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Gli zombie degli smartphone sono tra noi, resistere è futile

Un italiano su due è affetto dalla sindrome da "smartphone walking". Testa china sul telefonino, occhi sul display e mente altrove durante le passeggiate: ecco a voi gli zombie 2.0.

Sono fra noi, non possiamo sfuggire. Li avete visti sicuramente, mentre passeggiano in giro per le città italiane come zombie con la testa china verso il basso, la mente assente e gli occhi incollati su un oggetto misterioso capace di catturare ogni singolo briciolo di attenzione, mettendo a repentaglio la loro incolumità e la sicurezza delle altre persone.

Stiamo parlando delle persone affette da sindrome da "smartphone walking". No, non è un nome che abbiamo inventato qui in redazione, ma un problema che esiste davvero. Basta dare un'occhiata (se non si è troppo impegnati a guardare lo smartphone) alle persone che camminano quotidianamente in giro per le grandi e piccole città italiane.

zombie smartphone

È facile riconoscere le varie tipologie di questi zombie 2.0: quelli intenti a messaggiare su WhatsApp hanno entrambe le mani sullo smartphone e le dita che scivolano veloci sullo schermo. Gli "zombie social" si riconoscono invece grazie a ripetuti swipe verso l'alto, con qualche tocco ogni tanto che denota un contenuto degno di maggiore attenzione.

Quelli che giocano a Pokémon Go tengono in mano il dispositivo mobile come un navigatore satellitare e lo guardano costantemente in cerca di nuove prede, per poi indugiare con qualche swipe quando compare qualche mostriciattolo da aggiungere alla propria collezione.

I più pericolosi di tutti? Quelli che hanno anche gli auricolari, magari per ascoltare l'ultima hit a volume esagerato. Una combinazione micidiale quando ci si vuole isolare dalla realtà. Il problema è che questo esercito è in continua espansione, visto che in Italia colpisce una persona su due.

no need to fear a zombie apocalypse

Questo è ciò che emerge dalla ricerca / esperimento sociale di Found!, che ha utilizzato oltre 5000 segnalazioni provenienti dagli osservatori sparsi per le 5 maggiori città italiane e che ha coinvolto 25 esperti tra psichiatri e sociologi. 

Secondo lo studio i più distratti sono i milanesi (61%) seguiti a ruota dagli abitanti che passeggiano per le vie di Roma (58%). I peggiori di tutti sono i manager (65%) e gli imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni, sempre intenti a dare un'occhiata a mail e documenti importanti. Dopo di loro i giovani studenti (58%) tra i 16 e i 29 anni.

Le statistiche proseguono con una casistica che sarebbe tutta da ridere, se non fosse che il problema esiste davvero. Il 65% degli intervistati ha ammesso di essersi scontrato almeno una volta con un pedone intento a scorrere il proprio diario di Facebook, mentre il 41% è rimasto bloccato sulla metro perché un passeggero si è fermato davanti all'ingresso del convoglio per mettere un like su Instagram.

Non so se il campione di osservatori di Found! sia stato particolarmente sfortunato, ma sono statistiche che purtroppo non sorprendono. Personalmente non mi è mai capitato nulla del genere, ma sono il primo ad ammettere che ogni tanto cammino in giro distrattamente, usando lo smartphone per intrattenermi durante passeggiate in luoghi che conosco a memoria e giuro che Pokémon Go non c'entra nulla… Forse. Diciamo che mi distraggo facilmente e m'intrattengo ancor più facilmente.

dratini

Tornando seri per un momento è doveroso segnalare che le abitudini segnalate nelle righe precedenti possono sfociare in comportamenti molto più pericolosi. Se scontrandovi con un passante potete rimediare un'occhiataccia, attraversando i binari potete rimetterci la pelle. Secondo i dati diffusi da Polfer le vittime da attraversamento sui binari sono aumentate del 33% e la "distrazione tecnologica" riconducibile agli smartphone è una delle indiziate principali di questa triste impennata dellle statistiche.

Il problema non è diffuso solo in Italia e mentre in Ontario (Canada) si pensa di vietare l'uso dei "dispositivi wireless" su strade e marciapiedi nel resto del mondo si sta ancora cercando di capire il fenomeno e di definirne i contorni per individuare una soluzione.

Nel 2015, ad Antwerp (Belgio) hanno creato corsie separate dei marciapiedi per chi utilizza uno smartphone. Un'iniziativa temporanea (copiata anche in giro per il mondo) nata dalla mente di un imprenditore locale, proprietario di un negozio di smartphone, che ha fatto molto discutere all'epoca.

Texting no texting lanes

Ora, l'uso di questo sistema in giro per il mondo potrebbe creare più problemi che benefici. Per prima cosa, i trasgressori come dovrebbero essere puniti? Linciaggio da parte della folla? Multe salate? Lancio dello smartphone nello specchio d'acqua più vicino? In secondo luogo, come si dovrebbe gestire la questione nei vari paesi? Nel Regno Unito fresco di #BREXIT bisognerebbe invertire il senso di marcia? E con i rondò alla francese, come la mettiamo? Infine, come potremmo fare nelle strade italiane, dove si è già fortunati ad avere un marciapiede?

La soluzione, tuttavia, noi italiani ce l'abbiamo già sotto i piedi: i bisogni dei cani. Visto che in Italia la maggior parte dei marciapiedi è adornata dalle deiezioni dei simpatici quadrupedi urbani, basterebbe evitare di sensibilizzare i padroni dei cani sulla raccolta dei bisognini, che talvolta possono diventare piccole montagnette che ricordano la celebre scena del triceratopo di Jurassic Park. Segue contributo video per rinfrescarvi la memoria.

Vietiamo i sacchettini e niente più doggy-box in giro per le strade! Lasciate che il vostro cane si accovacci senza pudore in mezzo al marciapiede! Liberatevi dal senso di colpa: il vostro migliore amico potrebbe salvare una vita, perché – ricordatevelo sempre – una cacca sotto le scarpe è l'arma più forte per convincere le persone a guardare dove mettono i piedi!

Se nemmeno così riusciremo a sopravvivere a quest'ondata di zombie allora l'intera umanita avrà fallito. E arriverà il giorno in cui i veri padroni del mondo non saremo più noi, ma i nostri fedeli compagni a quattro zampe.