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I prezzi italiani e le altre note dolenti dei nuovi Nexus

Trapelano i prezzi italiani dei nuovi Nexus 5X e 6P. Sono altissimi. Il listino però non è l'unico punto critico dei nuovi terminali di Google, almeno secondo gli appassionati.

I nuovi smartphone della linea Nexus, il 5X e il 6P presentati da Google nelle scorse ore, sono prodotti tecnicamente validi, con supporto diretto dell'azienda statunitense e i primi a essere annunciati con Android 6.0 Marshmallow. Per quanto interessanti però, hanno delle pecche. La prima? Il prezzo.

Se il listino statunitense sembrava ad alcuni già elevato, sappiate che in Italia la situazione è destinata – almeno inizialmente – a essere persino peggiore. Un'immagine apparsa sul Play Store sta facendo il giro del web, lasciando molti interessati ai due terminali piuttosto basiti.

google nexus 5x 6p

Infatti, mentre il Nexus 5X ha un prezzo negli Stati Uniti che parte da 379 dollari, in Italia il listino è stato fissato a 479 euro (per il modello da 16 GB). Un prezzo nettamente più alto, non giustificato dal cambio euro – dollaro (che fisserebbe il listino a circa 335 euro). Lo stesso vale per il Nexus 6P, che dal prezzo di partenza di 499 dollari schizza a 699 euro, contro i 450 euro del cambio.

Al momento la schermata apparsa sul Play Store è tutto ciò che è trapelato. Un comunicato inviato da LG Italia ci dice solamente che la distribuzione del Nexus 5X nei "restanti 40 Paesi inizierà il 19 ottobre su Google Store e nei punti vendita locali. Prezzi e disponibilità saranno annunciati localmente nelle prossime settimane". Speriamo, davvero, che i prezzi siano un clamoroso refuso.

prezzi nexus 5x 6p

Ci sono tuttavia altri aspetti che sembrano non piacere agli appassionati di smartphone e Android in particolare. Il nostro giudizio arriverà con le recensioni, ma al momento i punti critici individuati da molti sono almeno cinque, validi in gran parte per entrambi i terminali.

Il primo è l'assenza del supporto alle schede di memoria microSD, specie con Android 6.0 Marshmallow che migliora nella gestione dell'archiviazione esterna. Per molti l'uso di una microSD è un buon modo per avere più spazio senza spendere molto di più. Con i nuovi Nexus bisogna accontentarsi della capacità di base. Ovviamente Google non è l'unica a proporre smartphone senza slot microSD. Apple fa scuola.

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Un altro punto dolente – indicato da un minor numero di persone – è l'assenza della ricarica wireless. Può essere una funzione comoda, ma non è indispensabile a nostro modo di vedere. Certo, da Google ti aspetti quel qualcosa in più, ma la ricarica wireless evidentemente non è in cima ai pensieri di Big G.

Tanti appassionati di fotografia non hanno apprezzato l'assenza della stabilizzazione ottica d'immagine. Google afferma che i propri smartphone hanno fatto passi da gigante per quanto riguarda la qualità fotografica. La prova sul campo ci dirà se è così, e se l'assenza della stabilizzazione ha un impatto marcato oppure no.

E sempre in tema di fotografia, mischiata però al design, in molti non amano la sporgenza della fotocamera nella parte posteriore dei terminali, specie sul Nexus 5X. Questa "lamentela" è diretta conseguenza del punto precedente: in molti si chiedono come mai Google, appurata la sporgenza del comparto fotografico, non abbia fatto uno sforzo in più per inserire la stabilizzazione.

Infine, molte perplessità sui "soli" 2 GB di memoria RAM del Nexus 5X. In molti si aspettavano un salto a 3 GB di memoria, ma evidentemente in casa Google ritengono che le migliorie di Android 6.0 renderanno 2 GB più che sufficienti. Anche in questo caso meglio aspettare le prove sul campo prima di tacciare Google di errore madornale, anche se in commercio non mancano terminali concorrenti meglio equipaggiati.

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