Tom's Hardware Italia Tom's Hardware
Android

Test dimostrativo: Sony Xperia XZ2 e Sony Xperia Ear Duo

Siamo stati a vedere da vicino i nuovi smartphone Sony Xperia XZ2 e XZ2 Compact, e c'è stata anche l'occasione di un incontro con gli esperti dell'azienda giapponese per conoscere e capire un po' meglio le molte peculiarità di questi prodotti.

P 20180227 170157

Ci sono alcuni aspetti evidenti a prima vista, infatti, a partire dal design in vetro e metallo, le dimensioni maggiori e lo spostamento del lettore di impronte digitali. Personalmente lo preferivo sul lato, in corrispondenza del tasto di accensione. Ma l'obiettivo era ridurre lo spessore e lo spazio semplicemente non bastava. Gli Xperia hanno così perso uno dei loro tratti distintivi, dunque, ma hanno guadagnato un design più moderno e soprattutto più ergonomia. Tenendoli in mano si sente quanto siano solidi, impressione confermata dallo chassis ricavato da un unico pezzo di allumino esposto allo stand Sony.

Vibrazioni di nuova concezione

P 20180227 165402

Come spesso accade, tuttavia, le cose più interessanti sono quelle che non si vedono a occhio nudo. Con l'obiettivo di migliorare la fruizione dei video e dei videogames, Sony ha sviluppato e integrato un nuovo motore di vibrazione, molto più grande rispetto a quelli comuni. E ha poi sviluppato un sistema che attiva diversi pattern di vibrazione a seconda del segnale audio. Si tratta del Dynamic Vibration System – una novità che tra l'altro sfrutta nuove API specifiche inserite in Android 8 Oreo.

Leggi anche Recensione Sony Xperia XZ1

In concreto, guardando un film il telefono vibra seguendo ciò che accade, e sentiamo tali vibrazioni sulle mani; lo stesso accade con i videogiochi. Quando ho sentito di questa novità per la prima volta, all'inizio del Mobile World Congress 2018, mi era sembrata la solita trovata da due soldi. Durante la dimostrazione di Sony, invece, devo dire che le vibrazioni sulle mani hanno un effetto positivo sui film e sui videogiochi, o almeno così mi è sembrato durante un brevissimo test.

P 20180227 165350
P 20180227 165420
P 20180227 165455

Il nuovo motore di vibrazione è particolarmente flessibile: può vibrare con molta forza, ma anche in modo quasi impercettibile, e si sincronizza ben con l'audio. Il risultato è interessante; non sono certo che alla lunga mi piacerebbe, ma la prima volta se non altro l'effetto sorpresa ha funzionato.

Schermo ancora migliore

P 20180227 162548
P 20180227 163445
P 20180227 163537
P 20180227 163543

Rispetto all'anno scorso Sony non ha ritoccato l'hardware, a parte il SoC. Il pannello è dunque lo stesso dei modelli precedenti, ma l'azienda ha raffinato ulteriormente il software che, ricordiamo, è quello dei televisori (Bravia Engine). Il risultato è più che buono: grazie al rinnovato sforzo la stessa immagine e gli stessi video 4K HDR appare migliore sui nuovi Xperia XZ2 rispetto agli XZ1 – che pure hanno degli ottimi schermi. Sony inoltre è passata a un Wide Color Gamut a 10 bit (era 8 bit), e questo permette una riproduzione migliore del passaggio tra i colori (gradienti e sfumature) ma anche una maggiore precisione degli stessi – banalmente perché è possibile riprodurne un numero maggiore.

Prestazioni fotografiche

P 20180227 165638

Il sensore fotografico dei nuovi Xperia XZ2 e XZ2 Compact è lo stesso dell'anno scorso, vale a dire il IMX400 ExmorRS. Un supporto che non ha certo bisogno di un rimpiazzo. L'azienda giapponese però quest'anno ha inserito lo Snapdragon 845, che integra un nuovo ISP (Image Signal Processor) con maggiori prestazioni. Ecco allora l'occasione per fare qualche piccolo ritocco: la registrazione Super Slow Motion a 960 FPS ora si può fare in FullHD (1080p) e arriva anche la registrazione in 4K HDR. Per quanto riguarda lo slow motion, Sony ha tagliato della metà il tempo di registrazione, da 6 a 3 secondi, per compensare la maggiore quantità di dati da gestire in FHD. Un compromesso tutto sommato accettabile, e che non ha richiesto l'installazione di memoria aggiuntiva.

P 20180227 170010

A proposito del Super Slow Motion a 960 FPS, introdotto quest'anno anche da Samsung con il Galaxy S9, vale la pena di spendere due parole in più. Non è una funzione che aggiunge valore di per sé, e credo che da questo punto di vista Samsung avrebbe potuto fare uno sforzo in più. Nel caso dei Sony, se non altro, è stata introdotta l'anno scorso insieme a diverse altre cose.

Leggi Recensione Sony Xperia XZ1 Compact

È utile in un modo o nell'altro? La risposta è come sempre "dipende". Se penso al genitore che spera di immortalare i figli in uno spettacolare video al rallentatore, temo che ci siano cocenti delusioni all'orizzonte. Non che sia impossibile, ma è difficile. Il punto è che questa funzione non fa parte dell'uso "ingenuo" della videocamera, quella che prevede di inquadrare e premere un pulsante. Per tirare fuori un bel video a 960 FPS bisogna prepararsi in anticipo e possibilmente sapere che cosa si sta facendo. A quel punto, con un po' di pratica, il risultato spettacolare è davvero alla portata di tutti.

P 20180227 165757

Ecco, chi già produce video abitualmente o chi desidera farlo, troverà negli smartphone Sony (e il GS9) un valido alleato. E sì, lo so che c'è gente là fuori che si farà venire un infarto sentendo parlare di smartphone per produrre video professionali. A queste persone posso solo raccomandare di cambiare atteggiamento così come è cambiato il mondo.

Sempre grazie al migliore ISP integrato nel SoC, Sony ha potuto anche alzare la massima sensibilità ISO, uno dei parametri che permettono di scattare e fotografie con poca luce disponibile. 51200 ISO per le foto e 12800 ISO per i video, che sono valori altissimi. Nella dimostrazione i tecnici di Sony hanno sottolineato come l'occhio umano non arrivi agli stessi valori. Nella sala di Sony abbiamo visto delle cose notevoli, ma preferiamo attendere e provare gli smartphone prima di esprimere un giudizio.

P 20180227 165900

Già da ora però è emerso un aspetto con estrema chiarezza: in questo 2018 la sfida tra i migliori smartphone si sposta nella fotografia notturna. Considerato ciò che abbiamo visto non troverete nessun telefono in grado di fare miracoli, ma il passo avanti rispetto all'anno scorso è notevole. Inoltre i vari marchi (Sony, Samsung, LG, Nokia etc.) ognuno ha il suo diverso approccio e sarà interessante vedere come saranno i risultati reali.

A tal proposito, è stato interessante vedere un prototipo Sony, che potrebbe finire negli smartphone di prossima generazione, capace effettivamente di catturare moltissime informazioni d'immagine in una scena quasi totalmente buia. Abbiamo visto qualcosa di simile anche in casa LG, ma la casa sudcoreana stava mostrando una soluzione software – presto disponibile anche sul V30 – mentre nel caso di Sony si tratta di nuovo hardware. Una differenza tutt'altro che trascurabile.

Sony Xperia Ear Duo

P 20180227 165120

Indossare il nuovo auricolare Sony non è proprio facile, a maggior ragione se avete le orecchie un po' a sventola come il sottoscritto. Ma è una difficoltà che si supera dopo qualche giorno, e più che compensata dal fatto che sono incredibilmente comodi. Sembra quasi di non avere niente addosso, il che è già un bel risultato – fermo restando che li ho avuti addosso per meno di dieci minuti, e non vi so dire se alla lunga cambia qualcosa.

La parte principale, con l'hardware e la superficie touch, va a "incastrarsi" dietro l'orecchio, nella parte inferiore. Un arco di plastica passa sotto e l'auricolare si posa delicatamente a coprire l'area centrale. Tutto va al suo posto in modo pressoché perfetto.

P 20180227 164905

La musica arriva con una qualità cristallina, e la voce della cantante suonava perfetta. Nessun disturbo, nessuna distorsione. Ho provato ad alzare il volume al massimo – basta scorrere il dito verso l'alto su uno dei due auricolari – senza ottenere molto. Sicuramente un limite dovuto alle impostazioni della demo, come i bassi un po' carenti, da verificare poi nei test.

L'aspetto interessante è come gli Xperia Ear Duo riescano effettivamente a "gestire" il contesto. Sentivo molto bene le persone che parlavano, e allo stesso tempo il segnale audio restava percepibile. È stato un test molto breve, che mi ha permesso di verificare la bellezza, la buona fattura e l'apparente funzionalità di questo oggetto. Ma mi è rimasta una gran voglia di fare un test più approfondito. Come giudizio provvisorio, sono promossi. 

P 20180227 164923

Da sottolineare che l'autonomia dichiarata è "solo" quattro ore, che in effetti non sono molte. Ma è importante ricordare che la custodia ha a sua volta una batteria: basterà riporre gli auricolari 15 minuti per avere l'energia che serve. A meno che non pensiate di averli addosso tutto il giorno, non dovrebbe essere un problema. Non è stato possibile testare gli assistenti vocali integrati: Google Assistant e quello di Sony, che dà accesso ad alcuni comandi speciali.