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Sony Xperia 1 III, il re dei cameraphone?

Ho avuto quasi un mese di tempo per provare a fondo Sony Xperia 1 III, le impressioni finali sullo smartphone le troverete molto presto nella nostra recensione che uscirà tra qualche giorno.

Fortuna ha voluto che l’ultimo top di gamma della casa giapponese fosse nelle mie mani proprio quando ho avuto l’occasione di prendermi una settimana di tempo libero per visitare la bellissima Toscana. Questo mi ha permesso di valutare a fondo quello che sulla carta è il comparto fotografico da smartphone che più si avvicina a quello di una vera e propria mirrorless o DSLR.

Sony Xperia 1 III ha conquistato il trono da re dei cameraphone?

Sony - Xperia 1 III

Partiamo da un presupposto: ho sempre voluto adorare gli smartphone Sony, sono un grande fan del brand e credo abbiano il potenziale per creare degli smartphone imbattibili, tuttavia non sono mai riuscito ad utilizzare un flagship recente dell’azienda come dispositivo personale a causa delle (a mio parere) non sempre consistenti prestazioni lato fotografico.

Chi mi conosce bene sa che sono anni che non riesco ad abbandonare i Pixel di Google, decidendo di rinunciare ad altre caratteristiche per me meno importanti a favore di smartphone che mi hanno sempre permesso di esprimere la mia passione per la fotografia nel tempo libero senza troppi pensieri o patemi.

La fotografia su smartphone ha fatto enormi passi da gigante negli ultimi anni, sottolineando come siamo entrati ormai con entrambi i piedi nell’era della fotografia computazionale. Il software e l’elaborazione dell’immagine sono importanti tanto quanto (se non più) dell’hardware stesso.

Dopo aver messo le mani lo scorso anno su Xperia 5 II quindi, prodotto che ho apprezzato tantissimo, non vedevo l’ora di provare il top di gamma 2021 di Sony e all’inizio del mese di agosto sono stato accontentato.

Sony - Xperia 1 III

Sony Xperia 1 III continua la strada intrapresa ormai tre anni fa dal marchio giapponese, il quale ha finalmente rotto le barriere che separavano il proprio team Xperia dal team Alpha e dagli altri reparti specializzati nella progettazione dei prodotti non-smartphone.

L’hardware utilizzato è dunque di primissimo livello, d’altro canto non ci saremmo aspettati di meno dall’azienda che realizza i sensori fotografici per la maggior parte dei dispositivi mobili sul mercato, e il software è migliorato moltissimo. Tutto questo è bastato?

Sony - Xperia 1 III

Cominciamo quest’analisi prima di tutto presentando l’hardware con cui abbiamo a che fare. Sony Xperia 1 III utilizza tre sensori da 12MP che l’azienda indica tutti con il nome di Exmor RS for Mobile anche se in realtà di tratta di unità differenti. Due di questi sono gli stessi dello scorso anno e che erano montati su Xperia 1 II.

La fotocamera principale, dotata di lenti dalla lunghezza focale equivalente di 24mm e apertura f/1.7, monta infatti un sensore Sony IMX557 dalla dimensione di 1/1,7″ e pixel grandi 1,8µm. Il sensore è stabilizzato otticamente (OIS) e dispone del sistema di autofocus a rilevamento di fase (PDAF) Dual Pixel.

La grandangolare, con lenti dalla lunghezza focale equivalente pari a 16mm (FOV 124°) e apertura f/2.2, sfrutta nuovamente l’ormai classico Sony IMX363 da 1/2,6″. A differenza di altri produttori, Sony ha deciso di mantenere il sistema di messa a fuoco PDAF Dual Pixel invece di optare per una lente a fuoco fisso.

La novità vera e propria la troviamo nella fotocamera telescopica dove Sony ha deciso di eliminare il sensore Samsung ISOCELL in favore di una soluzione proprietaria: il nuovo Sony IMX663. Oltre al nuovo sensore il brand del Sol Levante ha anche impiegato un innovativo e unico sistema a periscopio con lenti mobili, una prima assoluta per uno smartphone.

Il teleobiettivo di Sony Xperia 1 III è infatti in grado di posizionarsi alla lunghezza focale equivalente pari a 70mm (zoom ottico 3x) con apertura focale f/2.3 per poi modificare la posizione delle lenti ed ottenere un ulteriore ingrandimento pari all’utilizzo di una lente da 105mm (zoom ottico 4,4x) e apertura f/2.8. Ovviamente il tutto mantenendo non solo il sistema di messa a fuoco PDAF Dual Pixel, una novità assoluta per i sensori periscopici, ma anche includendo la stabilizzazione ottica del sensore.

Ad aiutare la messa a fuoco troviamo un sensore ToF (Time of Flight) 3D da 0,3MP con sensore Sony IMX316 e una fotocamera frontale da 8MP (Samsung ISOCELL s5k4h7) con lenti dall’apertura f/2.0.

Sony - Xperia 1 III

In pratica siamo davanti ad un vero e proprio coltellino svizzero delle fotocamere per smartphone, c’è a disposizione una lente per ogni occasione ed il tutto è compreso in uno smartphone dalle dimensioni relativamente contenute.

Ah, quasi dimenticavo! Se tutto questo non fosse abbastanza, Sony continua la sua lunghissima partnership con Zeiss che non solo ha realizzato le lenti ma le ha anche ricoperte con il trattamento T* in grado di ridurre drasticamente i riflessi indesiderati tra le varie unità interne.

Non manca l’ormai caratteristico tasto a doppia corsa dedicato alla fotocamera (riconoscibile dalla zigrinatura molto accentuata) che permette l’aggancio della messa a fuoco e lo scatto senza dover toccare il display oscurando il viewfinder con le mani.

Come scatta le foto Sony Xperia 1 III?

Fotocamera ultra-grandangolare

La fotocamera ultra grandangolare di Sony Xperia 1 III (lunghezza focale 2,67mm, pari ai classici 16mm sulle fotocamere tradizionali) può essere utilizzata sia per gli scatti macro che per le normali fotografie di ambienti o paesaggi. Generalmente il campo visivo della lente di 124° è molto ampio e permette al top di gamma giapponese di includere nella scena un po’ più contenuto di altri concorrenti.

All’esterno la fotocamera si è comportata sempre in maniera egregia e ci ha sorpreso anche in ambienti al chiuso, a patto che non manchi una discreta illuminazione. Ai bordi dell’immagine è facilmente visibile una leggera perdita di qualità ma nulla di esagerato a meno che non si scatti dopo il calar del sole. Al buio si nota ogni tanto un effetto vignetta abbastanza deciso e la parte più esterna della scena perde velocemente dettaglio.

Riguardo alla distorsione dell’immagine, non aspettatevi la stessa correzione apportata dalle lenti free form utilizzate ad esempio da Oppo Find X3 Pro. L’elaborazione grafica di Sony riesce a mitigare in modo deciso buona parte della distorsione ma, pur di mantenere nell’immagine la maggior parte della scena inquadrata e non tagliare nulla, si nota comunque un’allungamento del soggetto sempre maggiore man mano che ci si allontana dal centro delle foto.

In alcuni casi e sulla maggior parte degli smartphone posso concordare sul fatto che le lenti free form restituiscano un risultato migliore, ma Sony Xperia 1 III punta in vece su un look più vicino a quello che si otterrebbe con una vera e propria macchina fotografica che utilizza delle lenti grandangolari. Questione di gusti, io personalmente comprendo e condivido appieno la scelta del marchio giapponese.

Teleobiettivo

Il fatto di avere a disposizione una lente periscopica sullo smartphone sblocca diverse possibilità creative, ancora di più se questa lente è in grado di variare tra due diverse lunghezze focali come in questo Xperia 1 III. Utilizzando la lunghezza focale minore (10,22mm, equivalenti a 70mm), tuttavia, si otterrà un ingrandimento ottico pari a 3 volte, lo stesso livello di zoom che altri OEM riescono a raggiungere con una normalissima lente tradizionale.

Anche utilizzando la lunghezza focale maggiore (14,5mm, equivalenti a 105mm) si arriva al massimo ad un ingrandimento di 4,4 volte. Un po’ meno dello zoom 5x solitamente minimo nelle lenti periscopiche e decisamente meno dello zoom 10x di alcuni (anche se rari) prodotti.


Galleria di foto scattate alla lunghezza focale equivalente di 70mm.


Detto questo, Sony non ha certo puntato al record di ingrandimento, altrimenti sono sicuro che le capacità per realizzare un teleobiettivo da record le avrebbe avute. Il brand ha puntato a dare agli utenti qualcosa di utilizzabile nella vita di tutti i giorni e soprattutto due lunghezze focali apprezzabili per le loro qualità.

Solitamente la lente da 70mm è molto utilizzata in fotografia tradizionale, generalmente per i ritratti. La lente con lunghezza equivalente superiore a 100mm è utilizzata per scattare mezzi busti e ottenere nelle proprie immagini un effetto bokeh naturale più spinto. E in questa ottica (perdonatemi il gioco di parole) Sony ha fatto centro!


Galleria di foto scattate alla lunghezza focale equivalente di 105mm.


Le foto scattate con questo nuovo sensore non sono perfette, tuttavia la messa a fuoco è molto più rapida dei teleobiettivi della concorrenza e il bellissimo bokeh naturale dato dalle lenti Zeiss qui montate è unico. Esiste una modalità software dedicata alle foto ritratto ma con queste due lunghezze focali a disposizione non sarà mai necessario utilizzarla, evitando anche i classici errori fatti da questo genere di software di elaborazione.

Prime due immagini scattate con 70mm, ultime due con 105mm.

Generalmente la compressione del campo visiva che si ottiene è piacevole, altrettanto la sfocatura degli elementi fuori dallo spazio a fuoco e sinceramente trovo che Sony abbia fatto un ottimo lavoro con questo modulo fotografico.

La già scarsa luminosità della lente che si riduce alla lunghezza focale massima non aiuta al buio e spesso utilizzando questa fotocamera lo smartphone ha difficoltà a mettere a fuoco i soggetti lontani quando l’ambiente è poco illuminato. Inoltre la diminuzione dell’apertura comporta anche un livello di dettaglio leggermente minore usando il livello massimo di zoom ottico.

Prima immagine scattata con 70mm, seconda con 105mm.

Nel complesso però di tratta di una fotocamere estremamente divertente per chi, come me, è appassionato di fotografia e non può o non vuole sempre portarsi appresso la macchina fotografica tradizionale con tutte le lenti di ricambio.

Sony ha introdotto anche una nuova tecnologia AI zoom che dovrebbe migliorare la qualità dell’ingrandimento digitale che è possibile effettuare su ogni singola lente, tuttavia i risultati non mi sono mai sembrati troppo diversi dallo zoom digitale classico e personalmente trovo che l’ingrandimento digitale vada evitato comunque se si è alla ricerca dello scatto perfetto.

Fotocamera Principale

La fotocamera principale (5,11mm, equivalente a 24mm) scatta delle foto molto nitide e dettagliate. Inoltre (come anche le altre due fotocamere di cui abbiamo parlato in precedenza) la gestione dei colori di Sony è sublime. Ad un occhio meno allenato alcune immagini potrebbero sembrare poco sature, tuttavia la qualità delle immagini è veramente lodevole. Affiancando gli scatti ottenuti da questo Sony Xperia 1 III ad una fotocamera Sony Alpha è facilmente visibile l’estrema somiglianza.

La gamma dinamica però non è molta e, a meno di non catturare numerose foto a diverse esposizioni o utilizzare le funzioni di exposure bracketing per poi unire i vari fotogrammi in post produzione, le foto scattate con questo terminale sono molto più vicine a quelle ottenibili con una fotocamera tradizionale piuttosto che quelle di uno smartphone.

Gli smartphone tendono ad abbassare le luci e alzare la luminosità delle zone buie ottenendo un effetto HDR che non sempre potrebbe essere quello voluto dal fotografo. Detto questo su uno smartphone è una funzione estremamente comoda e che non dovrebbe mancare. Sony ha cercato di rendere il suo smartphone più “fotocamera” possibile, scordandosi però che alcune semplici funzionalità di questo tipo sono ormai date per scontate dagli utenti meno esperti.

Real-time Eye AF è in grado di riconoscere e bloccare la messa a fuoco in modo rapidissimo sugli occhi di persone e animali. Appena si preme a metà il tasto a doppia corsa, Sony Xperia 1 III aggancia il soggetto inquadrato e non lo molla fino al rilascio del pulsante.

Questo aiuta soprattutto quando si utilizza la modalità di scatto continuo che è in grado di catturare fino a 20 fotogrammi al secondo, mentre allo stesso tempo ricontrolla la messa a fuoco ottimale e ricalcola la posizione della lente 2 volte per ogni fotografia scattata. Da vedere in azione questa capacità del top di gamma giapponese è davvero spaventosa.

Purtroppo dove veramente la fotocamera principale pecca, sempre seguita a ruota dalle altre due, è in condizioni di scarsa luminosità. Le potenzialità di effettuare degli scatti unici grazie alla più che estensiva modalità manuale, la quale mette nelle mani degli utenti controlli vicini a quelli di una fotocamera professionale, ci sono ma a lato pratico ci vuole fin troppo tempo perso per scattare una volta passata la golden hour.

Utilizzando l’applicazione in modalità base (non in Pro/Automatica ma proprio la sezione base che dovrebbe essere indirizzata agli utenti meno smaliziati) lo smartphone dovrebbe essere in grado di scattare utilizzando un qualche tipo di modalità notte. Ad oggi Sony è l’unico produttore che non dispone di questa possibilità e ciò rende spesso impossibile competere con anche alcuni smartphone dal costo pari alla metà di quello di Xperia 1 III quando si scatta al buio.

Con un cavalletto e con tutta la pazienza del mondo si possono ottenere miracoli da questo smartphone, non sempre si può però contare su una o entrambe queste cose. Un qualche tipo di modalità notte automatica in stile Pixel o iPhone mi è davvero mancata durante il mio tempo passato con questo smartphone.

Software impareggiabile ma la libertà ha un prezzo

Photography Pro

Finalmente Sony ha deciso di unificare la sua applicazione Fotocamera basilare con la sua più esaustiva Photography Pro, evitando un inutile doppione che nei modelli precedenti del brand creava non poca confusione. La modalità base non è altro che un doppione della modalità Auto nella sezione Pro, ma senza supporto agli scatti in formato RAW (DNG in questo caso) e con i controlli disposti in maniera più familiare per gli utenti meno esperti.

Sony Photography Pro

Nell’angolo in alto a sinistra (reggendo lo smartphone in orizzontale) è stato inserito un selettore rapido della modalità di scatto in cui troviamo le più usate funzioni presenti sulla maggior parte delle DSLR e reflex. Purtroppo non è possibile fare in modo che alla pressione del tasto fotocamera venga aperta una di queste modalità nello specifico, al contrario ci si ritrova sempre di fronte all’interfaccia base richiedendo un passaggio extra per passare alla modalità Pro/Automatica o ad una delle altre presenti.

Sony Photography Pro

La modalità Pro è fantastica per chi ha familiarità con la fotografia, il sogno di ogni appassionato che non può o non vuole sempre portarsi appresso la propria macchina semi-professionale o professionale. Tutte le opzioni utili sono ben esposte ed il menu delle impostazioni richiama molto da vicino l’interfaccia dei prodotti Sony Alpha, rendendo il tutto estremamente familiare a chi ha dimestichezza con tali fotocamere.

Sony Photography Pro

L’estrema libertà nella scelta dei settaggi è forse troppo per chi invece questa familiarità non ce l’ha, tuttavia l’utente medio non è obbligato ad usare mai queste modalità e soprattutto difficilmente acquisterà questo smartphone fotocameracentrico.

Nonostante tutti i vantaggi che l’impressionante software fotografico Sony mette a disposizione dell’utente, si va purtroppo a perdere tutti i bonus della fotografia computazionale che caratterizza gli smartphone moderni. Non esiste una vera e propria modalità HDR o una modalità notte, come ho scritto in precedenza, e questa è una grave lacuna su cui Sony dovrebbe concentrarsi.

Per mettere a disposizione il meglio di entrambi i mondi, Sony dovrebbe accantonare per un attimo il già ottimo software Pro e implementare le ormai comuni funzionalità di elaborazione dell’immagine avanzate nella modalità di scatto base. A quel punto credo che a livello fotografico i top di gamma della casa giapponese non avrebbero rivali!

Cinema Pro

Accanto all’app Photography Pro, Sony ha sviluppato un’altra applicazione interamente dedicata alla registrazione dei video.

Sony Cinema Pro

Cinema Pro è unica nel suo genere e permette di avere completo controllo dell’hardware fotografico durante la registrazione di video. Sony Xperia 1 III è in grado di registrare in 4K HDR a 120fps in formato HLG (Hybrid Log Gamma). L’apertura focale delle lenti è fissa, di conseguenza spesso l’immagine può risultare leggermente sovraesposta, tuttavia dopo aver elaborato i file ottenuti in un software di editing sul proprio PC ci si accorge come non esista smartphone al mondo in grado di realizzare video dalla stessa qualità.

Sony Cinema Pro

La stabilizzazione dell’immagine c’è ed è solo “ok”, tuttavia come una vera e propria videocamera il software tende ad intromettersi il meno possibile lasciando la libertà creativa all’utente.

Non solo è possibile controllare le impostazioni di registrazione video, è anche possibile modificare la messa a fuoco in tempo reale senza dover fermare il girato. Si possono impostare due punti di messa a fuoco (A-B) da richiamare rapidamente al tocco di un tasto oppure per lasciare che sia il software ad effettuare il passaggio tra i due in maniera fluida e graduale.

Sono presenti delle LUT da poter applicare ai video registrati, tra le quali troviamo lo stile che Sony definisce Venice CS ovvero preso direttamente dalle videocamere professionali del marchio.

Occhio però al surriscaldamento dello smartphone, registrando video per molto tempo in Cinema Pro si utilizzeranno moltissime risorse!

Sony Cinema Pro

Conclusioni

Nonostante la fotocamera frontale sia facilmente dimenticabile, in fondo si percepisce benissimo come sia stata messa solamente per l’utilizzo durante le videochiamate o per dei brevi video social senza pretese, il comparto fotografico di Sony Xperia 1 III è un vero piacere.

In molte condizioni non si è rivelato il migliore cameraphone in assoluto, ma Xperia 1 III è comunque diventato subito il mio smartphone preferito per le foto. Mi sono divertito tantissimo a girare per la Toscana sperimentando con le varie lunghezze focali e trafficando tra le varie impostazioni di scatto per ottenere esattamente la foto che avevo in mente. Nella maggior parte dei casi lo smartphone giapponese non mi ha deluso.

Quando però fallisce Sony Xperia 1 III lo fa “in grande stile” ed esistono situazioni (ad esempio la notte) in cui è quasi impossibile ottenere una foto utilizzabile senza perdere fin troppo tempo ad armeggiare tra le impostazioni o senza cavalletto.

È il compagno ideale di chi adora la fotografia e dei videomaker che spesso non hanno tempo di estrarre dallo zaino la propria reflex/mirrorless o che non sempre vogliono portarsi appresso bagagli ingombranti. Se affiancato da una fotocamera Sony Alpha diventa un’arma in più nell’arsenale dei creativi, un vero e proprio coltellino svizzero che produce sia foto che video facilmente mimetizzabili tra i contenuti che derivano invece dalle vere e proprie fotocamere/videocamere. L’unico vero limite sono l’immaginazione e la creatività.

Detto questo non è uno smartphone a prova di tutti. Se non avete un minimo di esperienza pregressa in questo mondo e, soprattutto, se non conoscete i suoi limiti, il Sony Xperia 1 III non vi trasformerà magicamente in un fotografo o videomaker di successo.

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