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Windows Phone non ha battuto Apple in Cina: tutte frottole

Windows Phone non ha venduto più di Apple in Cina, l’affermazione di Michel van der Bel è un’invenzione di sana pianta priva di alcun fondamento. A sostenerlo è Tomi T Ahonen, un consulente tecnologico strategico specializzato nel settore mobile e autore di 12 libri sull’argomento. In Italia non è un nome particolarmente conosciuto, ma Forbes lo valuta come lo scrittore più influente in fatto di argomenti mobili e affini.

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Ebbene Ahonen, in un lungo post al vetriolo in cui usa anche toni forti, elenca una serie di motivi per i quali l’informazione sulle vendite di Windows Phone in Cina sarebbe falsa. In primo luogo l’esperto reputa che non ci siano dati ufficiali indipendenti a suffragio di questa tesi. L’esperto sfida i lettori a trovare online documentazioni indipendenti che certifichino un massiccio aumento delle vendite di Windows Phone in Cina, perché di questo si tratterebbe se la tesi di Microsoft fosse vera. L’esperto si dice certo che di dati a suffragio non ne esistano e che i frammenti che ha trovato siano insoddisfacenti.

Al quarto punto l’esperto sfodera i dati di mercato indipendenti di Canalys, da cui risulta che in Cina l’iPhone di Apple ha il 19% di quote nel mercato smartphone, Samsung è al 22% e Nokia è retrocessa in terza piazza. Anche supponendo per assurdo che tutte le vendite di telefoni Nokia nel Paese siano state di smartphone Lumia, non sarebbero comunque più di quelle dell’iPhone.  

A questi l’esperto affianca i dati di Statcounter (che misura il comportamento effettivo degli utenti), secondo cui solo lo 0,4% dei consumatori cinesi che posseggono smartphone usano Windows Phone. Symbian invece è usato dal 17% e iOS dal 15%. Anche secondo Canalys Android ha due terzi del mercato cinese, iOS è al 19%, seguito da Symbian con circa il 15%, MeeGo, Blackberry, Bada. Ahonen non ha resistito nell’associare le quote di Symbian a quelle di Windows Phone e concludere che Microsoft abbia truccato il dato accaparrandosi le quote del partner commerciale, ma dovute a un sistema operativo non suo. Una testi non dimostrabile, e forse per questo l’esperto se ne assume la responsabilità.

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Ahonen prosegue poi sottolineando che le vendite dei terminali Windows Phone in Cina sono affidate al Lumia 800C, che però non è distribuito da China Mobile, il primo operatore di telefonia cinese, che detiene il 72% delle quote di mercato nel Paese. In più non è venduto nemmeno da China Unicom, il secondo più grande vettore cinese con il 22% del mercato. 

Supponendo che Nokia non sia l’unico produttore Windows Phone usato da Microsoft nell’equazione, Ahonen passa quindi in rassegna i concorrenti. Samsung è il produttore degli smartphone più venduti della Cina, ed è vero che ha a listino prodotti con Windows Phone, ma non li ha ancora importati in Cina. HTC ha in commercio il Triumph con il sistema Microsoft, ma sta registrando un importante calo delle vendite oltre la grande muraglia, quindi è da escludere.

L’ottava considerazione di Ahonen è che Windows Phone non dispone di un significativo portafoglio di applicazioni in lingua cinese, al contrario di Symbian, Android e iPhone che abbondano. Per l’utenza locale molte delle app che usiamo in occidente sono vietate dalla censura (per esempio Twitter) e altre sono del tutto inutili, come le offerte di eBay quando gli store locali hanno prezzi più convenienti.

Per controllare le app usate dagli utenti cinesi Ahonen ha sfoderato le statistiche di utilizzo di uno dei servizi più diffusi, Sina Weibo (la versione cinese autorizzata di Twitter), che conta 300 milioni di utenti, di cui la maggior parte accede dai telefoni cellulari. Stando ai dati diffusi da ZD Net Asia iPhone e Android sono al comando della classifica, seguiti da Symbian. Il dato relativo a Windows Phone è accorpato a quelli dei Blackberry e dei tablet, che in tutto totalizzano meno dell’1%.

Abbiamo riportato le informazioni che ci sono sembrate meno tendenziose o per lo meno suffragate da uno straccio di dato ufficiale. In realtà nessuna delle osservazioni di Ahonen fornisce le prove inconfutabili di una menzogna da parte di Microsoft, ma certo insinuano il dubbio che l’oste abbia detto che il suo vino è buono e tutti ci siamo cascati. Se non altro il fermento suscitato dalla notizia di Microsoft, e quello che seguirà all’arringa di questo consulente, testimoniano che l’interesse attorno a Windows Phone è alto. Per il resto al momento si possono solo fare scommesse, per i verdetti aspettiamo i dati ufficiali di società di ricerca indipendenti.