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Smartphone e salute: come le nuove tecnologie stanno modificando lo scheletro umano

Secondo una ricerca condotta presso l’Università Sunshine Coast nel Queensland in Australia i giovani d’oggi stanno sviluppando la protuberanza occipitale esterna a causa dell’uso prolungato dello smartphone.

Le nuove tecnologie hanno cambiato il modo in cui viviamo e come svolgiamo le normali attività giornaliere. Questo ormai è una verità assoluta. Fino a qualche decennio fa, era impossibile pensare di poter pagare utilizzando uno smartphone o fare acquisti comodamente seduti sul divano di casa. Ciò che a volte trascuriamo invece è il modo in cui i piccoli dispositivi tecnologi stanno rimodellando le ossa dello scheletro umano.

I nostri scheletri sono malleabili, il corpo si modella per adattarsi ai comportamenti che giornalmente abbiamo. Questo assunto è alla base di una disciplina nota come “osteobiografia”, la biografia delle ossa che consiste nel guardare uno scheletro per capire come quella persona ha vissuto la sua vita e quali sono state le sue abitudini. Una nuova ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori di biomeccanica dell’Università Sunshine Coast nel Queensland in Australia, suggerisce che i giovani d’oggi stanno sviluppando quella che viene definita protuberanza occipitale esterna. I ricercatori attribuiscono la causa all’uso prolungato degli smartphone.

Lo sperone osseo – che altro non è che la formazione di un nuovo osso a supporto di quello già esistente – sarebbe causato dall’inclinazione in avanti della testa che sposta il peso della colonna vertebrale ai muscoli nella parte posteriore della testa. Il risultato è una specie di uncino che sporge dal cranio immediatamente sopra il collo. Fino a poco tempo fa questo tipo di crescita ossea era considerata rara e riscontrabile soprattutto tra le persone anziane.

Analizzando le radiografie di 1200 soggetti di età compresa tra i 18 e gli 86 anni, i ricercatori hanno notato che – in netto contrasto con le considerazioni scientifiche precedenti – la crescita ossea è molto più presente di ciò che si pensava (33% dei casi), che diminuisce con l’età e che gli speroni ossei sono più grandi e comuni tra i giovani (18-30 anni) rispetto al passato. In molti casi, non sono stati lamentati sintomi seppur questa deformità può causare cefalea cronica e dolori nella parte superiore della schiena e del collo.

Secondo i ricercatori la loro scoperta segna “la prima documentazione di un adattamento fisiologico o scheletrico alla penetrazione della tecnologia avanzata nella vita di tutti i giorni”. Il ricercatore David Shahar sostiene che “gli speroni si formano perché la postura ingobbita crea ulteriore pressione sul punto in cui i muscoli del collo si attaccano al cranio e il corpo reagisce con la deposizione di nuovi strati ossei. Questi aiutano il cranio ad affrontare lo stress extra, diffondendo il peso su un’area più ampia”.

Certo, la cattiva postura non è nata con l’avvento delle nuove tecnologie, ma il tempo trascorso oggi con la testa abbassata su smartphone e tablet è quasi il doppio di quello che si trascorreva a leggere – per esempio – negli anni ’70. Ciò che è sorprendente è la grandezza della protuberanza. Nella ricerca condotta, le crescite più consistenti erano lunghe 30 mm rispetto alla misura massima di 8 mm registrata in uno studio condotto nel 2012 in India.

La ricerca, tuttavia, mostra dei punti critici. Non è stato analizzato il comportamento tecnologico – ossia il tempo trascorso osservando un display – dei campioni analizzati. L’ipotesi che la deformità possa essere correlata alla cattiva postura causata dall’utilizzo dello smartphone si basa solamente su un’indagine condotta sul personale universitario e sugli studenti. Il sondaggio ha rivelato che i partecipanti trascorrono in media 4,65 ore al giorno su un dispositivo mobile e che il 68% degli studenti ha riferito dolore al collo.

Come sostiene Michael Nitabach, professore di fisiologia, genetica e neuroscienza all’Università di Yale, non è possibile trarre conclusioni sulla correlazione tra l’uso del cellulare e la morfologia del cranio senza conoscere le abitudini tecnologiche delle persone prese in considerazione. Una critica assolutamente condivisibile. Per quanto la ricerca abbia mostrato evidenze circa una maggiore diffusione della protuberanza occipitale esterna rispetto al passato, non ci sono prove empiriche che possano sostenere la tesi che la deformità sia causata dall’uso prolungato delle nuove tecnologie.

Tuttavia, la ricerca scientifica si sta muovendo verso una analisi della correlazione tra l’uso degli smartphone e alcuni disturbi del corpo, come il “texting thumb” – una sorta di tunnel carpale causato dalla posizione del pollice quando inviamo messaggi dallo smartphone – o “text neck”, il dolore al collo provocato dalla postura che assumiamo quando utilizziamo il computer (testa in avanti e verso il basso per lunghi periodi di tempo).

Ovviamente la soluzione – come affermato anche dal supervisore della ricerca Mark Sayers – non è impedire l’uso dello smartphone, ma avere abitudini sane e una postura adeguata. Probabilmente, ci sarebbe bisogno di una “educazione posturale” che ci renda consapevoli delle conseguenze che potrebbero avere alcuni comportamenti sul nostro corpo.

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