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Recensione iPad Air 2, ancora più sottile e potente

Pagina 1: Recensione iPad Air 2, ancora più sottile e potente
Il nuovo iPad Air è più sottile e più potente, scopriamo tutti i dettagli del tablet Apple.

Introduzione

Dopo la recensione dell'iPhone 6 e dell'iPhone 6 Plus, è la volta dell'iPad Air 2, che formalmente continua a chiamarsi solo "iPad Air". I cambiamenti non sono pari a quelli che abbiamo visto con i nuovi iPhone, che rappresentano un taglio netto col passato, ma in perfetto stile Apple si tratta di un aggiornamento in cui si migliora il prodotto, senza stravolgerlo.

I cambiamenti principali si riassumono in questo parole: spessore, prestazioni e fotocamera. Ma è la prima di queste tre caratteristiche, lo spessore ridotto, a essere la chiave di lettura del nuovo iPad Air. Non è solo una questione estetica. Per renderlo più sottile Apple ha agito ovunque poteva, tra cui la copertura dello schermo (tutti gli strati che lo compongono, touchscreen compreso), e come conseguenza la qualità dell'immagine è migliore, così come la reattività del touchscreen, o almeno questo è quello che afferma l'azienda. Vediamo ora tutto nel dettaglio, iniziamo dall'estetica e poi passiamo alle caratteristiche tecniche. I confronti li farò sempre rispetto al modello precedente, l'iPad Air del 2013.

Specifiche tecniche

Sotto il profilo tecnico c’è un nuovo SoC, l’A8X, sempre a 64 bit e coadiuvato dal coprocessore M8. Il modulo Wi-Fi ora è compatibile anche con lo standard AC, mentre per il resto della connettività la dotazione è la stessa: Bluetooth 4.0, GPS, LTE. È stato aggiunto un barometro alla dotazione sensori, che lavora assieme al chip M8 per rilevare le informazioni di altezza (usando la pressione atmosferica), il Touch ID per l'accesso al tablet, gli acquisti sullo store e la altre applicazioni che lo supportano.

Con l’iPad Air, Apple ha optato per usare lo stesso chip A7 dell’iPhone 5S, con il nuovo iPad Air la scelta è invece ricaduta sulla creazione di un chip differente, più potente. È già successo in passato, ma non ci sono stati casi in cui una scelta si sia rivelata migliore dell’altra. Dopotutto l’iPad Air è stato, ed è ancora, un tablet in grado di offrire tutta la potenza necessaria per usare applicazioni e giochi senza alcun problema, e lo stesso vale per la reattività e i tempi di caricamento, anche se quest'ultimi sul nuovo Air sono migliori.

Apple SoC Comparison
  A8X A8 A7
CPU 3x "Enhanced Cyclone" 2x "Enhanced Cyclone" 2x Cyclone
CPU Clockspeed 1.5GHz 1.4GHz 1.4GHz (iPad)
GPU Apple/PVR GXA6850 PVR GX6450 PVR G6430
RAM 2GB 1GB 1GB
Memory Bus Width 128-bit 64-bit 64-bit
Memory Bandwidth 25.6GB/sec 12.8GB/sec 12.8GB/sec
L2 Cache 2MB 1MB 1MB
L3 Cache 4MB 4MB 4MB
Transistor Count ~3B ~2B >1B
Manufacturing Process TSMC(?) 20nm TSMC 20nm Samsung 28nm

L’architettura è ovviamente derivata dal SoC A8, anzi è proprio la stessa, ma Apple sembrerebbe aver aggiunto un terzo core, quindi A8X integra una CPU triple-core funzionante a 1.5 GHz. Bisogna sempre prendere con le pinze tutte queste informazioni sui nuovi chip Apple, poiché come sapete, da Cupertino non escono mai informazioni certe a riguardo, e tutto quello che si scopre è grazie ad analisi e aziende come Chipworks che è in grado di fare la "radiografia" ai chip.

iPad AIR 2 WI-FI iPad AIR 2 WI-FI
iHarbort® Apple iPad Air 2 custodia in pelle iHarbort® Apple iPad Air 2 custodia in pelle

Nel quasi miliardo di transistor in più rispetto all'A8, oltre al terzo core Apple ha raddoppiato anche la cache L2 portandola a 2 MB, mentre la cache di terzo livello è sempre di 4 MB. Anche la RAM è stata raddoppiata, portandola a 2GB (LPDDR3-1600), ma è il bus di memoria da 128 bit in grado d’influire sulle prestazioni, portando la banda passante da 12,8 GB/sec a 25,6 GB/sec.

Per quanto riguarda la grafica, è lecito pensare che Apple abbia adottato il chip PowerVR GX6650, una versione con due unità in più rispetto il GX6450, quello adottato per gli iPhone. Mantenendo la risoluzione dello schermo uguale, cioè 2048×1536 pixel, le prestazioni non potranno che essere superiori. Vediamo ora come tutti questi cambiamenti si traducono nella realtà.