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Huawei P30 Pro: niente capsula auricolare, ma l’audio in chiamata convince. Ecco come funziona

Huawei P30 Pro sfrutta un trasduttore a vibrazione per diffondere l'audio in chiamata attraverso la superficie dello schermo.

Huawei P30 Pro è uno degli smartphone del momento. L’azienda cinese è riuscita a catalizzare l’attenzione mediatica grazie soprattutto al comparto fotografico del suo nuovo top di gamma che, tra le varie funzionalità, può contare sul tanto chiacchierato “zoom periscopico”. Trovate tutti i dettagli nella nostra recensione qualora vogliate chiarimenti in merito. In questo articolo ci soffermeremo su un’altra delle novità proposte da queste dispositivo, ovvero l’assenza della capsula auricolare.

Con il P30 Pro, infatti, Huawei ha deciso di proporre un nuovo design, caratterizzato dalla presenza di un display con bordi curvi, cornici ancora più ridotte e, soprattutto, un notch a goccia. Quest’ultimo ospita solo la fotocamera anteriore da 32 Megapixel, una scelta evidentemente dettata dalla mancanza di spazio. Manca dunque quella componente che, solitamente, negli smartphone serve per veicolare l’audio durante le telefonate: la capsula auricolare appunto.

Huawei ha però trovato una soluzione grazie all’implementazione, sotto lo schermo, di un trasduttore a vibrazione. Questa componente, sfruttando la tecnologia proprietaria denominata Acoustic Display Technology, utilizza la superficie dello schermo per veicolare l’audio verso l’orecchio. Questo vuol dire che, avviando una telefonata, basterà avvicinare lo smartphone alla testa per poter ascoltare l’interlocutore, con il volume che si alza inevitabilmente verso la parte alta del pannello.

Del resto, la logica dell’azienda cinese è stata quella di implementare e simulare la presenza di una vera e propria capsula auricolare. Ecco spiegato perché, con l’avvio di una chiamata, l’EMUI restituisce un messaggio a schermo che invita l’utente a poggiare l’orecchio sulla parte alta dello schermo, posizionando dunque lo smartphone come solitamente viene fatto durante una telefonata. Una grande attenzione al dettaglio che, peraltro, si riflette anche nell’esperienza quotidiana in compagnia di questa Acoustic Display Technology.

Come ricorderete, lo smartphone che per primo – in tempi recenti – si è presentato sul mercato senza la capsula auricolare è stato il Mi Mix di prima generazione, datato ottobre 2016. All’epoca Xiaomi ha di fatto introdotto il design borderless con questo smartphone, dovendo necessariamente sacrificare la componente in questione. Peccato che però la tecnologia utilizzata in quel caso per ovviare all’assenza (audio piezoelettrico con prossimità ultrasonica) restituisse un’esperienza decisamente deficitaria.

Ciò che stupisce della soluzione di Huawei è infatti la resa. Nell’utilizzo quotidiano non si avvertono differenze rispetto alla classica capsula auricolare: si riesce a sentire perfettamente l’interlocutore in chiamata, senza alcuna interferenza con il microfono. Si perché il trasduttore a vibrazione è posizionato fisicamente nella parte alta della scocca (vicino appunto a uno dei microfoni di sistema), così da poter diffondere l’audio attraverso lo schermo a raggiera, partendo proprio dalla parte alta e sfruttando l’intera superficie del pannello. Ma non è tutto.

C’è infatti un compromesso a cui l’Acoustic Display Technology costringe a scendere. Il trasduttore a vibrazione infatti non può essere utilizzato in abbinata allo speaker di sistema per ottenere l’effetto stereo nella riproduzione dei contenuti multimediali. Anche in questo caso però il P30 Pro non delude. Per quanto i top di gamma con altoparlanti stereo continuino a fare la differenza in quest’ambito, quello mono implementato da Huawei è assolutamente convincente.

Innanzitutto, il posizionamento è stato intelligente visto che, avendolo collocato sul bordo inferiore, non viene coperto quando lo smartphone è poggiato su di un piano. In secondo luogo, c’è il supporto alla tecnologia Dolby Atmos, che si basa sugli oggetti sonori, ognuno con le proprie caratteristiche, che consentono di generare un ambiente audio tridimensionale decisamente più realistico. Il volume è molto buono così come la qualità generale, per cui fruire di un contenuto multimediale attraverso il P30 Pro (in abbinata all’ampio schermo OLED da 6,47 pollici) è un piacere.

Il comparto audio è inoltre completato dalla presenza del Bluetooth 5.0, con supporto alla tecnologia aptX HD, che consente di supportare file Hi-RES fino a 24-bit/48kHz con un compression ration di 4:1 e un bitrate di 756 Kbps. Anche in questo caso, grande attenzione al dettaglio: P30 Pro non ha a disposizione il jack audio da 3.5 mm, per cui Huawei ha cercato di mettere a disposizione la più alta qualità audio possibile – in ambito smartphone – in modalità wireless.