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Ispettori alla Foxconn: Apple, abbiamo un problema

Gli ispettori della Fair Labor Association (FLA) hanno già rilevato “un mucchio di problemi” negli stabilimenti Foxconn, che stanno esaminando su mandato di Apple per verificare che le condizioni di lavoro degli operai e la loro sicurezza siano in linea con gli standard richiesti dall’azienda di Cupertino.

Lo ha detto il dirigente del gruppo Auret van Heerden, lo stesso che la settimana scorsa aveva definito gli stabilimenti Foxconn degli esempi di eccellenza. Un cambio di direzione piuttosto brusco, dovuto a due possibili ragioni, che non si escludono tra loro: le prime buone impressioni forse sono state smentite da un’osservazione più approfondita, e forse van Heerden ha voluto rispondere alle numerose voci critiche che si sono fatte sentire immediatamente in risposta.

Manifestazioni in Cina

In ogni caso i dettagli si fermano qui. La FLA fornirà un rapporto dettagliato dei problemi rilevati tra qualche tempo, dopo aver dato ai dirigenti Foxconn la possibilità di vedere i risultati ed elaborare una risposta. L’azienda cinese, controllata dalla taiwanese Hon Hai Precision Industry, da parte sua ha deciso di prendere l’iniziativa nel tentativo di far parlare di sé in modo positivo.

E così i lavoratori si vedranno i salari aumentati dal 16 al 25 percento (straordinari esclusi), e allo stesso tempo le ore di straordinario (in molto casi quasi obbligatorio) saranno ridotte. Negli stabilimenti Foxconn oltre ai prodotti Apple si assemblano quelli di Microsoft, Dell, HP e altri; secondo alcuni lettori il problema del lavoro riguarda solo le linee dove si fanno iPad e iPhone, ma non ci sono fatti a sostegno di tale tesi. Anzi, almeno in un’occasione si sarebbe potuto pensare il contrario.

La scelta di Foxconn e le ispezioni della FLA sono la risposta diretta alla realtà fatta emergere dal New York Times che qualche settimana fa ha mostrato come negli stabilimenti Foxconn le condizioni di lavoro siano al limite dell’infernale. La risposta di Apple non si fece attendere, e così quella dei consumatori di tutto il mondo. Persino Anonymous ha voluto farsi sentire, con un attacco al sito Foxconn. E mentre le ispezioni cominciavano tra le polemiche, la CNN rincarava la dose con un’intervista a una giovane operaia.

L’apertura di uno stabilimento in Brasile riguarda le tasse d’importazione, più che il costo del lavoro

Tutto in meno di un mese; ma non bisogna pensare che Apple abbia mandato gli ispettori come risposta. L’accordo con la FLA è infatti precedente agli articoli del NYT, e al massimo si è un po’ accelerato un programma esistente. Da verificare se e come le notizie odierne serviranno a migliorare la situazione: di certo gli operai apprezzeranno l’aumento di salario, ma restano i dubbi sull’affidabilità delle ispezioni e dei controlli.

Comunque stiano le cose la situazione attuale per Apple e Foxconn è delle più delicate, con migliaia di riflettori puntati addosso. Si sono aggiunti per esempio i reporter della ABC, che hanno avuto accesso in esclusiva agli stabilimenti cinesi. Peccato che anche in questo caso ci sia già una critica al rosso vivo: il canale è infatti proprietà di Disney, il cui AD, Bob Eiger, siede anche nel consiglio di Apple. La famiglia di Steve Jobs inoltre possiede molte azioni, tanto che E.D. Kain su Forbes la definisce “il più grande shareholder privato di Disney”. Abbastanza per sostenere l’ipotesi di un conflitto d’interessi, che andrà ovviamente verificato. Il servizio andrà in onda domani, e tutti potremo farci un’idea di come hanno lavorato i giornalisti, ed eventualmente quali “vincoli” hanno dovuto rispettare.