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Il marchio Atom non fa vendere tablet e smartphone Intel

Intel potrebbe sbarazzarsi del marchio Atom. Secondo il quotidiano Digitimes l'azienda statunitense sta considerando internamente di eliminare il marchio a partire dal quarto trimestre dell'anno. Al centro della decisione una questione d'immagine.

La casa di Santa Clara ritiene infatti che "le vendite di smartphone e tablet basati su Atom siano state parzialmente influenzate dall'immagine negativa che circonda il marchio della CPU", e per questo motivo starebbe maturando l'idea di cambiare nome per dare nuovo vigore alla domanda.

Sulle prime può sembrare una mossa marginale, ma in un periodo storico in cui l'immagine ha un certo peso – spesso maggiore della sostanza – il marchio Atom sembra avere i giorni contati. Intel l'ha preso in "eredità" dal mondo dei defunti netbook, piccoli computer a basso costo che qualche anno fa ebbero un successo tanto folgorante quanto breve.

Il problema è che su quei computer portatili vi era una CPU (Atom per l'appunto) che lasciava l'amaro in bocca alla maggior parte degli acquirenti. Troppo lenta per svolgere la maggior parte dei carichi di lavoro. Da quel momento il marchio è ammantato di un'aurea negativa. Spesso notiamo nei commenti alle notizie quanto il solo citare il marchio Atom faccia svanire l'interesse della maggior parte dei lettori. Purtroppo non tutti entrano nel merito delle caratteristiche tecniche, come si dovrebbe fare. 

Intel dovrebbe iniziare a usare anche in ambito mobile i marchi Celeron o Pentium, ma se sul secondo crediamo ci sia poco da dire, sul primo abbiamo qualche dubbio. Celeron è sempre stato sinonimo di fascia bassa. Non sarebbe meglio coniare un brand totalmente nuovo? Vedremo. A ogni modo cambiare nome non risolverà tutti i problemi e Intel deve continuare a investire se vuole guadagnare rilevanza in un mercato dominato delle architetture ARM.