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Huawei P30 Pro, autonomia che stupisce

Gli smartphone top di gamma difficilmente vanno d’accordo con l’autonomia. Potenza della piattaforma hardware, display con risoluzioni elevate, fotocamere in grado di registrare video in 4K. Tutte componenti che, inevitabilmente, incidono sulla durata della batteria. Un discorso non valido per il P30 Pro di Huawei, nuovo flagship dell’azienda cinese, di cui vi abbiamo già parlato in maniera approfondita nella nostra recensione.

Grazie a una serie di scelte operate da Huawei infatti, P30 Pro può contare su un’eccellente autonomia, probabilmente la migliore tra gli smartphone top di gamma attualmente presenti sul mercato. Questo è stato possibile con una precisa configurazione hardware: schermo con risoluzione Full-HD+; processore Kirin 980 con processo produttivo a 7nm, dunque con un impatto energetico contenuto; batteria da ben 4.200 mAh, assistita peraltro da un sistema di ricarica rapida da ben 40W (da 0% a 70% in appena 30 minuti).

Dispositivo Batteria
Huawei P30 Pro 4.200 mAh
iPhone XS Max 3.174 mAh
Samsung Galaxy S10+ 4.100 mAh
Xiaomi Mi 9 3.300 mAh
LG G8 3.500 mAh

Partiamo innanzitutto dalla capienza della batteria. La tabella soprastante confronta quella del P30 Pro con i principali smartphone top di gamma presenti attualmente sul mercato. Praticamente solo in casa Huawei è presente un altro modello con la medesima capienza, ovvero il Mate 20 Pro, che garantisce ugualmente un’autonomia eccellente come descritto ampiamente nella nostra recensione. Galaxy S10+ ne ha una da 4.100 mAh, mentre iPhone XS Max si ferma addirittura a 3.174 mAh.

Inoltre, la possibilità di sfruttare la ricarica rapida a 40W (con caricabatterie apposito incluso in confezione) rappresenta davvero una grande comodità nell’utilizzo quotidiano. Le poche volte in cui ci si ritroverà a dover collegare alla presa elettrica il P30 Pro nel corso della giornata, si otterrà in 15/20 minuti una percentuale di batteria sufficiente a portare lo smartphone sino a notte inoltrata. Pensiamo, ad esempio, a un ambito come quello di una vacanza, in cui magari si scattano centinaia di foto e video in un giorno e ci si ferma per una piccola sosta in un bar.

Ovviamente, non manca la ricarica wireless (anch’essa rapida a 15W) e la funzionalità di reverse charging: basta poggiare sulla parte posteriore del P30 Pro un dispositivo dotato di ricarica wireless (come un paio di auricolari true wireless, come le FreeBuds Lite della stessa Huawei), per poterlo appunto caricare. Anche in questo caso, una possibilità davvero molto utile, considerando anche come questi prodotti abbiano ormai una grande diffusione e vengano spesso utilizzati in abbinata agli smartphone.

Huawei ha inoltre operato una scelta intelligente in relazione al display, esattamente come fatto con il P20 Pro. Si tratta infatti di un pannello OLED da 6,47 pollici con la risoluzione che si ferma al Full-HD+ (2.340 x 1.080) in formato 19.5:9. Uno schermo dunque che, pur garantendo tutta la qualità visiva che è lecito attendersi da un top di gamma (ha una densità di pixel di ben 398 ppi), non appesantisce troppo la piattaforma hardware, con inevitabili riflessi positivi anche sull’autonomia.

E poi c’è il Kirin 980, in questo caso abbinato a 6 Gigabyte di RAM. Il processo produttivo a 7nm consente al SoC di avere impatto energetico davvero contenuto, anche quando entrano in funzione i due core Cortex-A76 ad alte prestazioni, con frequenza di clock a 2.6 GHz. In tal senso, basti pensare come, in ambito smartphone, solo gli iPhone XS, XS Max e XR possano contare su un processore a 7nm (l’A12 Bionic di Apple) per comprendere l’ottimo lavoro svolto da Huawei.

Ma in cosa si traduce, concretamente, tutto questo? Con il nostro utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), siamo riusciti a coprire quasi un giorno lontano dalla presa elettrica (22 ore) a fronte di oltre 7 ore di schermo accesso. Con un utilizzo più blando non è utopistico pensare di poter coprire due giorni senza caricare il P30 Pro. Ma non è tutto.

Infatti, grazie agli aggiornamenti software rilasciati da Huawei nel corso di queste settimane, siamo riusciti a migliorare ulteriormente questi dati già eccellenti. Oggi è infatti possibile toccare anche le 9 ore di schermo acceso, con la curva di consumo che mostra la capacità di gestione energetica del Kirin 980 e, ancora di più, del software: dopo 34 ore di utilizzo, servizi come Instagram, Google Chrome, Facebook e WhatsApp non superano i 25 mAh di consumo.

Non a caso abbiamo definito il P3o Pro, nella nostra recensione, come il miglior top di gamma per l’autonomia, almeno in questo momento. Il 2019 vedrà ovviamente l’arrivo sul mercato di tanti nuovi smartphone, ma la sensazione è che difficilmente saranno in grado di battere la creatura di Huawei in quest’ambito. Se siete alla ricerca di un dispositivo di fascia alta che abbia una batteria performante, dovete certamente guardare al P30 Pro.