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Google: in arrivo la misurazione della frequenza cardiaca e respiratoria tramite le fotocamere

Molti di voi si saranno trovati ad utilizzare l’app Google Fit realizzata dalla casa di Mountain View per monitorare diversi aspetti come passi, chilometri o le calorie consumate nell’arco della giornata e più di recente anche il sonno. Non si tratta sicuramente della miglior app per il monitoraggio della salute presente sugli store di applicazioni ma ben presto potrebbe fare un netto balzo in avanti.

Google Fit
Foto generiche

Google sarebbe infatti intenzionata ad inserire in Google Fit nuove funzionalità legate al monitoraggio della salute senza la necessità di dover utilizzare ulteriori accessori esterni. La diffusione di queste funzionalità comincerà dagli smartphone proprietari, ossia quelli della linea Pixel tramite il prossimo Pixel Feature Drop, salvo poi estendere questa possibilità anche ad altri telefoni di produttori diversi. Tra queste troviamo il monitoraggio della frequenza cardiaca e della respirazione.

I possessori di device Pixel saranno dunque presto essere in grado di tenere sotto controllo questi parametri esclusivamente attraverso il proprio smartphone e senza l’obbligo di dover accoppiare smartwatch, fasce fitness o altri dispositivi indossabili.

A partire dal 2014 e più precisamente dal Galaxy S5, i telefoni di fascia alta dell’azienda sud-coreana hanno iniziato ad incorporare dei sensori per la frequenza cardiaca, posti sul retro dei device e che consentono all’utente di controllare nell’immediato questi parametri. Bene, ora Google starebbe cercando di riportare le medesime funzioni anche sui suoi dispositivi ma con una piccola ma sostanziale differenza, ossia senza l’implementazione di alcuna componentistica hardware aggiuntiva.

Google Fit; credit: Google
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Per i possessori di Pixel basterà dunque posizionare il dito sull’obiettivo della fotocamera posteriore del telefono e successivamente aprire l’app Google Fit che, basandosi sui “leggeri cambiamenti al colore delle dita” sarà in grado di fornire una misurazione reale. Stando a quanto affermato da Google dovrebbe fornire risultati accurati entro il 2 percento, almeno secondo i test effettuati internamente.

Google Fit; credit: Google
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Passando invece al controllo della frequenza respiratoria sarà necessario utilizzare la fotocamera frontale la quale riuscirà a monitorare i movimenti del torace. Affinché possa essere rilevato un risultato corretto, lo smartphone dovrà essere posto in verticale e si dovrà mantenere l’inquadratura per 30 secondi. Resta da capire se tale funzionalità sarà garantita, anche se ci risulta molto improbabile, se si indossano vestiti o se l’operazione andrà fatta esclusivamente a petto nudo.

Google Fit; credit: Google
Foto generiche

È chiaro che l’obiettivo di Google non è quello di scoraggiare la vendita degli smartwatch o dei tracker, avrebbe ancora meno senso dopo l’acquisizione milionaria di Fitbit, ma più che altro quello di puntare a rendere più semplice oltre che più economica la possibilità di tenere sotto controllo questi parametri, fondamentali nella vita di tutti i giorni.

Bisogna chiaramente precisare che, simili strumenti, non sono in grado di fornire dati così accurati come invece possono fare cardiofrequenzimetri e dispositivi affini ma per lo meno possono fornire un dato piuttosto reale sul proprio stato di salute. Ancora qualche settimana e ne sapremo sicuramente qualcosa in più.

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