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Il Galaxy S IV ti guarda negli occhi e volta pagina

Il Galaxy S IV sarà ufficialmente presentato a New York, in Times Square, il 14 marzo quando in Italia sarà notte fonda. Stando alle ultime notizie sembrerebbero certi il display Super AMOLED Full HD, uno spazio di archiviazione di 16, 32 e 64 GB a seconda dei modelli, 2 GB di memoria RAM e una fotocamera posteriore da 13 megapixel. Il sistema operativo dato per certo è Android 4.2.

Appuntamento il 14 marzo a Times Square

Queste informazioni, rimbalzate in Rete da Engadget, sono state postate dall'account Twitter @evleaks, che in passato si era rivelato una fonte attendibile. Ricordiamo tuttavia che secondo Sammobile, in genere fonte bene informata su Samsung, il display non sarà AMOLED. @evleaks lascia inoltre fra le incognite la dimensione del display, anche se la maggior parte delle fonti punta su un modello da 4,99 pollici.

Sembrano restare solo gli interrogativi sul processore: la fonte cinguettante non lo nomina, mentre Sammobile la scorsa settimana ha pubblicato una notizia secondo la quale il Galaxy S IV non avrà un SoC Exynos. La scelta di Samsung insomma potrebbe essere caduta sul Qualcomm Snapdragon 600.

Saranno confermati?

I dati tecnici sono interessanti, ma la notizia che da questa notte tiene banco è un'altra: secondo il New York Times l'imminente top di gamma di Samsung integrerà una nuova tecnologia di eye-tracking (tracciamento del movimento oculare) che permetterà agli utenti di scorrere le pagine senza toccare lo schermo e senza inclinare in alcun modo il terminale. In buona sostanza i contenuti scorreranno automaticamente quando l'utente punterà lo sguardo verso il basso.

Samsung non conferma e non smentisce: si limita a sguazzare in questo tam tam mediatico che le garantirà l'attenzione globale a Times Square. Non a caso la sud coreana ha fatto circolare in Rete un video pubblicitario sul Galxy S IV, che volutamente non mostra nulla, perché ha l'unico importante compito di far arrivare alle stelle la curiosità di fan e detrattori. Perché nel bene o nel male, l'importante è che se ne parli.