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Messaggi Android, Google ha sorprese per il messaging

Google vuole resuscitare gli SMS con l'adozione di RCS (Rich Communications Services). Si tratta di un protocollo di messaggistica che di fatto permetterebbe ai classici messaggi di testo di evolversi, grazie alla possibilità di inviare anche contatti, foto e video. La prima mossa in tal senso è stata l'aggiornamento di Messenger, che da oggi si chiamerà Messaggi Android.

Immagine Corpo 1 SMS

Dietro questo semplice cambio di nome si nasconde una precisa strategia. L'azienda di Mountain View ha infatti voluto nettamente distinguere la propria applicazione dalla chat di Facebook, chiamata anch'essa Messenger. Una scelta prettamente commerciale, che certifica l'intenzione di rilanciare gli SMS, lanciando la difficile sfida alle varie app di messaggistica istantanea.

Google ha già trovato dei partner chiave in tal senso. Per lo sviluppo della tecnologia RCS è stata stipulata una vera e propria partnership con Telenor, la più grande azienda norvegese di telecomunicazioni che, grazie a dodici partecipazioni in varie parti del mondo, può contare su 189 milioni di utenti.

Un gran numero di operatori e brand hanno inoltre aderito al progetto: da Vodafone ad Orange, passando per Deutsche Telekom, Globe, LG, Motorola, Sony, HTC, ZTE, Nokia, solo per citarne alcuni. Tutti pre-installeranno Messaggi Android sui propri dispositivi, consentendo all'applicazione di essere utilizzata, potenzialmente, da circa 1 miliardo di persone.

Immagine Corpo 2 SMS

La palla passa adesso a Google, che è chiamata ad implementare definitivamente il protocollo RCS. Pur sembrando una strategia quasi anacronistica, in realtà potrebbero incredibilmente esserci margini per una rinascita degli SMS. Un recente report della GSMA, l'associazione che riunisce le aziende operative nella telefonia mobile, ha infatti evidenziato un dato inaspettato. Il 47% dei telefoni mobili, su un campione di 56 Paesi che rappresentano l'80% della popolazione mondiale, viene utilizzato solo per telefonate ed invio di SMS. Una percentuale che, stando alle condizioni attuali, è destinata a crollare al 29% nel 2030, a meno che Google non cambi completamente le carte in tavola.