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Le sfide e l’importanza dei mercati emergenti per Facebook

Si è tenuto a Tel Aviv, nella sede di Facebook, un Engineering Hub, incontro in cui si è discusso dell’evoluzione di Facebook Lite e dell’importanza dei mercati emergenti. Vediamo quindi il potenziale dei nuovi mercati e le sfide che aziende come Facebook devono affrontare per fare breccia in questi mercati.

La missione di Facebook è connettere le persone, e lo sta facendo esplorando più soluzioni, tra cui la commercializzazione di un prodotto fisico, Portal, che abbiamo recensito in questo articolo. Questa sfida porta l’azienda di Mark Zuckerberg ad analizzare opportunità e problematiche di tutte le nazioni del globo, concentrandosi ovviamente sulle caratteristiche importanti per il loro servizio.

Si stima che il 90% dei nuovi utenti connessi nel 2020 arriverà proprio dai mercati emergenti, come India, Filippine, Brasile, Colombia e vari paesi dell’Africa. Sono tre le barriere che accomunano questi paesi: i dispositivi, le infrastrutture di rete e il costo dei dati.

La maggior parte delle persone utilizza smartphone con caratteristiche limitate: siamo abituati a parlare degli ultimi top di gamma Samsung e Apple, ma solo una piccola parte delle popolazione utilizza questi prodotti. Ma non è solo questione di mercati emergenti, poiché in molte nazioni più del 50% della popolazione usa smartphone con caratteristiche tecniche ferme ai top di gamma del 2012 / 2013, decisamente inferiore rispetto agli attuali smartphone di fascia alta. Applicazioni ottimizzate diventano quindi importanti per tutti.

Tornando ai mercati in evoluzione, le infrastrutture di rete sono in molti casi ferme al 2G, quindi ottimizzare l’uso dei dati nonché offrire la possibilità all’applicazione di lavorare offline, per connettersi alla rete solo saltuariamente, è una funzione importante. Infine, ridurre al minimo il consumo dei dati è un tassello da non sottovalutare, non solo per una questione di tempo di download / aggiornamento, ma anche per i costi. Esistono oggi nazioni dove le infrastrutture di rete sono ottime, ma i costi della connessione sono proibitivi per molti cittadini, costretti a rinunciare ad altro per potersi permettere la connettività mobile.

Non tutti questi problemi possono essere risolti da Facebook, che può solo andare incontro a delle necessità ottimizzando al massimo la sua applicazione, come abbiamo visto a questo link.

Tra i problemi che non può risolvere c’è il costo dei dispositivi. Android Go, una versione alleggerita di Android presentata un paio di anni fa, permette ai produttori di creare smartphone Android al prezzo inferiore ai 100 dollari, con caratteristiche ridotte, come ad esempio solo 512 MB di memoria RAM. Ma tutto ciò non è ancora sufficiente per le oltre 3 miliardi di persone “sconnesse” da Internet. 100 dollari è una cifra ancora proibitiva per molti, e anche uno smartphone da 40 dollari (il prezzo dello smartphone Android meno costoso in commercio) è irraggiungibile per chi ha un salario mensile inferiore a questa cifra.

La soluzione in questo caso è rappresentata dai features phone, che per noi italiani sono considerati “telefonini per i nonni”, mentre per questi mercati rappresenterebbero una porta di accesso per Internet. Alcuni di questi modelli, dal costo inferiore ai 20 dollari, non offrono certo uno schermo touch screen da 6 pollici, ma piuttosto delle caratteristiche tecniche ridotte all’osso, con versioni super-leggere di sistemi operativi – come KaiOS -, su cui è possibile utilizzare Facebook Lite e altre app molto leggere.

Quali sono quindi le caratteristiche che un’applicazione come Facebook Lite deve avere per risolvere tutti questi problemi? Abbiamo approfondito l’argomento in questa notizia.

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