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Sbloccare iPhone o smartphone Android? Ecco il nuovo strumento per le forze dell’ordine

Cellebrite ha annunciato un nuovo strumento per le forze dell'ordine in grado di sbloccare gran parte degli smartphone iOS e Android di fascia alta.

Cellebrite è una nota azienda israeliana esperta nella creazione di strumenti per il recupero di dati personali dagli smartphone che collabora con le forze dell’ordine di tutto il mondo. Tramite il suo profilo Twitter, la società ha annunciato orgogliosamente la nuova soluzione Universal Forensic Extraction Device (UFED Premium) in grado di “sbloccare ed estrarre dati da tutti i dispositivi iOS e Android di fascia alta”.

I produttori di smartphone tentano di mettere sempre più al sicuro i dati degli utenti rendendo difficoltoso l’accesso non autorizzato. Lo strumento è destinato alle forze dell’ordine e garantisce un accesso a qualsiasi dispositivo, tra cui gli iPhone su cui è stato installato l’ultimo aggiornamento iOS 12.3 e gli smartphone Android di fascia alta come Galaxy S9 di Samsung.

Una delle particolarità del nuovo strumento è la possibilità di poter sfruttare le vulnerabilità non ancora note al produttore senza dover portare fisicamente lo smartphone in una delle sedi dell’azienda, cosa indispensabile precedentemente. In loco, infatti, potevano essere sfruttare solo le falle di cui i produttori erano già a conoscenza. Ovviamente, il servizio non sarà disponibile per tutti ma solo per le autorità competenti come gli organi di polizia.

Il nuovo UFED Premium sarà venduto come strumento “on-premise”, cioè consentendo alla polizia di acquistare il dispositivo di hacking della società e utilizzarlo autonomamente. Questo è certamente conveniente per le forze dell’ordine, ma aumenta anche il rischio che Cellebrite possa perdere il controllo delle sue tecniche di sblocco all’avanguardia, o che possano cadere nelle mani di criminali o governi repressivi.

Tuttavia, non ci sono riferimenti alle versioni successive di iOS né tantomeno agli ultimi top di gamma come può essere l’ultima famiglia Galaxy S10. Questo vuol dire che alcuni dispositivi potrebbero risultare ancora “inaccessibili” ma che probabilmente sarà solo questione di tempo. Quando si tratta di violare uno smartphone, l’opinione pubblica è sempre spaccata in due: da una parte c’è chi è favorevole in nome della sicurezza, dall’altra c’è chi sostiene che la privacy debba essere sempre e comunque rispettata. La questione è controversa ed è difficile prendere una posizione netta.

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