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Recensione Xiaomi Mi Band 2

Pagina 1: Recensione Xiaomi Mi Band 2

Xiaomi Mi Band 2

 

Xiaomi propone la terza versione del suo fitness tracker, la Mi Band 2. La novità è lo schermo integrato.

Xiaomi Mi Band 2

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Abbiamo provato la Xiaomi Mi Band, poi la versione 1S Pulse e non potevamo esimerci da mettere le mani – o avvolgere al polso – sulla nuova Xiaomi Mi Band 2. Il fitness tracker dell'azienda cinese non è ancora ampiamente disponibile nel nostro paese, ma rispetto ai 25/30 euro della 1S Pulse abbiamo un listino di circa 20/25 euro maggiore: la rintracciamo a poco meno di 50 euro.

MI Band 17

Un rincaro che lo pone in competizione con altri prodotti, ma è il naturale "prezzo" da pagare per l'aggiunta di un componente finora assente ma estrema utilità: un piccolo display. Questo schermo in bianco e nero permette di vedere le informazioni basilari, tra cui ora, numeri di passi compiuti, distanza percorsa, calorie bruciate, battito cardiaco e percentuale della batteria.

Si può passare tra questi dati con un semplice tocco su un tasto capacitivo posto sotto allo schermino, nulla di più semplice. Il tasto risponde istantaneamente. La visione delle informazioni all'interno di un ambiente chiuso risulta chiara, mentre alla luce diretta del sole diventa difficile se non impossibile.

MI Band 11

Il cinturino in gomma in cui s'inserisce il modulo hardware della Mi Band 2 è molto simile per qualità a quello delle Mi Band precedenti anche se cambiano i buchi, più piccoli, e di conseguenza l'aggancio. Un cambiamento che troviamo molto utile dato che abbiamo qualche problema di troppo nell'inserire l'aggancio più grande sulle Mi Band precedenti. Difficilmente la Mi Band 2 si sfilerà dal polso.

Il modulo hardware è per dimensioni e forma molto simile a quello precedente, anche se è leggermente più lungo e la parte alta è piatta, per via dello schermo. La curva di apprendimento nell'uso della Xiaomi Mi Band 2 è davvero semplice e l'unica cosa che vogliamo sottolineare è che l'hardware ci sembra rispondere in modo molto simile alla Mi Band 1S Pulse, sia nel conteggio dei passi che sul fronte del battito cardiaco.

Nei giorni di prova abbiamo tenuto la Mi Band sul polso "non dominante" e un FitBit Blaze in quello dominante, arrivando a ottenere una differenza tra i due nel conteggio dei passi di poche centinaia di passi, al massimo 500. C'è chi ha riscontrato differenti risultati, ben più ampi, ma a noi non è accaduto. La batteria, complice lo schermo, dura un po' meno ma stiamo parlando di almeno 20 giorni, nulla di cui lamentarsi.

La precisione estrema è di altri dispositivi, per avere informazioni abbastanza accurate questo fitness tracker Xiaomi va bene. Insomma, l'azienda cinese continua a rivolgersi a un pubblico generalista, senza grandi pretese, che tuttavia è curioso di approcciarsi al mondo dei fitness tracker.