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Google compra Agawi, giochi e app in streaming per smartphone

Google ha confermato l'acquisto di Agawi, società che ha sviluppato una tecnologia per riprodurre in streaming videogiochi e applicazioni per smartphone. L'azienda non ha rivelato dettagli riguardo l'operazione, ma c'è chi fa delle ipotesi sull'evoluzione della ricerca web.

Google ha comprato Agawi, una società che ha sviluppato una tecnologia per lo streaming di applicazioni native, videogiochi in particolare. Un concetto che potrebbe non risultare del tutto ovvio, perché si colloca a cavallo tra la web app e l'applicazione nativa. Secondo Emir Efrati di The Information per Google si tratta di restituire rilevanza al web e recuperare il terreno perso proprio per via delle applicazioni.

agawi appglimpse

L'idea alla base di Agawi è la possibilità di avviare un'applicazione senza scaricarla. Detta così però si potrebbe pensare semplicemente a una web app, vale a dire un'applicazione eseguita all'interno del browser web e gestita da un server remoto.

La proposta di Agawi tuttavia è un po' più complessa, e nasce in origine come strumento pubblicitario per promuovere videogiochi. In teoria permette di far partire un gioco senza scaricarlo dal Play Store o dall'App Store di Apple, quindi in streaming. Per l'utente finale il vantaggio sarebbe di poter testare subito un'app senza scaricarla, ed eventualmente di usarla senza occupare memoria sul proprio dispositivo. Allo stesso tempo dovrebbero restare i molti vantaggi delle app native rispetto a quelle web.

Perché Google dovrebbe integrare una tecnologia simile nei propri servizi? Secondo Efrati l'azienda vuole riportare le persone a usare il Web, limitando quel fenomeno che ci ha portati tutti a usare applicazioni diverse dal browser, i cosiddetti "giardini recintati". Una realtà difficile da negare, che presuppone una minaccia diretta al business model della stessa Google.

Il fatto è che Google è ancora e soprattutto ricerca online, ed è da questa attività che l'azienda trae il massimo dei benefici. Ovviamente le applicazioni scaricate dal Play Store producono ricchezza, ma paradossalmente proprio il Play Store è un potenziale concorrente di Google. Così come lo è l'App Store di Apple, e così come lo è Amazon. Tutti luoghi virtuali dove andiamo a fare ricerche senza che Google ci guadagni un centesimo.

Integrando la tecnologia di Agawi, quindi, Google potrebbe rendere la ricerca più potente e più interessante per i consumatori. Così facendo potrebbe spingerci a usare di più il web, andando quindi a tutelare una delle sue maggiori fonti di introiti. Per noi, invece, si preannuncia una nuova spinta verso lo streaming di contenuti, giochi e applicazioni in particolare. Si preannuncia così un panorama che impone una revisione del concetto di proprietà, nonché l'impellenza di linee mobile ad alte prestazioni e poco costose.