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Huawei Mate Xs recensione: estremo e sorprendente


Huawei Mate XS
RAM
8 GB
Archiviazione
512 GB
Schermo
6,6 pollici - 8 pollici - 1148 x 2480 - 2200 x 2480
Fotocamera posteriore
Quad-camera, 40 MP + 8 MP + 16 MP + ToF 3D
Batteria
4.500

Mate Xs non è semplicemente un esercizio di stile. Rispetto a ciò che potrebbe suggerire il suo particolare design, lo smartphone pieghevole di Huawei ha ragione d’esistere. Ci sono tanti piccoli dettagli da poter migliorare, al fine di offrire un’esperienza utente maggiormente coerente. Ciò non sminuisce però l’eccellente lavoro svolto dall’azienda cinese, che ultimamente ha intrapreso una strada difficile e coraggiosa (lontana dai servizi Google), ma che inizia a dare i suoi frutti.

Il rivale diretto di questo Mate Xs non è il Galaxy Z Flip, ne tantomeno il Motorola RAZR. È il Galaxy Fold di Samsung il prodotto con cui scontrarsi. La creatura di Huawei mette a disposizione uno schermo pieghevole che appare più maturo, quasi più pronto ad abbracciare il grande pubblico. Di contro però l’azienda sudcoreana ha adattato la parte software al nuovo form factor in maniera decisamente più convincente. Insomma, la scelta è ardua e non così scontata.

Voglio però ribadire un concetto, già espresso nella recensione del Galaxy Fold: gli smartphone pieghevoli che passano da uno schermo “normale” a uno con dimensioni da tablet per me hanno assolutamente senso. Il passo successivo deve però essere l’ottimizzazione di questo form factor, perché le sbavature ci sono e, considerando le cifre richieste, potrebbero essere difficilmente accettate dal mercato, al netto dell’acerbezza di questa tecnologia.

Un design unico, nel bene e nel male

Mate Xs è senza dubbio lo smartphone pieghevole che lascia maggiormente a bocca aperta quando lo si incontra dal vivo. La scelta di far ripiegare lo schermo esternamente è infatti estremamente scenografica. Ne deriva un design unico nel suo genere, che però espone maggiormente il display a graffi e urti accidentali. Da questo punto di vista, Huawei include in confezione un bumper che, ricoprendo le cornici, dovrebbe proteggere un po’ di più il pannello. È ancora troppo presto però per poter verificarne la tenuta nel tempo.

Il meccanismo con cui lo schermo si piega è estremamente solido. Nel momento in cui il Mate Xs è aperto, per richiuderlo occorre esercitare una certa forza. Per aprirlo invece, basta premere l’apposito pulsante posizionato sul retro, al di sotto del modulo fotografico. Certo, è innegabile che ripiegare il display all’esterno restituisca una strana sensazione, quasi di fragilità. Personalmente però non ho riscontrato alcun problema nel meccanismo, per cui ci riserviamo di ritornare sull’argomento tra qualche mese.

Molto difficile utilizzare lo smartphone, da richiuso, con una mano (punto a sfavore rispetto al Galaxy Fold). In questa modalità infatti si ha a disposizione uno schermo che raggiunge comunque i 6,6 pollici (1.148 x 2.480 pixel, 19.5:9), per cui è ingombrante. Per darvi un’idea precisa, così Mate XS ha dimensioni pari a 161.3 x 78.5 x 11 mm, contro i 158 x 77.8 x 8.1 mm di iPhone 11 Pro Max (display da 6,5 pollici). In più, il peso tocca i 300 grammi, decisamente sopra la media (il già pesante Galaxy Fold raggiunge i 260 grammi). Insomma, l’ergonomia è quella che è.

Aprendo il dispositivo, si ha accesso a un display da ben 8 pollici. È un pannello OLED da 2200 x 2480 pixel, con un rapporto di forma quasi in 4:3. Poco da dire sulla qualità di questo schermo: ottima gamma cromatica, contrasti in linea con la tecnologia utilizzata, molto buona anche la visibilità all’aperto. In più, rispetto al Galaxy Fold, la piegatura si vede molto meno (anche con le schermate chiare) e si percepisce poco al tatto, senza dimenticare l’assenza di un qualsivoglia notch, per cui l’area complessiva è completamente a disposizione dell’utente.

Tutta la componentistica interna è stata integrata nella barra laterale destra, una soluzione che consente di raggiungere uno spessore di appena 5.4 mm quando Mate Xs è aperto. La scocca è realizzata in policarbonato e questo la rende decisamente meno scivolosa rispetto a quella del Galaxy Fold. Da un punto di vista squisitamente costruttivo, siamo comunque difronte a un piccolo capolavoro ingegneristico, che potrebbe stabilire uno standard per i prossimi smartphone pieghevoli di Huawei.

Un comparto fotografico plasmato attorno al form factor

Non ci sono fotocamera anteriori in questo smartphone. Tutti i sensori sono infatti posizionati sul retro e sono quattro: principale da 40 Megapixel f/1.8, grandangolare da 16 Megapixel f/2.2, teleobiettivo da 8 Megapixel f/2.4 con zoom ottico 3X, sensore ToF 3D per la profondità di campo. Cosa accade quando decidiamo di scattare un selfie con il Mate XS ovviamente richiuso? Semplice, basta girarlo e automaticamente si attiva la porzione posteriore dello schermo, consentendoci di effettuare un autoscatto con il comparto fotografico principale.

Un’eccellente trovata da parte di Huawei, che di fatto consente al Mate XS di imporsi come uno dei migliori smartphone in circolazione per lo scatto dei selfie. Difficile infatti trovare un dispositivo che consente di effettuare un autoscatto potendo servirsi di un sensore realmente grandangolare, dello zoom ottico, del flash, senza dimenticare la possibilità di “auto-filmarsi” in 4K a 30 fps. Insomma, davvero molto comodo ed estremamente efficace.

Al di là comunque di questa soluzione, il comparto fotografico convince. Ci sono top di gamma che scattano nettamente meglio (tra cui il Mate 30 Pro della stessa Huawei), ma siamo comunque su ottimi livelli. In diurna poco da segnalare (tanto con il sensore principale quanto con il grandangolo), mentre in notturna c’è un oggettiva perdita di dettaglio. Molto buono lo zoom ottico a 3X, che si può spingere fino a 5X con un sistema ibrido e fino ao 30X totalmente in digitale. In quest’ultimo caso però, con poca luce, le immagini diventano difficilmente utilizzabili.

Buoni i video, che però perdono troppo dettaglio in notturna. Presente la modalità super slow-motion.

Software acerbo, netti passi in avanti dei Huawei Mobile Services

Si, Mate Xs non ha i servizi Google. Conosciamo bene le limitazioni di questa mancanza, che abbiamo peraltro approfondito in un video apposito che potete recuperare a questo indirizzo. C’è però un’ottima notizia: Huawei sta lavorando benissimo per supportare App Gallery, il suo store di applicazioni proprietario. Le aggiunte di nuovi servizi sono praticamente quotidiane e gli investimenti in tal senso dell’azienda cinese sono evidenti. In più, dove non arriva App Gallery arriva TrovApp, applicazione di cui vi abbiamo parlato in un articolo dedicato.

Si tratta di un servizio sviluppato da un team italiano che, di fatto, cerca in rete gli apk di qualsiasi applicazione, gestendone la successiva installazione, davvero molto comodo. Tutto ciò non toglie però come l’assenza dei vari Google Maps, YouTube, Google Drive, possa rappresentare per alcuni utenti una limitazione insormontabile. Mai come questa volta però, la sensazione è che ci sia un’azienda in grado realmente di creare un’alternativa valida al Play Store. Staremo a vedere.

In ogni caso, il software è basato sulla versione AOSP di Android 10, personalizzato con la EMUI 10. Poco da dire su questa interfaccia grafica, che ben conosciamo. C’è però da sottolineare il fatto che questa UI appaia non del tutto pronta per gli smartphone pieghevoli. Capita infatti spesso di avere a che fare spesso con alcune limitazioni. Un esempio classico: stiamo guardando un video su Facebook con il Mate XS chiuso, lo apriamo e non sempre il filmato prosegue automaticamente sullo schermo aperto. Ho apprezzato comunque la possibilità di utilizzare due app in contemporanea (una goduria sullo schermo da 8 pollici) con una terza fluttuante in aggiunta.

Poco da dire sulle prestazioni, il Kirin 990, unitamente agli 8 Gigabyte di RAM, consente di far girare meravigliosamente questo smartphone. Ci sono poi ben 512 Gigabyte di memoria interna e la connettività è completissima: supporto 5G, NFC, Wi-Fi ac dual-band, Bluetooth 5.1, GPS A-GLONASS BDS Galileo, porta USB-C 3.1, porta a infrarossi. Manca, praticamente, solo il jack audio. La parte audio convince a metà, è affidata a un altoparlante e alla capsula auricolare, che offrono l’effetto stereo. Il volume non è altissimo, la qualità sotto la media dei top di gamma. Inevitabilmente scendere a compromessi con questo form factor.

Infine, buone notizie dall’autonomia. Con il mio utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, circa 1 di telefonate), la batteria da 4.500 mAh mi ha consentito di coprire 15 ore lontano dalla presa elettrica – a fronte di 6 ore di schermo accesso. Dimenticatevi di effettuare due giorni con il Mate Xs, ma comunque la giornata la si copre tranquillamente. C’è comunque la ricarica rapida a 55W.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

2.599 euro per portarsi a casa Mate Xs, un prezzo che lo rende lo smartphone pieghevole più costoso del mercato. Ha senso però discutere delle cifre per accaparrarsi un prodotto del genere? Secondo me no. Non è un prodotto per tutti, è bene sottolinearlo, soprattutto allo stato attuale. Huawei però, come Samsung, ha tracciato una nuova strada, probabilmente fissando uno standard per i suoi futuri smartphone pieghevoli.

Trovo la possibilità di trasformare uno smartphone con display “standard” in uno con uno schermo riconducibile a quello dei tablet assolutamente sensata. Bisogna limare i dettagli, ottimizzare il software, alleggerire la scocca, ma il futuro del settore è qui.

Huawei Mate XS

Huawei Mate XS non è solo lo smartphone pieghevole più costoso del mercato. L’azienda cinese, con questo dispositivo, ha di fatto tracciato una nuova strada. Il Kirin 990 5G, unitamente agli 8 Gigabyte di RAM, offre prestazioni di primissimo livello, mentre per il resto ci pensa il pannello OLED, in grado di passare da 6,6 pollici a 8 pollici, semplicemente aprendosi come una sorta di libro.

8.5
8.5
Verdetto

2.599 euro per portarsi a casa Mate XS, un prezzo che lo rende lo smartphone pieghevole più costoso del mercato. Ha senso però discutere delle cifre per accaparrarsi un prodotto del genere? Secondo me no. Non è un prodotto per tutti, è bene sottolinearlo, soprattutto allo stato attuale. Huawei però, come Samsung, ha tracciato una nuova strada, probabilmente fissando uno standard per i suoi futuri smartphone pieghevoli. Abbiamo trovato la possibilità di trasformare uno smartphone con display "standard" in uno con uno schermo riconducibile a quello dei tablet assolutamente sensata. Bisogna limare i dettagli, ottimizzare il software, alleggerire la scocca, ma il futuro del settore è qui

Pro

Display pieghevole, prestazioni, comparto fotografico, autonomia

Contro

Ergonomia, software acerbo, prezzo di listino