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Android

Honor svela a Tom’s i segreti della sua interfaccia EMUI

Abbiamo fatto una chiacchierata con Christophe Coutelle, a capo del team Device Software Business and Branding per Huawei e Honor, responsabile commerciale della EMUI, interfaccia grafica proprietaria dell'azienda cinese.

EMUI, acronimo di Emotion User Interface, è l'interfaccia grafica proprietaria di Huawei e Honor. Abbiamo avuto modo di intervistare Christophe Coutelle, capo del team Device Software Business and Branding dell'azienda cinese. Una chiacchierata che consente di poter tracciare un'interessante mappa della strategia imbastita dal terzo produttore di smartphone al mondo.

Del resto, Huawei ha costruito parte del proprio successo nel mercato dei dispositivi mobili anche grazie alla profonda personalizzazione software operata su Android, senza dimenticare l'ottimo riscontro per il brand Honor (sempre di proprietà Huawei), i cui smartphone sono equipaggiati sempre con la EMUI. La sfida è quella di accorciare le distanze nei confronti di Apple e Samsung, per poi operare il sorpasso definitivo entro il 2021, così come annunciato più volte dal management dell'azienda.

 

EMUI
Christophe Coutelle

Sviluppo software

Chiunque abbia avuto l'opportunità di provare con mano uno smartphone Huawei e magari un dispositivo Google (che sia un Nexus o un Pixel), si sarà immediatamente reso conto della netta differenza da un punto di vista software. Il colosso di Mountain View punta ovviamente su un'esperienza stock di Android, mentre l'azienda cinese ha sempre personalizzato profondamente l'aspetto grafico e funzionale della creatura di Big G.

"Siamo fermamente convinti che la personalizzazione dell'esperienza stock di Android rappresenti un valore aggiunto. La EMUI integra infatti miglioramenti sotto diversi aspetti. A livello di esperienza utente riusciamo ad offrire opzioni maggiormente specifiche, come la possibilità di scegliere se affidarsi o meno al drawer delle applicazioni, introdotta con la versione 5.0 della nostra interfaccia. EMUI mette inoltre a disposizione maggiori funzionalità rispetto ad Android stock, senza dimenticare l'ottimizzazione delle prestazioni del sistema operativo" ha spiegato Coutelle.

EMUI VS
Passaggio da EMUI 4.1 a EMUI 5.0

Ed è stata proprio la transizione dalla EMUI 4.0 alla 5.0 basata su Nougat, a segnare probabilmente il definitivo salto di qualità in termini prestazionali per gli smartphone Huawei. In tal senso, il Mate 9 rappresenta l'emblema di questo upgrade, essendo tra l'altro il primo dispositivo a montare la nuova versione dell'interfaccia. Del resto, la serie di phablet top gamma rappresenta un po' il fiore all'occhiello dell'azienda cinese. Senza dimenticare Honor V9, presentato recentemente con a bordo EMUI 5.0, uno dei migliori 5.7 pollici in commercio.

"EMUI 5.0 ha introdotto un approccio basato sul machine learning per migliorare le prestazioni, con ulteriori upgrade nella 5.1 relativi alla gestione della memoria ed al rendering grafico. Questo ha consentito non solo un netto passo avanti rispetto alla EMUI 4.0, ma anche la possibilità di poter garantire allo smartphone prestazioni di alto livello nel corso del tempo" ha specificato Coutelle.
 

emui 5 1
Il machine learning

Huawei sembra dunque essere intenzionata ad eliminare una delle problematiche storiche nel mondo Android, ovvero il calo delle prestazioni dei dispositivi nel medio/lungo periodo. Un obiettivo che potrebbe rappresentare la chiave di volta per conquistare definitivamente la vetta, così come l'aspetto legato alla sicurezza informatica.

"Questa è sicuramente una questione importante da affrontare. Siamo pienamente impegnati a fornire il massimo livello di sicurezza all'interno dei nostri telefoni, considerando l'aumento esponenziale delle minacce negli ultimi anni. Stiamo lavorando a diversi livelli al fine di fornire un approccio olistico, ad esempio accelerando la distribuzione degli aggiornamenti con le relative patch di sicurezza. Abbiamo inoltre introdotto un sistema di rilevamento dei malware di tipo dinamico, in grado di rilevare automaticamente comportamenti sospetti da parte delle app" ha tenuto a precisare Coutelle.

Mate 9
Il Huawei Mate 9

Il recente caso scatenato da Wikileaks ha inevitabilmente rilanciato il tema della sicurezza informatica, molto spesso sottovalutato soprattutto in ambito smartphone. Trovare soluzioni realmente efficaci non sarà semplice per qualsiasi produttore, Huawei inclusa, soprattutto con l'esplosione nei prossimi anni del fenomeno Internet of Things.
 

Aspetto commerciale

L'Europa è diventata ormai un mercato chiave per l'azienda cinese, oltre ovviamente a quello asiatico. L'ultima zona da conquistare per poter concretamente puntare alla leadership è l'America, ed in particolare gli USA, una realtà da sempre ostica a Huawei, che a maggio 2016 poteva contare su una quota dell'1% nel Paese a stelle e strisce. Una percentuale che stupisce, in relazione al terzo produttore di smartphone a livello globale.

Non a caso si è vociferato inizialmente che potesse essere utilizzato il brand Honor per aggredire il mercato statunitense, strategia successivamente rivista. A gennaio 2017 è stato però presentato il Mate 9 con Alexa (assistente vocale di Amazon), un'edizione riservata proprio agli USA, a testimonianza di quanto Huawei abbia come obiettivo questo mercato.

amazon alexa
Lo speaker Amazon con Alexa

Del resto, lo sviluppo negli anni della EMUI è andato proprio in questa direzione, ovvero quella di slegarsi dalla concezione di un'interfaccia pensata in relazione agli utenti orientali (soprattutto da un punto di vista grafico), nella logica di poter incontrare i gusti anche degli utenti occidentali, divenuti inevitabilmente un target centrale per l'azienda.

"EMUI 5.0 è stata pensata raccogliendo i feedback degli utenti, per poi essere progettata dal nostro team UX globale attraverso contributi da USA, Cina, Svezia e Francia. Il concetto di base è stato quello della facilità di utilizzo, semplificando l'accesso alle funzionalità, con il 90% di esse raggiungibili in soli 3 passaggi", ha spiegato Coutelle.

Android Stock
Interfaccia Android Stock

È evidente come la strategia di Huawei sia stata concepita a 360°. L'andamento delle vendite nel 2017 consentirà, tra le altre cose, di poter verificare l'effettiva efficacia commerciale della EMUI 5.0 e successive. In attesa ovviamente della versione 6.0 che, salvo stravolgimenti, sarà presentata a bordo del Mate 10, magari in abbinamento al tanto chiacchierato assistente vocale dell'azienda, che sarebbe in via di sviluppo. Tutti aspetti sui quali Christophe Coutelle ha naturalmente glissato.

In ogni caso, la crescita esponenziale di Huawei negli ultimi anni dimostra come, tra i vari aspetti, la componente software abbia effettivamente funzionato. Il sorpasso ai danni di Apple e Samsung potrebbe davvero non essere un miraggio.