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iPhone 12 Pro, tra luci e ombre | Recensione

Queste sono le novità per gli iPhone del 2020: un nuovo design, fotocamera migliorata, un nuovo sistema di ricarica wireless e l’arrivo del 5G. Se stavate pensando di acquistare un nuovo iPhone, questa è la recensione dell’iPhone 12 Pro.

Design

Il 2020 è l’anno del cambiamento di design per il nuovo iPhone. C’è sempre tanta curiosità quando un’azienda decide di apportare un cambiamento estetico a un prodotto già sul mercato da tempo, perché spesso non si tratta solo di estetica, ma anche di ergonomia. Gli smartphone sono prodotti che teniamo in mano molte ore al giorno, ed è importante che comunichino un buon feeling durante l’uso. Il cambiamento di quest’anno tocca il cuore degli appassionati, perché Apple ricalca il design visto la prima volta con iPhone 4.

Per alcuni ciò potrebbe essere un bene, ma non per tutti. Personalmente non sono impressionato da questa scelta di Apple, tutt’altro. Mi aspettavo qualcosa di nuovo, mentre il risultato è un mix tra iPhone 11 e qualcosa di già visto. In pratica Apple ha mantenuto il design con il notch, che ormai ci segue da diversi anni, ha mantenuto all’incirca gli stessi bordi dello schermo, e ha inserito questi elementi in una scocca squadrata, con angoli arrotondati e bordi piatti.

Certo, potreste non essere d’accordo con me sul risultato finale. Ho sentito molti commenti di apprezzamento su questo design, ma dovrete essere d’accordo con me quando dico che, nonostante possa piacere, non è certo nulla di nuovo o innovativo. È anche vero che non è semplice innovare uno smartphone, che è essenzialmente uno schermo rettangolare, tuttavia mi aspettavo qualcosa di più. Sarebbe stato apprezzabile vedere, quantomeno, un notch in versione meno ingombrante, come tutti gli altri produttori di smartphone Android stanno facendo ormai da tempo.

Stesso design e disposizione del comparto fotocamere posteriore, che tuttavia, come vedremo, è migliorato. Pulsante di accensione sulla destra, doppio pulsante per la regolazione del volume sulla sinistra, e interruttore fisico per la modalità muto / vibrazione. Il carrellino della scheda Micro SIM è sempre nel bordo sinistro.

Sotto ritroviamo unicamente la porta Lightning, e dei fori ai due lati. I fori sono asimmetrici, tre sulla sinistra e cinque sulla destra, e solo dietro a quest’ultimi si nasconde l’altoparlante. Si, avete letto bene, abbiamo ancora il connettore Lightning. Speravamo in un passaggio all’USB-C, già richiesto sul modello dello scorso anno, già implementato sugli iPad Pro, ma ancora assente sull’iPhone 12, in tutte le sue declinazioni. La posizione di Apple, su questa scelta, recita il “salvaguardare” gli investimenti degli utenti Apple, che possono passare al nuovo iPhone e utilizzare gli accessori di cui già dispongono. Ed è una posizione condivisibile, ma ormai l’USB-C è una standard “de facto”, quindi non solo in termini di specifiche tecniche ma anche di adozione, e crediamo che sia ora di progredire a uno standard più evoluto. Potevamo tollerare la scelta di Apple negli anni passati, ma ora non possiamo più condividerla.

iPhone con Cover Mujjo

Il nuovo iPhone è disponibile in più colori: Graphite, Silver, Gold e Pacific Blue. Quest’ultimo è quello ripreso nelle fotografie di questa recensione. Se siete alla ricerca di una cover di qualità che non sia quella originale, vi consigliamo i modelli di Mujjo.

Niente caricabatterie e cuffie nella confezione

Apple ha deciso di vendere i nuovi iPhone senza caricabatterie e senza cuffie. Nella confezione troverete unicamente il cavo Lightning. Il motivo è legato a una scelta ecologica, infatti Apple ha affermato che questa scelta avrà un impatto ambientale importante, e comunque “tutti a casa hanno un caricabatterie”.

Possiamo condividere la scelta, almeno in parte. Non discutiamo sull’impatto ambientale, ci mancherebbe. Torniamo tuttavia su un dettaglio: perché non sfruttare proprio questa scelta per passare allo standard USB-C? A meno che tutti non abbiamo iPhone in casa, sarebbe stato comodo poter condividere caricatori e cavi di altri dispositivi. Oltretutto, il cavo nella confezione è un USB-C a Lightning, e solo gli ultimi caricabatteria utilizzando la connettività USB-C (sul caricabatteria).

Dobbiamo poi notare che a fronte della perdita di accessori, il prezzo di partenza non è cambiato. Quindi a tutti gli effetti il nuovo iPhone 12 Pro costa più caro rispetto all’anno scorso o, se volete vederla differentemente, starete pagando la scelta ecologica di Apple.

S’impugna meglio, o peggio ?

Il nuovo design, con bordo piatto, dovrebbe permettere d’impugnarlo meglio. Cioè dovreste essere in grado di avere una presa più solida e sicura, così da maneggiarlo in sicurezza. Il risultato è un mix di sensazioni, perché se il metallo lucido del bordo offre una presa con un grip maggiore, dall’altra il vetro posteriore, con una lavorazione satinata, è scivoloso. Ovviamente quanto appena detto ha valenza per gli iPhone dotati di questo design, e non cambia molto rispetto a iPhone 11 Pro. Ma il bordo arrotondato di quest’ultimo è più piacevole da stringere tra le mani, meno quello spigoloso del nuovo iPhone.

Il bordo piatto e lucido si riempie d’impronte digitali al minimo tocco, e si notano di più rispetto al design precedente, probabilmente per il modo in cui la luce riflette sulla superficie piatta, anziché quella arrotondata. Una custodia è praticamente obbligatoria, e oltre a nascondere le impronte digitali, vi offrirà una migliore protezione generale.

In questi termini, Apple ha sostituito il vetro anteriore con quello che chiama “Ceramic Shield”, una soluzione sviluppata con Corning che dovrebbe offrire una maggiore protezione. I primi “test di caduta” hanno dimostrato la maggior resistenza del nuovo arrivato. Non è indistruttibile, se farete cadere l’iPhone 12 Pro probabilmente il bordo si graffierà, ma la copertura in vetro dovrebbe resistere. Ovviamente in questi casi c’è sempre una piccola percentuale di fortuna, poiché sarà improbabile che facciate cadere il telefono precisamente di piatto o su un angolo, e il modo in cui cadrà potrà determinare o meno la rottura. In ogni caso è stato dimostrato che è più resistente degli iPhone precedenti.

Vogliamo però aggiungere un suggerimento: se siete tra coloro che fanno sempre cadere lo smartphone, dotatevi di una bella custodia e pellicola protettivo dello schermo, funzionerà senza dubbio meglio di qualsiasi promessa.

È stato migliorato anche il parametro di impermeabilità, che vi permette di immergere iPhone sott’acqua senza conseguenze. Evitate tuttavia di usarlo per la fotografia subacquea!

Stesso schermo, ma più grande

L’iPhone 12 Pro ha essenzialmente lo stesso schermo OLED del modello 11 Pro, ma è più grande, cioè da 6.1” (sull’iPhone 11 Pro è da 5.8”). Questa è una bella notizia, soprattutto perché l’ingombro dello smartphone non cambia. L’unica stranezza di questa scelta è la decisione di dotare iPhone 12 (base), dello stesso identico schermo. Infatti la versione “non Pro” di iPhone 12 è essenzialmente un iPhone Pro, con un comparto fotocamere meno performante, venduto a 250 euro in meno. O, a pensarci bene, Apple ha immaginato iPhone 12 come la versione economica (si fa per dire) del Pro.

C’è poco da aggiungere su questo schermo: è un ottimo schermo, in grado di riprodurre moltissimi colori e sfumature, con colori calibrati. Sarà fantastico per l’utilizzatore medio, e andrà bene anche per i fotografi o cineamatori con un occhio allenato. Ovviamente è certificato HDR e, nonostante ci chiediamo a cosa serva tale certificazione su uno schermo da smartphone di dimensioni comunque contenute (è una riflessione generale, che non riguarda solo iPhone), è bello sapere che siamo davanti all’eccellenza.

Apple dichiara una luminosità massima di 1200 nit (in HDR), e 800 nit in condizioni normali. Abbiamo misurato valori vicini a quelli dichiarati, quindi confermiamo che è molto luminoso, caratteristica che non serve solo per l’HDR, ma che diventa molto utile in ambiente con fonti luminose dirette. iPhone contrasta bene la luminosità esterna e si vede sempre bene, ad eccezione di situazioni limite. Quello che convince meno è il sensore di luminosità ambientale: è troppo lento, iPhone spesso impiega troppo tempo ad aumentare la luminosità dello schermo e a volte è tratto in inganno da qualche riflesso. Altri smartphone (Android) fanno di meglio.

Se la qualità statica dello schermo è fuori discussione, rimaniamo con un po’ di amaro in bocca per i 60 Hz di refresh rate dello schermo, e vi spieghiamo perché. Avere uno schermo da 90 Hz o 120 Hz cambia radicalmente l’esperienza d’uso dello smartphone ? Probabilmente no. Certo un refresh rate superiore può migliorare la stabilità delle immagini, anche semplicemente quando ci si muove tra i menù o si scorre una pagina web. Ovviamente la differenza non è molto vistosa, o meglio, alcuni la noteranno più o meno di altri. Tuttavia la differenza esiste. Apple ha adottato un incremento del refresh rate con gli iPad per una risposta più immediata delle Apple Pencil, che come sappiamo non sono utilizzabili con gli iPhone. Tuttavia Apple sta puntando molto sui videogiochi, offre un piano a pagamento per accedere a vari giochi (Apple Arcade) e adotta politiche di protezionismo (non accoglie le soluzioni di cloud gaming, ad esempio). E oltretutto iPhone 12 Pro, e in realtà anche tutte le altre versioni, sono smartphone top di gamma che costano molto. Insomma, uno schermo ad elevato refresh rate avrebbe avuto senso, sia da un punto di vista di benefici (in condizioni normali e con i videogiochi) sia da un punto di vista di valore percepito. Avrebbe potuto donare questa caratteristica solo ai modelli Pro, ad esempio, giustificando maggiormente i 250 euro di differenza rispetto all’iPhone 12 “vanilla”.

iPhone 12 è 5G, ma a pochi importa

Se avete letto altre recensioni di smartphone, avrete notato che non ci soffermiamo molto su questa caratteristica: il 5G. Ci limitiamo a dire “è compatibile con il 5G”, e al massimo aggiungiamo qualche dettaglio sulle bande supportate. E con iPhone 12 Pro non faremo niente di diverso. Il motivo è che oggi il 5G sugli smartphone è qualcosa che bisogna avere, ma di cui probabilmente nessuno sente ancora la necessità.

La copertura 5G italiana è ancora scarsa. Ci sono già diverse antenne, e altre vengono installate ogni giorno, ma prima che la copertura 4G diventi obsoleta dovranno passare ancora molti anni. Le stime parlano di una copertura 5G a livello mondiale del 15% entro il 2025, quindi è chiaro che il cammino è ancora molto lungo.

Per completezza d’informazione, ricordiamo che il 5G sugli smartphone permetterà anche di avere una connettività migliore in casi di elevato traffico (molti smartphone nella stessa zona).

In breve, il fatto che i nuovi iPhone permettano di collegarsi a reti 5G è da considerarsi un pregio ? No. A meno che non abbiate intenzione di acquistarlo e tenerlo per molti anni. Ma ciò vale per qualsiasi smartphone.

L’unica eccezione da considerarsi è se vivete in una zona con una buona copertura 5G e nel contempo avete la necessità di scaricare grandi quantità di dati in pochissimo tempo, e possedete un piano dati che ve lo permette.

Magsafe, a volte ritornano

Quando Apple decise di dotare la linea MacBook unicamente di porte USB-C, tutti gli utenti Apple piansero la perdita del Magsafe, connettore magnetico per la ricarica della batteria che permetteva una connessione veloce e, soprattutto, più sicura in quanto si scollegava se veniva tirato inavvertitamente il cavo,  scongiurando brutte cadute.

Apple ha ora riutilizzato il marchio per il caricabatterie a induzione magnetica che si collega nella parte posteriore della scocca. Lo scopo tuttavia non è più evitare brutte cadute dello smartphone se tirate il cavo, bensì quello di tenere ben saldo l’iPhone quando in carica nonché allineare in maniera perfetta i magneti per aumentare l’efficacia dell’induzione magnetica. In altre parole, con il MagSafe è possibile fornire all’iPhone una ricarica wireless di potenza doppia rispetto all’anno scorso.

Apple ha spiegato che la ricarica a 15 Watt avviene proprio grazie a questo allineamento perfetto dei magneti, quindi non potrete ricaricare iPhone 12 tramite un’altra basetta di ricarica wireless alla stessa potenza. In questo caso la quantità di potenza sarà limitata ai 7.5 Watt.

Anche se Apple non ha fornito informazioni aggiuntive, probabilmente la basetta di ricarica Magsafe scambia alcune informazioni con iPhone, che permettono a quest’ultimo di abilitare la ricarica a velocità superiore. Lo standard Qi (comune a molti smartphone e anche ad iPhone) è già in grado di fornire una potenza di 15 watt, ed esistono basi di ricarica wireless in grado di offrire questa potenza. La perdita di 7.5 watt unicamente per l’allineamento è poco credibile, oltre al fatto che è possibile alimentare batteria con potenza variabile. Insomma, Apple vuole che acquistiate il Magsafe originario al prezzo di 45 euro, qualcosa che probabilmente molti faranno, incentivati anche dalla mancanza di un caricabatterie nella confezione. Inoltre è importante ricordare che il Magsafe necessita di un caricabatterie USB-C per fornire la massima potenza.

Non tutti quindi saranno contenti di questa limitazione imposta da Apple, ma c’è una caratteristica interessante del Magsafe, e cioè la possibilità di utilizzare il magnete anche come un… magnete. Un esempio è il “Portafoglio Magsafe”, che si collega dietro allo smartphone, o la possibilità di connettere l’iPhone a un supporto da auto senza usare la classica pinza.

Fotocamere

iPhone 12 Pro offre sempre tre fotocamere, come per il modello dello scorso anno, ma le prestazioni sono migliorate.

C’è una lente principale, una grandangolare e un teleobiettivo con zoom ottico 2X. La novità è la presenza di un LiDAR. Essenzialmente è uno scanner che permette di mappare l’ambiente circostante e rilevare in maniera più accurata il posizionamento tridimensionale degli oggetti. Questa tecnologia è utilizzata, ad esempio, per la creazione di mappe, dai veicoli per la guida autonoma o, per fare un esempio più vicino alla quotidianità, anche nei robot aspirapolvere per “vedere” l’ambiente circostante e muoversi con uno schema prefissato. Nell’iPhone è utilizzato per migliorare l’individuazione degli oggetti e la conseguenza messa a fuoco, anche in condizioni di scarsa luminosità. Potenzialmente gli sviluppatori potranno realizzare applicazioni di realtà aumentata che permetteranno, grazie al Lidar, un’interazione più naturale con l’ambiente circostante. Al momento c’è ancora poco con cui sperimentare, ma in ogni caso rimarranno applicazioni di nicchia.

Un’altra novità è l’introduzione del formato ProRAW, cioè della possibilità di scattare foto in formato RAW, che preserva molte informazioni dello scatto, senza comprimerlo, in maniera tale da avere più libertà nel post processing delle immagini. Era già possibile, prima di iPhone 12, utilizzare applicazione che abilitavano scatti RAW, anche se con alcune limitazioni rispetto al nuovo formato di Apple. Essendo qualcosa che interessa principalmente ai fotografi, che sicuramente non hanno bisogno di ulteriori informazioni, non troviamo necessario dilungarci oltre. Sappiate che se utilizzate l’iPhone per scattare foto e poi conservarle, come ricordo, da qualche parte, per voi questa funzione non fa alcuna differenza. E, in ogni caso, ricordiamo che questa funzione è stata solo annunciata, e non sarà disponibile prima della fine dell’anno tramite un aggiornamento software.

I sensori rimangono da 12 megapixel, ma è ora possibile utilizzare la modalità notturna con tutti gli obiettivi (con iPhone 11 Pro era possibile solo con il sensore principale). Il sensore principale ha un’apertura maggiore (f/1.6).

Chiacchiere a parte, vediamo come se la cava nella realtà. Di seguito vedrete vari scatti ottenuti con iPhone 12 Pro, in differenti condizioni, e un confronto diretto con iPhone 11 Pro, così da valutarne i miglioramenti.

Iniziamo con due scatti con la lente principale. Il risultato è un’immagine più contrastata, con colori leggermente più saturi sul nuovo iPhone 12, e quindi un’immagine in generale più chiara. Per tutti questi confronti, il primo scatto è stato fatto con l’iPhone 11 Pro, mentre il secondo con l’iPhone 12 Pro.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

Con la lente grandangolare ritroviamo lo stesso identico comportamento rilevato con la lente principale, quindi uno scatto più luminoso con iPhone 12 Pro.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

Qui sotto ritroviamo, ancora una volta, una situazione simile anche con il teleobiettivo.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

In condizioni normali non possiamo dire che il miglioramento è netto. Gli scatti sono più luminosi, quindi si ha la sensazione che siano fotografie migliori. Tuttavia iPhone 11 Pro riesce a esaltare meglio alcuni dettagli, che a volte si perdono per via della maggior luminosità degli scatti fatti con iPhone 12 Pro.

Qui sotto vedete due scatti Macro. iPhone non è dotato di una lente appositamente per scatti macro, quindi quelle che vedete sono state catturate con la lente principale, il più vicino possibile al soggetto. È molto difficile notare le differenza, le due foto sono comparabili. Se in termini di qualità possiamo dire che non sia cambiato molto, possiamo affermare che con iPhone 12 Pro abbiamo realizzato questo scatto più facilmente; la messa a fuoco è stata più veloce. Probabilmente il LiDAR in questo caso ha aiutato.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

Passiamo ora agli scatti in condizioni di scarsa luminosità. Abbiamo realizzato un paio di scatti, al tramonto e a notte fonda, con due inquadrature, la seconda con luminosità ancora più scarsa.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro
iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro
iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro
iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

La maggior luminosità dell’iPhone 12 Pro in questi casi è più apprezzabile; come risultato abbiamo scatti  più chiari, e ciò non guasta, ma anche una minore rumorosità delle immagini nelle zone più scure. Le foto in notturna sono migliorate, non c’è ombra di dubbio, ma non possiamo dire che iPhone 11 Pro sfiguri a confronto, tutt’altro.

Più netta è la differenza in modalità “Ritratto”, in condizioni di scarsa luminosità. Il ritratto di sinistra, catturato con iPhone 12 Pro, mostra non solo colori molto differenti e più naturali, ma l’algoritmo che crea l’effetto Bokeh è decisamente più efficiente. I contorni della figura sono più netti, precisi e preservano più dettagli.

Per concludere mostriamo qui sotto alcuni scatti, sempre in notturna, con le altre due fotocamere. Con il teleobiettivo, su entrambi gli iPhone è possibile abilitare la modalità notturna, quindi il risultato non è dissimile da quello visto in precedenza. Al contrario, solo con iPhone 12 Pro è possibile abilitare la modalità notturna con la lente grandangolare, e le differenze sono notevoli.

iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro
iPhone 11 Pro
iPhone 12 Pro

Per quanto riguarda le capacità di registrazione video, iPhone 12 Pro permette di registrare (e editare) contenuti 4K a 60 FPS in formato Dolby Vision.

A14 Bionic, più potente che mai (ovviamente)

Il nuovo SoC A14 è più potente rispetto all’A13, ma il salto di prestazioni non è epocale. In termini di prestazioni pure, la CPU dovrebbe offrire un miglioramento di circa il 15%, mentre le prestazioni grafiche aumentano di poco meno del 10%. Secondo Apple il salto più grande riguarda le prestazioni nei calcoli necessari per la gestione dell’AI, con un miglioramento di oltre l’80%.

Per gli amanti dei numeri, abbiamo effettuato un test con Geekbench 5, e quelli che vedete qui sotto sono i risultati.

Le prestazioni single core aumentano di circa il 20%, che scendono a circa il 15% in ambiente multi-core. Abbiamo un incremento delle prestazioni Metal del 25%.

Qui sotto invece vedete i risultati ottenuti con 3DMark che ci permettono di misurare i miglioramenti nell’ambito grafico.

Il nuovo SoC A14 fa segnare il 12% di prestazioni in più.

La differenza, nelle applicazioni reali, che questi numeri portano è marginale. Si potrà notare un miglioramento nelle operazioni di fotoritocco o montaggio video, e poco altro. Se non utilizzate applicazioni complesse, non noterete differenze. Tuttavia il tipo di SoC non è qualcosa che un utente può scegliere al momento dell’acquisto, quindi potete vivere nella serenità di sapere che non è qualcosa che dipende da voi, e che alla scelta di iPhone 12 avrete il meglio che Apple è in grado di offrire.

Autonomia

L’autonomia di iPhone 12 Pro non è da annoverare tra i pregi. La fuori ci sono smartphone in grado di fare decisamene meglio, e non stiamo parlando solo di Android, ma anche rispetto agli iPhone del 2019. Tuttavia moltissimo dipende da come lo utilizzate.

Durante un weekend, con un uso leggero, quindi un po’ di foto, una sbirciata alle mail, navigazione web, whatsapp e qualche telefonata, arriverete anche ai due giorni consecutivi. Un buon risultato, comparabile a quello degli iPhone dello scorso anno e a molti Android.

La situazione cambia con un uso nomadico sostenuto. Utilizzato per lavorare tutta la giornata, quindi accesso continuo alle mail, navigazione satellitare, whatsapp in continuazione e magari anche hotspot, arriverete a sera (dopo circa 12 ore), con circa il 20% di batteria. Potrete quindi resistere ancora qualche ora per una cena fuori casa, ma niente di più. In base alla rete che utilizzerete, e alla copertura della stessa, potrete perdere un ulteriore 10% di autonomia.

Insomma, non mettiamo l’autonomia tra i difetti poiché vi permette di arrivare a sera, ma certamente non è tra i pregi. Molti smartphone Android oggi sanno fare molto meglio.

Audio

La qualità audio, nonché la potenza, non è differente rispetto a iPhone 11 Pro. È più che sufficiente per l’uso con giochi o applicazioni, ma saranno necessari un paio di auricolari se vorrete la giusta immersione. Nessun problema da segnalare per quanto riguarda la capsula auricolare e i microfoni.

Verdetto

iPhone 12 Pro ci ha lasciato con un mix di sensazioni. È uno smartphone in grado di offrire una buona esperienza d’uso, su questo non c’è dubbio. Insomma, è un iPhone, sinonimo di qualità e versatilità. Tuttavia qualche difetto oggi pesa più di ieri, complice anche la concorrenza Android che negli ultimi due anni ha portato tante novità e miglioramenti importanti.

La mancanza dell’USB-C, uno schermo limitato a 60 Hz, un’autonomia solo nella media, un comparto fotocamere migliorato che tuttavia non stupisce veramente, la connettività 5G che per pochi farà la differenza, la perdita di cuffie e caricabatterie che per alcuni rappresenterà un problema (e una spesa aggiuntiva), a un prezzo non differente e comunque elevato.

iPhone 12 Pro è il miglior iPhone di sempre, ovviamente, ma quest’anno ci aspettavamo qualcosa di più. Se non siete legati in maniera indelebile al mondo Apple e non avete necessità delle sinergie che offre l’ecosistema, vi consigliamo di dare un’occhiata ai molti concorrenti Android. Se invece avete un iPhone 11 Pro, valutate attentamente se passare al nuovo modello; se non avete necessità specifiche, che ricadono nelle migliorie tecniche di cui vi abbiamo parlato, non varrà la pena fare questo investimento. Al contrario, e questa regola vale ormai da anni, se avete un iPhone di diversi anni fa, l’acquisto di iPhone 12, in una qualsiasi delle sue versioni, rappresenterà un passo in avanti consistente.

iPhone 12 Pro


iPhone 12 Pro offre un’esperienza d’uso solida e soddisfacente. Tuttavia non offre le migliori tecnologie del mercato, l’autonomia è solo nella media ed è venduto a un prezzo elevato.

Pro

  • Magsafe, per gli accessori
  • Ottime qualità statiche dello schermo
  • Formato ProRAW (solo per fotografi)
  • Foto notturne migliori

Contro

  • Design poco innovativo
  • Bordi lucidi che trattengono molte impronte
  • Manca ancora l’USB-C
  • Refresh rate dello schermo
  • Niente caricabatterie e cuffia nella confezione (ma stesso prezzo)
  • Prezzo elevato