla conduzione ossea può essere applicato a qualsiasi applicazione multimediale. Non a caso, Spotify ha adottato la tecnologia Deed per l’evento di lancio del nuovo album del cantautore italiano Ultimo: 40 appassionati del noto artista hanno potuto ascoltare in anteprima, attraverso l’innovativo bracciale, il nuovo brano “Colpa delle favole”.

Get ha comunque attirato l’attenzione anche di altre importanti realtà. Da qualche giorno il MAXXI di Roma ne ha lanciato la sperimentazione in sostituzione delle classiche audioguide, con l’obiettivo di rinnovare l’esperienza e la fruizione del Museo e delle sue opere. Nastro Azzurro ha invece trasformato i Navigli milanesi in una grande “silent disco” a cielo aperto, in cui il bracciale di Deed ha consentito al pubblico di ascoltare la musica di artisti di punta del panorama musicale in un inconsueto e silenzioso dj-set.

Per attivare la produzione e immettere sul mercato il primo quantitativo significativo di bracciali nella primavera 2020, i gemelli Parini fanno affidamento sulla campagna Kickstarter appena partita. Con un occhio all’ambiente: la Società pianterà un albero per ogni sostenitore della campagna, grazie alla partnership con O2Forest. Obiettivo: creare una vera e propria foresta che consenta di abbattere totalmente l’impatto dei futuri processi di produzione e spedizione con l’assorbimento di CO2.

Emiliano ed Edoardo Parini

La creatura della startup italiana si affaccia comunque sul mercato wearable nel momento migliore. Un recente report di IDC, relativo al primo trimestre del 2019, ha evidenziato una crescita netta del 55% dell’intero settore rispetto al medesimo periodo del 2018. Tra gennaio, febbraio e marzo sono stati spediti ben 49,6 milioni di unità di dispositivi indossabili, segno evidente di come gli utenti chiedano ormai a gran voce questi device, divenuto sempre più complementari agli smartphone.

«A pochi giorni dal lancio – ha commentato il CEO di Deed Edoardo Parini che ha ideato il progetto, con il supporto del fratello gemello Emiliano – abbiamo raggiunto il primo traguardo, e sono stati raccolti pre-ordini da tutto il mondo per oltre 30.000 dollari». Adesso la parola passa a Kickstarter, con l’obiettivo di avviare la produzione di massa a marzo 2020 e consegnare i bracciali Get a partire dal mese successivo.