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Woodd, cover italiane in legno per iPhone alla conquista del mondo

Il "Made in Italy" può avere senso se si parla di cover per cellulari? Molti istintivamente potrebbero rispondere di no, ma la Wood'd di Arconate (MI) ha dimostrato il contrario. Tutto inizia negli anni '60 con la produzione di stuzzicadenti. 20 anni dopo l'Algia della famiglia Aschieri si specializza in articoli casalinghi in legno, come mestoli, taglieri e cucchiai, per la grande distribuzione.

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I figli Andrea e Stefano, oggi ventenni, dopo esperienze nel campo del fashion e del visual merchandising nel 2012 decidono di dar vita a un vero e proprio spin-off basato su comunicazione, moda e tradizione. "Fondiamo un marchio, Wood'd, di oggettistica lifestyle in legno", spiega il 26enne Stefano Aschieri. "Oggi siamo in sette e ci occupiamo di progettazione, produzione, distribuzione e comunicazione".

Il prodotto principale sono le cover in legno per iPhone. La lavorazione è totalmente in digitale con l'impiego di stampa laser e 3D. Inizialmente l'outsourcing è praticamente obbligatorio ma i fornitori locali si dimostrano scettici. Adobe Illustrator, tranciato di legno, pelle, stampa laser non sembrano elementi che possono andare d'accordo. E invece è qui la svolta: tutti si ricredono. Wood'd in tre anni si attrezza per produrre in proprio, anche grazie al sostegno della famiglia.

Ma lo scetticismo permane. "Guardate che non potete avere la confezione (in legno e plexiglass) che costa di più a livello produttivo della cover", sussurra il papà ai figli. I giovani sono testardi però, e dimostrano di aver ragione. I department store, i luoghi eletti per la vendita di questo tipo di accessori oltre al Web, impazziscono per il prodotto. Woodd fa suoi Brian & Berry a Milano, Rinascente, Excelsior, Moroni Gomma, The Listener a Francoforte, Fortnum & Mason a Londra e Beams in Giappone. A Pitti incrociano persino la responsabile commerciale di Mercedes che gli commissiona una linea di cover per il proprio store.

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Wood'd ha messo in gioco l'esperienza maturata nella lavorazione del legno dall'azienda di famiglia, puntato sull'innovazione, lavorato sul design, pianificato la comunicazione, elaborato strategie marketing "rubate" al mondo del fashion. Insomma, ha innovato là dove nessuno credeva che fosse possibile. Soprattutto in Italia, dove l'artigianato spesso fa venire in mente vecchie botteghe con trucioli per terra, odore di colla e omini da quadro dell'800.

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Workshop

Missione compiuta? Non ancora. Perché la nuova frontiera sono i workshop in azienda. Coinvolgere dieci giovani per due giorni. Gli si mostrano le tecniche, gli strumenti e si condivide la conoscenza acquisita. Dopodiché a loro campo libero per progettare e realizzare in una giornata e mezzo il loro gadget. Follia? Tre anni di ricerca e sviluppo buttati per poi andare condividere tutto il know-how acquisito?

"No affatto, perché un ragazzo su Google può trovare tranquillamente tutte le tecniche che impieghiamo. Ciò che conta è l'idea", dice Stefano Aschieri.

Ciò che conta è il seme che Wood'd pianta in terreni pronti ad accogliere. Domani germoglieranno partner, forse concorrenti. L'ecosistema di innovazione di cui l'Italia ha bisogno.