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Samsung Galaxy S10+ dopo 1 mese: autonomia e sensore biometrico migliorati

Nel corso del primo mese di commercializzazione, il Galaxy S10+ ha ricevuto diversi aggiornamenti software da Samsung che ne hanno migliorato alcuni aspetti.

Sto utilizzando il Galaxy S10+ di Samsung da oltre 1 mese. Il 5 marzo abbiamo pubblicato la nostra recensione, per quello che sarà certamente uno dei migliori smartphone dell’anno. Come spesso accade però, soprattutto per i dispositivi top di gamma, nel corso delle settimane l’azienda sudcoreana ha rilasciato alcuni aggiornamenti software che sono intervenuti sulle poche criticità che avevamo riscontrato durante le giornate di test. Una di queste è certamente l’autonomia.

L’avevo definita infatti “solo nella media”, tanto da inserirla anche nei “contro”. Del resto, il Galaxy S10+ è dotato di una batteria da ben 4.100 mAh, per cui una capacità importante. Nonostante questo però, l’autonomia non mi aveva fatto gridare al miracolo: con il mio solito utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, oltre 2 ore di telefonate), avevo raggiunto 21 ore lontano dalla presa elettrica a fronte di oltre 4 ore di schermo acceso (come potete vedere negli screen sottostanti).

Galaxy S10+

Un buon risultato, la giornata lavorativa la si portava sempre a casa, ma era lecito attendersi qualcosa di più considerando appunto la capacità della batteria. Puntualmente il miglioramento c’è stato, grazie proprio agli aggiornamenti software. Attualmente il Galaxy S10+ è basato sulla build G975FXXU1ASCA con patch di sicurezza relative a marzo del 2019. L’ultimo update, in ordine temporale, è stato distribuito in Italia circa una decina di giorni fa, ma non è stato l’unico in questo mese di commercializzazione.

In ogni caso, con l’attuale versione software e prendendo come punto di riferimento il medesimo utilizzo, le ore di schermo acceso sono salite a circa 6, con alcune giornate in cui sono riuscito a toccare anche le 7 ore. Merito soprattutto di una migliore capacità del Galaxy S10+ di consumare pochissima energia in standby, così da riservarla all’effettivo utilizzo. Non solo, ho anche notato una migliore gestione energetica quando il display è acceso, con una curva di consumo decisamente più omogenea.

Non siamo ancora ai livello, ad esempio, dell’autonomia garantita da un dispositivo come il P30 Pro che, da questo punto di vista e nella fascia dei top di gamma, rimane un punto di riferimento. Oggi però il Galaxy S10+ garantisce senza dubbio un’autonomia più solida e convincente rispetto a quanto avveniva 1 mese fa con le precedenti build. Dunque, un ottimo lavoro di ottimizzazione svolto da Samsung. Ma non è tutto.

Un altro aspetto che non mi aveva convinto appieno in sede di recensione era stato il sensore biometrico. L’azienda sudcoreana ha scelto quest’anno una soluzione a ultrasuoni integrata direttamente nello schermo. In generale, a prescindere dal Galaxy S10+, si tratta di una tecnologia che personalmente non amo molto, in quanto ritengo che non garantisca il medesimo feedback offerto da una componente fisica, al di là che possa essere posizionato sulla parte anteriore o posteriore dello smartphone.

Durante il primo periodo di test, il sensore biometrico del Galaxy S10+ mostrava un comportamento altalenante. Per lunghi periodi riusciva a riconoscere l’impronta al primo colpo, sbloccando velocemente il dispositivo. Di tanto in tanto però andava in difficoltà, costringendomi a virare sul PIN numerico per entrare nella Home. Una criticità che comunque non ne inficiava l’utilizzo quotidiano (tant’è che non l’avevo inserita nei “contro”), ma comunque è stata completamente eliminata con i successivi aggiornamenti software.

Per il resto, il giudizio sul Galaxy S10+ non è cambiato. Siamo difronte a uno dei migliori smartphone del 2019, che Samsung sta comunque continuando ad affinare: il display rimane un punto di riferimento, il comparto fotografico è di primissimo livello così come la qualità costruttiva e le prestazioni (i benchmark su AnTuTu sono leggermente migliorati, punteggio finale oltre i 335.000 rispetto ai 333.000 delle precedenti build). Insomma, un top di gamma a tutti gli effetti che, tra l’altro, oggi è possibile acquistare a cifre inferiori rispetto al prezzo di listino (1.029 euro). Amazon, ad esempio, lo propone già al di sotto dei 900 euro, lo trovate a questo link.

Stiamo lavorando in queste settimane a un confronto completo tra Galaxy S10+ e P30 Pro, che pubblicheremo nei prossimi giorni. Una sfida che si concentrerà soprattutto sul comparto fotografico, divenuto ormai vero ago della bilancia in fase d’acquisto nel mercato smartphone. In ogni caso, Samsung ha compiuto un ottimo lavoro in queste quattro settimane, e la speranza è che continui a supportare anche nei prossimi mesi il proprio top di gamma.

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