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iPad 2 con chip A5 a 32 nanometri guadagna autonomia

Il passaggio del system on chip A5 dell’iPad 2 al processo produttivo a 32 nanometri porta un calo dei consumi rispetto alla versione precedente. Di questo cambiamento, inatteso, ve ne avevamo già dato notizia in passato, ma ora c’è anche un interessante test svolto dai colleghi di Anandtech che quantifica l’impatto di questa novità.

L’iPad 2 è ancora in vendita sul sito di Apple a 399 euro e anche in varie catene di elettronica, per cui quanto rilevato potrebbe interessare non solo i veri appassionati che non vogliono perdersi neanche un’informazione sull’evoluzione dei dispositivi tecnologici, ma anche a qualche lettore intenzionato ad acquistarlo. Certo, non è possibile sapere in fase di acquisto se il prodotto abbia o meno il nuovo chip, ma comunque è una curiosità che pensiamo valga la pena riportarvi.

L’uso del processo produttivo a 32nm high-k + metal gate LP di Samsung non ha alcun tipo di impatto sulle prestazioni, ma riduce la dimensione del die e potenzialmente abbassa temperatura e consumi (minore dispersione di corrente). Per Apple l’indubbio beneficio è di contenere i costi, ottenendo più die per wafer, in quanto il vecchio A5 a 45 nanometri ha dimensioni di circa 122 millimetri quadrati, mentre l’area della nuova soluzione a 32 nm raggiunge solo i 69 millimetri quadrati.

Per il consumatore, come anticipato, si ottiene un vantaggio sui consumi e sulla temperatura raggiunta dalla scocca a causa dei componenti interni. Anandtech ha rivelato un incremento dell’autonomia del 15,8 percento durante la navigazione web (il nuovo iPad 2 è indicato con la sigla 2,4). Nel test con Infinity Blade 2, il valore passa al 29 percento e con la riproduzione video in nuovo iPad 2 guadagna più di due ore rispetto a quello vecchio.

Per quanto riguarda la temperatura di superficie, Anandtech ha rilevato un calo di un solo grado, da 34 a 33 gradi circa dopo un’ora di gioco a Infinity Blade 2. Poco, ma meglio di niente. In conclusione possiamo dire che in un mondo dove le batterie non soddisfano appieno e i dispositivi faticano a durare più di una giornata, ogni ora, minuto o secondo guadagnato è una cosa positiva.

Apple non ha fatto questo passaggio di processo produttivo perché è una benefattrice, ma a nostro giudizio semplicemente per testare il nuovo processo produttivo su un’architettura già nota e per la quale i volumi richiesti non sono elevati come il chip A5X del nuovo iPad, così da non avere problemi di alcun genere e in tal caso, un aumento dei costi.

Insomma, sostanzialmente i 32 nm di Samsung potrebbero essere usati per integrare l’A5X – o un altro chip – all’interno dell’iPhone 5, che secondo nostre fonti è atteso tra fine settembre e ottobre, come pronosticabile e pronosticato da altri.