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Huawei, un mondo di dispositivi divenuti ecosistema

L’evoluzione tecnologica degli smartphone sta vivendo una fase di stallo. Questi dispositivi hanno ormai raggiunto un livello tale da differenziarsi per piccoli dettagli tra una generazione e l’altra. Ecco perché la parte software è diventata oggi il vero ago della bilancia e, da questo punto di vista, sono poche le aziende ad aver costruito realmente, attorno al concetto di “telefono cellulare”, un ecosistema di servizi e prodotti in grado di esaltarne le funzionalità. All’interno di questa ristretta cerchia spicca senza dubbio Huawei.

L’evoluzione vissuta dal gigante di Shenzen negli ultimi anni è nota a tutti. Oggi siamo di fronte al secondo produttore mondiale di telefonia, che ormai rappresenta una realtà di primissimo livello anche al di fuori del mercato cinese. La crescita di Huawei però non ha riguardato semplicemente i volumi di vendita, bensì è andata di pari passo con quella tecnologica. Basti pensare a quanto fatto nel 2019 con il P30 Pro, il cui zoom periscopico rappresenta senza dubbio una delle più grandi innovazioni degli ultimi anni per quanto riguarda il comparto fotografico degli smartphone.

Al di là comunque delle singole soluzioni tecnologiche, Huawei è riuscita ad approntare un vero e proprio apparato, al cui centro è posizionato lo smartphone: auricolari true wireless, wearable, tablet, prodotti per il networking. Tutto coadiuvato a livello software dalla EMUI, l’interfaccia grafica proprietaria che integra tutta una serie di funzionalità e applicazioni pensate appositamente per gestire, attraverso un unico dispositivo, l’intero ecosistema.

Tutto questo, concretamente, cosa significa? Per spiegarvi nella maniera più comprensibile il concetto di ecosistema Huawei abbiamo ricreato uno scenario di utilizzo reale, servendoci di un P30 Pro nella colorazione Mystic Blue (una delle due nuove varianti cromatiche presentate a IFA 2019), di un Watch GT 2 (nuova generazione dello smartwatch dell’azienda cinese, di cui trovate a questo link la recensione completa), dei FreeBuds 3 (gli auricolari true wireless del gigante di Shenzen) e del Wi-Fi Q2 Pro (un range extender sempre realizzato da Huawei).

Partiamo innanzitutto dal Wi-Fi Q2 Pro. Grazie a questo prodotto, è possibile estendere il raggio d’azione della propria connessione Wi-Fi. Il sistema sfrutta la rete mesh a 5Ghz insieme alla tecnologia ibrida PLC. Il cuore pulsante di questo elegante router è il chip Gigahome 5630 gigabit prodotto dalla stessa azienda cinese. La comunicazione del router con le singole unità satellite sfrutta la tecnologia PLC Turbo per offrire un segnale sempre stabile e pulito. Questo si traduce in una connessione veloce e in una latenza molto bassa, fondamentale soprattutto quando si tratta di collegare dispositivi di smart home.

WiFi Q2 Pro offre la funzionalità plug and play per cui, una volta collegato all’alimentazione e impostata la password della propria rete Wi-Fi, il dispositivo si auto-configura attraverso l’applicazione proprietaria che installerete sullo smartphone. Fatta questa operazione preliminare, abbiamo collegato un NAS con dei contenuti multimediali al router, servendoci di una delle porte Ethernet poste sul retro. In questa maniera, oltre a ottenere un raggio di copertura molto più ampio della rete Wi-Fi, è possibile effettuare uno streaming locale dei contenuti alla massima velocità.

Ecco dunque sederci comodamente sul divano e, mediante l’ampio display OLED da 6,47 pollici, goderci un film immagazzinato nel NAS attraverso il P30 Pro, ovviamente collegato al Wi-Fi Q2 Pro. Nel caso in cui non si voglia disturbare il coinquilino, basta accoppiare lo smartphone ai FreeBuds 3 e il gioco è fatto: l’audio verrà veicolato attraverso gli auricolari true wireless, evitando dunque di arrecare fastidio a chi ci sta intorno. Ma non è tutto.

Immaginiamo adesso di interrompere la visione del film, lasciare il P30 Pro e i FreeBuds 3 sul divano, per dirigerci in cucina e goderci un buon piatto di pasta. Mentre stiamo addentando i nostri spaghetti però, ecco arrivare una telefonata importante sullo smartphone, magari del nostro capo. Peccato però che il dispositivo sia impostato su “silenzioso”, senza dunque emettere suoni. Nessun problema, ci pensa il Watch GT 2 al nostro polso a notificarci la chiamata, alla quale peraltro si potrà rispondere direttamente dall’orologio, senza dover fisicamente recuperare il P30 Pro, in quanto lo smartwatch dell’azienda cinese integra altoparlanti e microfoni.

Tutto costruito attorno all’utente insomma, nella logica di semplificare e migliorare le attività quotidiane. Se ci pensate, lo scenario reale che abbiamo descritto sarebbe replicabile tranquillamente anche al di fuori delle mura domestiche, in centinaia di situazioni. È questa oggi la forza degli smartphone che, per essere considerati di alto livello, necessitano di un ecosistema alle loro spalle. Esattamente come avviene con i prodotti Huawei.

Le due nuove colorazioni del Huawei P30 Pro – Mystic Blue e Misty Lavender – sono disponibili all’acquisto attraverso lo store ufficiale. Le trovate a questo link.