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OnePlus, come sono cambiati i prezzi nel corso della storia dell’azienda?

Potete amarla o detestarla. Potete esservi sentiti traditi da lei nel corso degli anni oppure potete continuare a credere nel progetto. Quello che è certo è che il fenomeno legato all’azienda OnePlus in tutti questi anni non sia certamente passato inosservato nel mondo tech.

Nel nostro ormai consueto appuntamento di analisi sull’evoluzione prezzi degli smartphone più iconici del mercato (potete recuperare l’ultimo appuntamento in ordine cronologico dedicato alla linea Galaxy S di Samsung), oggi tocca proprio ai device OnePlus passare sotto la nostra lente di ingrandimento. Ripercorriamo insieme la storia del brand, alla scoperta dell’andamento prezzi degli smartphone annunciati al grido di “Never Settle“.

OnePlus

Una storia “ad inviti”

Oggi giorno siamo soliti vedere e conoscere OnePlus come un’azienda ormai affermata e consolidata all’interno del panorama tech smartphone. Tirando indietro le lancette dell’orologio, invece, e posizionandole nel lontano 2014, lo scenario non era però esattamente similare a quello attuale… anzi!

OnePlus One

Nessuno sa cosa o chi siano esattamente i rappresentanti del mondo OnePlus. Gli unici elementi noti, in grado però di catalizzare sull’azienda appena nata tutte le luci della ribalta, furono essenzialmente due. Da un lato la somiglianza, elemento negli anni poi diventato noto, con i prodotti realizzati da Oppo. Dall’altro il supporto ufficiale alla CyanogenMod come sistema operativo.

Soprattutto questo secondo elemento, in un mondo tech 2014 dove le user-interface non erano in grado di garantire chissà quale brillantezza, fu in grado di scatenare tantissimo hype. Hype che trovò forse impreparata l’azienda, pronta a lanciare il suo primo smartphone OnePlus One a soli 269 –  299 euro, tanto da costringere i vertici a studiare una sorta di vendita tramite sistemi ad inviti.

Il modo forse non fu dei migliori ma dai tempi dell’ingresso sulla scena di Xiaomi anni prima, si trattò della più grande operazione di marketing in ambito tech. Il tutto a costo pressoché zero grazie al passaparola di forum e siti di appassionati. Il dado era quindi lanciato e nessuno poté da li in avanti non fare i conti con il brand OnePlus

L’imprevisto è dietro l’angolo

Non so se sia un elemento ed un passaggio “obbligatorio” per le aziende, quello di partire con “il botto” per poi incappare quasi subito in una battuta di arresto. Fatto sta che anche per OnePlus la seconda generazione di smartphone (presentata un anno dopo nel 2015) rappresentò un piccolo stop in quelli che erano i piani di espansione. Uno stop causato prevalentemente da Qualcomm e dal poco soddisfacente Snapdragon 810.

OnePlus 2

Se da un lato quindi il secondo smartphone rappresentava in tutto e per tutto una miglioria hardware rispetto al suo predecessore (con anche un prezzo in aumento fino a 339 – 399 euro in base alle varianti), proprio i problemi di surriscaldamento legati al processore minarono il percorso di crescita della neonata realtà.

L’azienda provò anche ad introdurre poco dopo una variante meno potente di smartphone, OnePlus X, con caratteristiche hardware meno spinte ed in grado (o almeno così sperava l’azienda) di attirare l’attenzione di una fetta di pubblico maggiore. Il prezzo di questa variante fu di 299 euro in singolo taglio di memoria.

OnePlus X

Parte l’aggiornamento semestrale

Forse in parte con la paura di poter incappare in un altro problema come quello appena vissuto con OnePlus 2, l’azienda decise nel 2016 per un cambio di politica che ritroviamo ancora attivo ora a distanza di oltre cinque anni. Una scelta decisiva tanto per gli appassionati, tanto per coloro che finora non avevano ancora imparato a considerare il brand come alla pari dei rivali.

OnePlus 3T

Sto ovviamente facendo riferimento alla nascita della variante T, che potremmo definire come un refresh e raffinamento nella versione originale presentata ogni inizio anno dall’azienda, che debutta proprio nel 2016 con la terza generazione di device del brand. Interessante anche qui notare l’evoluzione dei prezzi, con un OnePlus 3 già di per sé più caro di 60 euro rispetto al predecessore (listino ufficiale 399 euro), poi ancora ulteriormente aumentati con la variante T di fine anno di altri 40 euro nella variante base. È la conferma di una politica di aumenti che negli anni a venire non si arresterà.

OnePlus 5 e 5T, i migliori ma forse un po’ sottotraccia

La politica di update ogni semestre provocò un grande terremoto nella fan base dell’azienda, così come negli utenti “casual” che volevano valutare l’acquisto di un prodotto OnePlus, ormai diventato nome noto all’interno del panorama tech mobile.

Tutti infatti di domandavano quale fosse il senso di acquistare un prodotto sapendo che solo dopo pochi mesi sarebbe stato superato dalla sua versione migliorata e corretta. Questo provocò secondo me un effetto strano, con la serie 5 e 5T che forse rappresentò i device più riusciti fino a quel momento dall’azienda, non però secondo me premiati così tanto dalle vendite.

OnePlus 5

Mettendo da parte le analisi filosofiche però, come si comportò l’azienda con il tema prezzi? L’aumento fu sempre costante, con per la prima volta uno smartphone OnePlus che sfondava il muro dei 500 euro (OnePlus 5 in variante 128GB), per poi definitivamente non fare più ritorno nella fascia dei 400 euro con OnePlus 5T (in variante base proposto addirittura a 499 euro).

L’inizio della storia moderna

La serie OnePlus 6 insieme alla serie OnePlus 7 rappresenta forse il picco più alto di popolarità fra gli utenti, ormai rassegnati a veder il loro portafoglio sgonfiarsi anche in caso di acquisto di un prodotto del brand così come della concorrenza. Frutto di design ispirati e performance sempre più elevate, in molti si lasciarono convincere ad entrare nel mondo OnePlus, con il modello 7T che ancora ad oggi molti considerano come il più riuscito dell’azienda.

Il tutto con un dettaglio non di poco conto e che è importante presentare in questo articolo di analisi prezzi, ovvero la crescita esponenziale del ruolo degli importatori. Con prezzi ufficiali sempre più elevati, il tema dell’acquisto dalla Cina per gli smartphone OnePlus si fece predominante, con l’azienda che scelse da lì a poco di considerare valida la garanzia anche per questi prodotti “import”, creando un vero e proprio terremoto nel mercato “ufficiale” europeo.

OnePlus 7T

I prezzi per le varianti base dei quattro smartphone presentati nel 2018 – 2019 furono:

  • OnePlus 6 – 519 euro
  • OnePlus 6T – 559 euro
  • OnePlus 7 – 559 euro
  • OnePlus 7T – 599 euro

La realtà però ci regalò non solo i due smartphone “tradizionali” a cadenza semestrale. Per la prima volta infatti l’azienda si lanciò nel settore “Pro“, spinto certamente dalla concorrenza, per forse quello che possiamo definire come il secondo grande scivolone della sua storia dai tempi del suo secondo device immesso sul mercato.

Per cercare di mettere una pezza alle criticità fotografiche rispetto ai rivali, OnePlus 7 Pro cercò di presentarsi come una netta separazione rispetto al suo fratello “standard”, con un cartellino del prezzo però di oltre 700 euro.

I giorni nostri

Capito che forse presentare 6 versioni di smartphone ogni 12 mesi rischiava di diventare insostenibile, OnePlus ha poi ricalibrato la rotta con la generazione 8 e l’attuale 9, presentando “semplicemente” due versioni (normale e Pro), per ogni famiglia.

OnePlus 8

Con prezzi però che oramai hanno sconfinato il muro dei 1000 euro, è difficile guardare a questo riassunto storico se non con un po’ di rimpianto per quello che poteva essere e non è stato. Un’azienda che è diventata in parte vittima del suo stesso marketing “Never Settle”, dimenticandosi forse che il suo punto di rottura non stava tanto nel presentare il miglior smartphone possibile a qualunque costo, ma piuttosto quello di presentare il miglior prodotto possibile ad un prezzo contenuto.

In questo frangente è da vedere come parzialmente positivo l’esperimento OnePlus Nord (solamente l’originale senza entrare in una selva di prodotti mediocri frutti di rebrand di smartphone del gruppo BBK), sperando che nel futuro l’azienda si ricordi di chi era e di chi potrebbe essere.

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