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Qualcomm chiede la sospensione delle vendite di iPhone

Qualcomm ha richiesto la sospensione delle vendite di iPhone. La diatriba legale con Apple si arricchisce dunque di un nuovo capitolo. L'azienda di San Diego ha nuovamente citato in giudizio la mela per la presunta violazione di sei brevetti relativi a tecnologie per massimizzare la durata della batteria. Un tassello che si inserisce in un mosaico molto più ampio, che sembra sempre più lontano da una possibile risoluzione.

Qualcomm Apple

Questa volta tutto ruota in particolare attorno a uno dei sei brevetti incriminati, che copre una tecnologia chiave dei moderni SoC mobile. Sarebbe dunque praticamente impossibile costruire un processore per smartphone senza infrangere questo specifico brevetto. Una situazione che ha spinto Qualcomm a operare una richiesta drastica.

"Richiediamo un ordine di cessare e desistere le vendite dei prodotti Apple che violano i brevetti, e dunque anche l'interruzione di marketing, pubblicità, dimostrazioni e stoccaggio in magazzino dei dispositivi incriminati negli Stati Uniti", questo è quanto possibile leggere nella citazione in giudizio realizzata dai rappresentanti legali di Qualcomm.

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Per comprendere a pieno la vicenda, è necessario fare un passo indietro. A gennaio 2017 Qualcomm è stata denunciata dalla FTC (l'ente federale per il commercio degli Stati Uniti) in merito al presunto utilizzo di tattiche anti competitive al fine di mantenere il monopolio nella fornitura di processori baseband (modem) utilizzati negli smartphone e in altri prodotti consumer.

Qualcomm Apple

Subito dopo è arrivata l'azione legale da parte di Apple, che ha richiesto a Qualcomm 1 miliardo di dollari di risarcimento in merito a presunte pratiche anti competitive sulla licenza di brevetti essenziali, che l'azienda di San Diego avrebbe fatto pagare a prezzi gonfiati rispetto alle soglie lecite.

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A quel punto è arrivata la contromossa, con Qualcomm che ha querelato l'azienda di Cupertino attraverso un documento di ben 134 pagine depositato presso il Tribunale distrettuale della California. La difesa dell'azienda di San Diego è basata su 35 punti specifici che vanno a controbattere altrettante accuse mosse da Apple, concludendo come l'obiettivo del colosso di Cupertino sia stato semplicemente quello di ottenere dei costi di licenza più bassi.

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Una diatriba legale che ha in parte sortito già effetti concreti. Infatti, a partire da iPhone SE e iPhone 7, Apple ha iniziato a rivolgersi anche ad Intel per la fornitura dei modem da integrare negli smartphone, rompendo il lungo rapporto in esclusiva con Qualcomm messo in piedi negli anni precedenti. Un questione destinata a far parlare ancora a lungo.


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