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Nokia ha un piano B ma intanto ha fatto gravi errori

Nokia ha un piano B, al contrario di quanto detto in passato. Anche se i prodotti con Windows Phone 8 non dovessero avere il successo sperato l'azienda finlandese tornerà comunque ad essere competitiva. Risto Siilasmaa ha tenuto a precisarlo nella sua prima apparizione in pubblico in veste di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Nokia, promettendo di portare avanti gli affari anche a costo di misure lacrime e sangue.

Elop fa autocritica, il presidente del consiglio di amministrazione lo difende

Purtroppo Siilasmaa non ha spiegato quale sia il piano B, salvo precisare che non sarà Symbian perché "la quota di mercato di Symbian è vicina allo zero". Le dichiarazioni del nuovo manager arrivano dopo un mese che non è stato dei migliori: a metà giugno l'azienda ha annunciato un taglio di 10mila dipendenti, e pochi giorni fa gli acquirenti dei Lumia hanno scoperto che non potranno avere l'aggiornamento a Windows Phone 8.

Siilasmaa però coglie l'occasione per difendere a spada tratta il CEO Stephen Elop, che "è arrivato in in un momento difficile", ma ha stile, è "estremamente analitico, critico, aperto e trasparente" e sta facendo una gestione "buona". 

Non sappiamo se si possa proprio parlare di trasparenza con la vicenda dell'aggiornamento a Windows Phone 8: secondo TechCrunch la casa finlandese sapeva fin dall'inizio del suo rapporto con Microsoft che non avrebbe potuto aggiornare i termali a Windows Phone 8. Ma del resto è da considerare che Nokia aveva e ha bisogno di vendere. 

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Elop quindi non ha nessuna colpa dei licenziamenti degli ultimi mesi, della chiusura delle fabbriche e dei tagli alla ricerca e sviluppo, che sono la conseguenza di problemi iniziati nel lontano 2008. Il consiglio di amministrazione è dalla parte dell'amministratore delegato. Anzi, "grazie a Stephen Elop e altri Nokia è stata in grado di mettere sul mercato velocemente nuovi telefoni con nuovi sistemi operativi".

Questa volta spetta allo stesso Elop fare autocritica: in un'intervista con il quotidiano finlandese Aamulehti il numero uno di Nokia ha infatti ammesso che in effetti qualche errore la sua azienda l'ha fatto. "Ci sono stati momenti nell'ultimo anno e mezzo in cui avremmo potuto fare un po' di cose in modo diverso se solo avessimo saputo che l'industria stava cambiando così rapidamente" ha detto l'ex di Microsoft, che ha anche portato un esempio: "il rapido calo dei prezzi dei telefoni Android in Cina, che si è verificato così in fretta che la situazione di Nokia è diventata difficile".

Tutte le osservazioni sono condivisibili e l'autocritica è positiva nella misura in cui dà una consapevolezza dei propri errori e aiuta a evitare di ripeterli. L'unico punto di domanda che resta è: qual è piano B? Accettiamo scommesse!