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Huawei nell’occhio del ciclone, adesso è accusata di aver carpito i segreti di Apple Watch

Secondo The Information, Huawei avrebbe cercato di carpire informazioni sul sensore di frequenza cardiaca di Apple Watch combinando un incontro con uno dei fornitori con il pretesto di offrire un contratto di produzione.

Huawei sta vivendo un momento d’oro grazie al successo dei suoi prodotti, ma è anche nell’occhio del ciclone a causa della controversia politico-legale con gli Stati Uniti d’America. E dagli USA arriva un’altra pesante accusa. Secondo The Information, il colosso di Shenzhen avrebbe messo in atto pratiche scorrette per rubare i segreti di Apple e di altri concorrenti.

Nel report, il caso specifico riguarda il cardiofrequenzimetro integrato nell’ultimo Apple Watch in grado di effettuare una sorta di elettrocardiogramma.  A novembre, un ingegnere Huawei responsabile della progettazione e dello sviluppo di uno smartwatch avrebbe individuato il fornitore che produce i sensori di frequenza cardiaca utilizzati sul dispositivo della Mela e avrebbe fissato un incontro con il pretesto di offrire un contratto di produzione.

Sono stati divulgati anche dei presunti messaggi in cui il responsabile Huawei afferma che “il design è simile a quello di Apple”. Durante l’incontro, pero, l’ingegnere – accompagnato da quattro ricercatori – non avrebbe fatto altro che chiedere informazioni sull’Apple Watch per un’ora e mezza con scarsi risultati. Non sarebbe nemmeno l’unico fornitore con cui si sarebbero interfacciati. Il tutto è riferito in assoluto anonimato perché l’azienda fornitrice ha un accordo di non divulgazione con Apple.

Le accuse di pratiche scorrette non si esauriscono qui. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, esiste un programma formale che premia i dipendenti per il furto di informazioni con bonus diversi a seconda del valore della scoperta. Inoltre, ci sono diversi ex dipendenti Apple che dichiarano che – durante i colloqui di lavoro o anche dopo l’assunzione – Huawei cerca di carpire quanti più segreti possibili. Il rapporto riferisce anche dell’episodio che vede protagonista il MateBook X Pro. In questo caso, sarebbe stato “rubato” il connettore che collega il display al resto del dispositivo che permette di ridurre lo spessore.

Huawei ha negato qualsiasi coinvolgimento illecito affermando che “nel condurre ricerche e sviluppo, i dipendenti di Huawei devono cercare e utilizzare le informazioni disponibili al pubblico e rispettare la proprietà intellettuale di terze parti secondo le nostre linee guida sulla condotta aziendale”. Finora Apple non ha commentato.

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