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ZTE Axon M, lo smartphone bello e impossibile

ZTE Axon M è un esercizio di stile, una prova di forza. Tenendolo tra le mani la sensazione è quella di un dispositivo quasi allo stato prototipale, una sorta di finestra sul futuro. Si tratta però di uno smartphone sul mercato a tutti gli effetti, e questo spinge inevitabilmente a non poter sorvolare sui tanti compromessi a cui l'azienda cinese è dovuta scendere per adottare questo particolare form-factor.

Abbiamo avuto modo di toccare con mano ZTE Axon M in occasione del Mobile World Congress di Barcellona. Si tratta dunque di un primissimo contatto, per cui rimandiamo qualsiasi giudizio definitivo in sede di recensione. Partiamo innanzitutto dalle specifiche tecniche, che vi possono aiutare ad avere le giuste coordinate in merito allo smartphone in questione.

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A bordo troviamo il SoC Snapdragon 821 accoppiato a 4 GB di RAM e alimentato da una batteria da 3.180 mAh. La memoria interna è da 64 GB (espandibili tramite micro-SD) mentre la parte software è affidata ad Android 7.1.2 Nougat. Caratteristiche dunque di fascia alta, senza dimenticare però come il processore sia stato immesso sul mercato da Qualcomm nella seconda metà del 2016.

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Come detto però, la particolarità risiede tutta nel form-factor. Axon M è infatti dotato di due display da 5,2 pollici Full-HD, protetti da un vetro Gorilla Glass 5. La cerniera centrale consente di affiancare fisicamente i due schermi, ottenendo un'unica superficie da 6,75 pollici con risoluzione complessiva pari a 1.920 x 2.160.

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ZTE ha compiuto un buon lavoro da un punto di vista software per sfruttare la presenza dei due schermi. Come potete vedere nel video hands-on, ci sono quattro possibilità: utilizzare i due pannelli come fossero un unico display, duplicare quello principale, utilizzarli in maniera indipendente, tenerne acceso solo uno. 

Ogni modalità ha una logica in relazione a un ipotetico utilizzo quotidiano. Nel momento in cui si guarda un video, potrebbe avere senso utilizzare i due pannelli come fossero un unico display, così da avere una superficie più grande per visualizzare il filmato. Se magari si ha bisogno di una maggiore produttività, si utilizzano gli schermi in maniera indipendente, così da aprire contemporaneamente due app.

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L'impressione è che l'hardware a disposizione di ZTE Axon M consenta di gestire agevolmente queste modalità. I display sono ben definiti e sembrano essere piacevoli da utilizzare per visualizzare contenuti. Attendo di poter provare lo smartphone in maniera approfondita, così da poter verificare effettivamente quanto i due schermi possano tornare utili nella quotidianità.

Da un punto di vista costruttivo lo smartphone è estremamente solido. Corpo in metallo, cerniera centrale rigida che, nel momento in cui si affiancano gli schermi, non mostra alcun tipo di cedimento. In questa modalità però è davvero difficile da tenere tra le mani, anche perchè il secondo display ha un profilo molto sottile, che non agevola la presa.

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A questo va aggiunto lo spessore che supera i 12 mm quando il secondo schermo è chiuso sul retro. Senza dimenticare come, il fatto che il pannello si ripieghi sulla back cover, abbia costretto ZTE a eliminare la fotocamera posteriore, con l'Axon M che può contare su un unico sensore frontale da 20 MP con flash LED Dual-Tone.

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È certamente uno di quei prodotti che cercano di portare una ventata di novità nel mercato smartphone. In Italia è commercializzato in esclusiva attraverso TIM ed è acquistabile a 899,90 euro. Probabilmente non è un dispositivo con cui ZTE ha pianificato di mettere a segno grossi numeri di vendita, ma la logica di cercare di differenziarsi a me ha convinto. Il tutto in attesa di poterlo recensire in maniera approfondita.


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