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LG G3, l’autofocus laser è nato sugli aspirapolvere

Tra le caratteristiche più interessanti del nuovo LG G3, lo smartphone top di gamma presentato nelle scorse ore, c'è sicuramente la sua fotocamera e in particolare il sistema di autofocus laser. Come funziona? Come spiega The Verge, nel momento in cui entrate nell'applicazione della fotocamera, inizia a emettere un raggio laser a forma di cono da una finestrella posizionata a lato della fotocamera.

Il telefono misura poi quanto impiega la luce per tornare indietro, leggendo in questo modo quanto è lontano il soggetto inquadrato nella foto. "Un po' come il sonar utilizzato dai pipistrelli per cacciare le loro prede", scrive The Verge, "ma è fatta con i laser proiettati a una lunghezza d'onda a infrarossi – invisibile all'occhio umano".

Tale tecnologia non è stata pensata, inizialmente, lo scopo a cui poi LG l'ha dedicata. È nata infatti come soluzione per gli aspirapolvere robotici (come i Roomba), anche se poi non è stata mai implementata in quella gamma di prodotti. "LG combina le informazioni ottenute dai laser con l'autofocus tradizionale e gli algoritmi come quello per il rilevamento facciale. Si tratta di un sistema ibrido che dà la precedenza al dato più utile".

I laser possono aiutare nelle situazioni di scarsa luminosità e con scatti di soggetti vicini all'obiettivo. Nel caso in cui il laser non riesce a restituire una lettura affidabile, il sistema "passa" all'autofocus standard. L'azienda sudcoreana dichiara un tempo di autofocus di 276 millisecondi, rapidissimo. Per capitalizzare questo vantaggio LG ha anche rivisto l'interfaccia utente della fotocamera lasciando solamente due tasti, menu ed exit.

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Nell'utilizzo pratico comunque è impercettibile la differenza con gli altri terminali top di gamma sul mercato, in quanto lo scarto è di pochi millisecondi. Ciò nonostante si tratta di una soluzione degna di nota, in quanto è la prima nel suo genere e permette di fare un ulteriore passo avanti, seppur di lieve entità.