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SIRI, cos’è successo dopo la morte di Steve Jobs?

Ad Apple mancherebbe una visione a lungo termine su quella che sarà l'evoluzione di SIRI. È quanto emerge da un lungo report realizzato dalla testata The Information che, tra le varie fonti, cita anche un ex dipendente dell'azienda di Cupertino. Il progetto attorno all'assistente vocale avrebbe subìto un'importante battuta d'arresto dopo la morte di Steve Jobs, vero fautore dell'implementazione all'interno dell'ecosistema della Mela.

Nell'ormai lontano 2010, Apple ha acquisto per 200 milioni di dollari la startup denominata SIRI, che aveva appunto posto le fondamenta per la creazione dell'assistente vocale. Secondo quanto riportato dalla testata The Information, la piattaforma sarebbe rimasta a lungo incompleta in relazione al codice e alla gestione, a causa soprattutto delle incertezze da parte dell'azienda di Cupertino su come implementarla nei propri dispositivi.

Steve Jobs

Stando all'ex dipendente citato nel report, sembra che ci fossero due scuole di pensiero all'intero di Apple: da una parte chi sosteneva che SIRI dovesse essere impiegato per svolgere compiti rapidi, dall'altra chi invece era convinto che all'assistente vocale dovessero essere assegnati compiti maggiormente complessi. In questo caos, sembra che sia stato proprio Steve Jobs a fare la differenza.

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Sarebbe soprattutto merito del compianto fondatore dell'azienda di Cupertino se SIRI sia stato integrato in iPhone 4s, dando accesso alle varie funzionalità che oggi ben conosciamo. Jobs, come già accaduto in altri progetti, avrebbe preteso una semplificazione nel funzionamento dell'assistante vocale, tanto da ridurre, ad esempio, ad appena 5 server un componente che originariamente ne richiedeva addirittura 500.

siri1

Come ricorderete però, Steve Jobs è morto il giorno dopo la presentazione di iPhone 4s. Questo avrebbe lasciato Apple senza una visione a lungo termine in merito al progetto SIRI, tant'è che le evoluzioni dell'assistente vocale nel corso degli anni sono state più limitate di quanto fosse lecito immaginare.

In tal senso, molto dipenderebbe da alcune limitazioni insite nel codice originario di SIRI, che avrebbero creato non pochi grattacapi al team di sviluppo, soprattutto nell'integrazione di app e servizi di terze parti. Questioni tecniche oggi superate, pur rimanendo delle contraddizioni in termini organizzativi all'interno dell'infrastruttura a lavoro sull'assistente vocale.

WWDC 2017 Apple HomePod

Secondo quanto riportato dalla testata The Information, il team incaricato dello sviluppo di SIRI avrebbe appreso l'esistenza di HomePod solo nel 2015, nonostante lo speaker fosse in fase di progettazione già nel 2014, inizialmente concepito come altoparlante wireless senza funzionalità smart. Il cambio di rotta verso l'implementazione dell'assistante vocale sarebbe stato deciso con l'arrivo sul mercato di Amazon Echo.

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Occorre comunque sottolineare come si tratti di indiscrezioni non confermate in via ufficiale. In ogni caso, appare evidente come SIRI abbia bisogno di un successivo step evolutivo, fermo restando l'ottimo ecosistema già a disposizione. Chissà che Apple non abbia in serbo sorprese in vista della WWDC 2018, che aprirà i battenti il 4 giugno prossimo.


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