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Prova d’uso Gear S, 30 giorni con lo smartwatch Samsung

Samsung Gear S

 

Il Samsung Gear S è uno smartwatch che integra una scheda SIM e può essere usato anche senza lo smartphone.

Samsung Gear S

Introduzione

Manca qualche settimana alla commercializzazione dell’Apple Watch, e nell’attesa abbiamo testato, con una prova sul campo durata più di 30 giorni, il Samsung Gear S. Vogliamo raccontarvi come ci siamo trovati a indossare, dalla mattina alla sera, sette giorni su sette, uno degli smartwatch più evoluti del momento.

Samsung Gear S

Prima di addentrarci nella prova sul campo, facciamo una veloce  panoramica. Il Gear S è l’unico smartwatch oggi in commercio ad incorporare una nanoSIM 3G, o  almeno l’unico di un marchio affermato. Può quindi effettuare e ricevere chiamate, inviare e ricevere SMS ed email, navigare in internet (utilizzando la rete 3G), svolgere funzioni di navigatore. Tutto in modo autonomo senza dover essere obbligatoriamente abbinato a uno smartphone.

Il Gear S ha uno schermo Super Amoled curvo da 2" (360×480 pixel, 50,9 mm), è compatibile con reti mobile (2G, GSM, 3G, WCDMA), è dotato di connettività WiFi (80211 b/g/n a 2,4Ghz) e Bluetooth (v4.1), incorpora un GPS/Glonass. Il processore è un DUAL CORE (1Ghz) con 512 Mb di RAM. Abbiamo poi 4GB memoria Interna. La dotazione di sensori prevede un accelerometro, barometro, giroscopio, magnetometro, sensore HR, sensore di lumonosità e UV. Infine la batteria è da 300 mAh, non rimovibile. Il sistema operativo è Tizen OS.

Per 30 giorni il Gear S è stato compagno delle nostre intense giornate lavorative, riunioni, spostamenti in auto, a piedi, aerei, treni, e nel fine settimana compagno del poco tempo libero, passeggiate, corsa e bicicletta. Ecco come ha reagito.

Al polso

Samsung Gear S

Il Samsung Gear S, con il suo grande quadrante che incorpora l’ampio display curvo super AMOLED da 2", sembra un dispositivo ingombrante. In realtà appena allacciato al polso si è dimostrato comodo, leggero e avvolgente (merito dello schermo curvo). La sensazione si è rafforzata e confermata per tutto il periodo di utilizzo. In ogni condizione il Gear S si è dimostrato un dispositivo comodo e leggero da portare al polso. Forse non è molto adatto a chi ha un polso piccolo, ma per la maggior parte delle persone andrà bene.    

Prima attivazione

Con il Gear S al polso, per saggiarne tutte le qualità procediamo all’attivazione del dispositivo. E qui dobbiamo narrare un piccolo controsenso, il Gear S si può attivre solo con la relativa app Android (Gear Manager), che è installabile solo sugli smartphone Samsung.

Niente di diverso da quello che necessitavano gli altri smartwatch Gear, ma in questo caso è una richiesta paradossale considerato il grande livello di autonomia che ha questo smartwatch. Purtroppo sarà necessario uno smartphone Samsung anche in altri momenti, per esempio l’installazione di nuove app.

Certo questo è quello che dice e vuole Samsung. C’è la possibilità di attivare e usare il Gear S anche senza uno smartphone Samsung, ma dovrete ricorrere a soluzioni non ufficiali. Sono procedure semplici, ma possibili problemi di compatibilità e malfunzionamenti sono sempre dietro l’angolo. Se funzionerà perfettamente per qualcuno, non significa che sarà altrettanto cambiando smartphone.

Vedere e toccare e sentire

Samsung Gear S

Indossato e attivato, il Gear S ci segue nello svolgimento di tutte le nostre attività quotidiane, all’interno, all’esterno, al buio o sotto un sole accecante, dal punto di vista della leggibilità il dispositivo da sempre il meglio di sé. La visibilità dell’ampio display è assicurata sotto ogni condizione, le informazioni si leggono benissimo, il sensore di luminosità funziona egregiamente e adatta in modo automatico la luminosità dello schermo alle condizioni di luce rilevate.

Nessun problema neanche per quanto riguarda il sistema touch, il Gear S reagisce bene ad ogni tocco, anche qui facilitato dall’ampiezza e dall’inclinazione del display, le schermate scorrono verso il basso, l’alto, a destra e sinistra, senza esitazioni e impuntamenti. L’accoppiata del processore Dual Core (1Ghz), 512 MB di RAM rendono Tizen fluido e reattivo.

Telefonare con il Gaer S è molto comodo,  poter parlare avendo le mani libere è davvero di grande utilità; si comanda tramite S-Voice, il microfono funziona bene e conversando in vivavoce il nostro interlocutore non si accorge mai che stiamo parlando da uno smartwacth, cosa che invece spesso accade utilizzando i vivavoce per auto. Il Gear S prevede anche una piccola tastiera a video. e si può digitare abbastanza comodamente (nei limiti dello schermo) ma questo vale solo per note, sms ed email. Per le notifiche social è possibile solo la visualizzazione, e sono ancora attese tante applicazioni per questo OS, tra cui Viber e WhatsApp.

Cosa posso fare

Samsung Gear S

Con il Gears S posso fare e ricevere telefonate sia utilizzando la SIM interna, sia in accoppiamento con lo smartphone, inviare e ricevere email ed SMS. Posso visualizzare le notifiche dalle applicazioni che ho autorizzato in Gear Manager (quindi Viber, WhatsApp, Facebook, Twitter, Linkedin, ecc), usarlo come navigatore sia nella modalità autonoma (GPS interno), sia nella modalità accoppiamento utilizzando il GPS dello smartphone – con il funzionale software HERE.

Il Gear S inoltre è dotato di una sezione Fitness collegata al software S Healt, che prevede contapassi (con indicazione di numero dei passi, distanza, e Kcal bruciate, cronologia), la rilevazione del battito cardiaco con apposito la funzione allenamento con l’indicazione e rilevamento di obiettivi per passeggiata, corsa, ciclismo ed escursioni. Infine, grazie al sensore UV, avrete informazioni sul livello e pericolosità dell’irraggiamento solare.

Lasciamo il telefono a casa

Samsung Gear S

Una funzione interessante è la possibilità di usare il Gear S come unico dispositivo, lasciando lo smartphone a casa. In questo caso sarà sufficiente impostarlo per inoltrare autonomamente le chiamate o gli SMS al Gear S, così da poter uscire per una corsa o una passeggiata, senza l’ingombro dello smartphone ma anche senza perdere chiamate importanti.

La funzione è ben ideata, infatti appena lo smartwatch si ritrova nel campo bluethoot  del telefono e si connette ad esso la funzione inoltro si disconnette automaticamente.

Autonomia

Durante l’uso abbiamo saggiato uno dei grossi limiti del Gear S,  la sua autonomia quando usato come dispositivo stand-alone. Con navigazione GPS e telefonate si arriva a stento a fine giornata, spesso si spegne molto prima. Utilizzato in accoppiamento con uno smartphone (ma così si perde la sua peculiarità) si arriva tranquillamente ai due giorni. La base di ricarica è anche una batteria portatile, e si può portare con sé per una ricarica d’emergenza (può ricaricare la batteria al 50%). La stessa basetta può essere ricaricata via USB senza smartwatch collegato.

Verdetto

Samsung Gear S

Gear S è uno smartwatch per appassionati, e nonostante possa funzionare autonomamente, è pensato per funzionare in accoppiata con uno smartphone Samsung. In alcune situazioni potrete lasciare lo smartphone a casa, ad esempio se vorrete fare una passeggiata nel weekend, o uscire per una sessione di allenamento. Durante una giornata lavorativa, anche per una questione di autonomia, lo smartphone sarà sempre necessario. Non dimentichiamo inoltre il prezzo, di poco superiore a 300 euro. In tutto e per tutto, un prodotto per appassionati.