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Google si libera del motto Don’t Be Evil, e farà solo la cosa giusta

Google dice addio allo storico motto Don't be Evil e lo sostituisce con "Do The Right Thing". Più precisamente, la frase è il motto di Alphabet, società nata di recente sotto la cui egida troviamo appunto Google e altre società correlate.

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La nuova frase si traduce in italiano come Fa la cosa giusta, ma non è certamente un omaggio al regista Spike Lee. Alphabet indica infatti ai propri dipendenti che fare la cosa giusta significa rispettare la legge, agire in modo onorevole e trattare gli altri con rispetto, tra le altre cose.

Sembra un passaggio notevole, ma forse non lo è. In entrambi i casi siamo di fronte a posizioni piuttosto ambigue e passibili di diverse interpretazioni. C'è sempre un tentativo di schierarsi "dalla parte dei buoni", il che per una multinazionale è probabilmente un ossimoro, e naturalmente è un rinnovato tentativo di creare un'immagine aziendale che sia il più positiva possibile.

Cambiare tutto per non cambiare nulla? Forse sì, ma d'altra parte il vecchio Don't be evil era già stato criticato duramente, anche da voci autorevoli. Nel 2010 fu Steve Jobs a definirlo "una stronzata", e tre anni dopo fu Eric Schmidt, allora presidente esecutivo di Google, a criticarlo, perché troppo ambiguo da una parte e troppo vincolante dall'altra. Nel 2012, invece, Facebook e Twitter cercarono di rendere palese l'ipocrisia del concorrente.

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Questa volta andrà diversamente? Forse sì. Intanto Alphabet non è Google, e questo è importante perché l'azienda che possiede Google non ha un'immagine pubblica da tutelare; solo gli addetti ai lavori e i lettori specializzati sanno di cosa si tratta. Per tutti gli altri, Google è sempre quella – e per chi ci lavora continua a valere il vecchio motto. Un po' come accade tra Unilever, nome noto solo a pochi, e i marchi famosi che possiede – tanto per fare un esempio di cui si è parlato recentemente.

Dopodiché Alphabet ha deciso di indicare una linea di condotta che segue semplicemente le regole etiche più basilari, come evitare i conflitti d'interesse o rispettare la legge. Indicazioni ordinarie quindi, anche se per alcuni già queste potrebbero sembrare un catenaccio liberticida.

Secondo Alistair Barr (Wall Street Journal), comunque, la novità potrebbe permettere alle nuove divisioni di sviluppare una propria cultura, separata da Google. Il che è sicuramente importante, considerando che Alphabet va ben oltre la ricerca online e il Web in generale, estendendosi anche alla ricerca medica o alle auto.

Fa' la cosa giusta (1989)
Fa' la cosa giusta, Spike Lee (1989)

"Fare la cosa giusta" è quindi più che altro un'indicazione di massima, qualcosa che chiede di essere onesti senza però imporre particolari vincoli. Il che è certamente un bene, perché ci vuole libertà di azione per sviluppare nuove idee. D'altra parte parliamo di società che lavorano nella ricerca medica più avanzata, nello sviluppo di intelligenze artificiali (anche con computer quantistici) o nelle auto a guida automatica. Tutti settori che includono rischi grandi e piccoli, per cui un minimo di attenzione forse sarebbe opportuna.