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Gmail ti suggerisce il testo mail su Android e consente la pianificazione oraria

Google per festeggiare i suoi 15 anni ha introdotto due nuove funzioni: Smart Compose per Android e la pianificazione agevole delle mail.

Il pacchetto Gmail compie 15 anni e come vuole la prassi Google ha approfittato dell’occasione per due nuovi funzioni avanzate che faranno felici non solo gli utenti consumer ma anche quelli professionali.

La prima novità si chiama “Smart Compose” per smartphone ed è una funzione di auto-composizione, basata su machine learning, che consente di redigere le mail più velocemente e che è disponibile da tempo sulla versione Web. Sembra una bazzecola ma secondo un rapporto di Data Corporation (IDC), entro il 2020 i lavoratori in mobilità rappresenteranno circa i tre quarti (72,3%) della forza lavoro degli Stati Uniti.

“Smart Compose salva già le persone dal digitare oltre 1 miliardo di caratteri ogni settimana sul web e siamo entusiasti di portare la potenza della produttività di Smart Compose sui dispositivi Android (con iOS in arrivo) e quattro nuove lingue: spagnolo, francese, italiano e Portoghese”, spiega Google sul suo blog ufficiale.

Da ricordare poi che Smart Compose può adattarsi al modo in cui si scrive. “Ad esempio, se preferisci salutare i tuoi team con un amichevole, “Ehi team”, può aiutarti a rimanere fedele alla tua voce”, aggiunge Google. “Può anche suggerire una riga dell’oggetto in base al corpo del messaggio che hai scritto”.

La seconda novità riguarda la possibilità di scegliere agevolmente l’orario in cui inviare una mail. Basta procedere normalmente con l’editing testuale e poi pianificarla con una comoda interfaccia.

Infine per quanto riguarda Google Documenti, non c’è bisogno di passare alla piattaforma per rispondere a thread di commenti, pianificare una riunione o compilare un questionario. È sufficiente rimanere in Gmail.

“Stiamo anche rendendo possibile che le informazioni contenute in un’e-mail siano aggiornate, quindi il contenuto sia sempre accurato, non importa quando lo guardi”, conclude Google.