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SNES Originale VS SNES Mini, scontro tra due epoche

Nintendo SNES è tornata con una versione in miniatura. Ma cosa c'è di diverso rispetto alla versione originale di 27 anni fa?

SNES Originale VS SNES Mini, scontro tra due epoche

Quando il futuro incontra il passato

Il Nintendo Classic Mini SNES è arrivato nei negozi di tutto il mondo e non potevamo che fiondarci a comprarlo, da cultori degli anni '90 e dell'epoca delle cartucce.

L'anno scorso l'arrivo del Nintendo Classic Mini NES colse tutti di sorpresa, tanto che ci fu un vero e proprio boom di richieste che lo trasformò ben presto in un oggetto da collezione, difficile da reperire. Peciò, anche quest'anno, Nintendo ha deciso di replicare l'operazione, presentando il Classic Mini SNES.

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Tutti ne parlano, tutti la vogliono provare, rigiocare i grandi capolavori come Super Mario World, Super Ghouls 'n Ghosts, The Legend of Zelda A Link to the Past e gli altri che hanno fatto la storia dei giochi. Eppure, in tanti si sono anche soffermati a cogliere le differenze tra la cara e vecchia console originale e questa piccola riproduzione del nuovo millennio.

Le dimensioni nel tempo

La versione originale del Super Nintendo Entertainment System (comunemente noto come SNES) ha debuttato in Giappone nel 1990, giungendo in Europa due anni più tardi. Il suo aspetto è scolpito nella memoria dei giocatori di tutto il mondo. Ci siamo divertiti a confrontare la versione originale con la sua nuova versione mini, analizzando diversi fattori, come ad esempio dimensioni e peso.

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La versione mini è grande meno della metà rispetto l'originale, con delle dimensioni che risultano di poco maggiori rispetto a una cartuccia - ovviamente lo sportellino per le cartucce è finto. Ecco il confronto nel dettaglio, con le principali specifiche tecniche:

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Anche i due pad risultano differenti. Nonostante il nuovo possa sembrare identico all'originale, risulta leggermente più grande e più leggero, con un cavo di 140 cm rispetto al cavo originale che ne prevede 230 cm.

Nel cuore dell'originale Super Nintendo

L'originale SNES era un piccolo prodigio della tecnica destinato a competere con la rivale Sega Mega Drive. Riuscì a trionfare, fino all'avvento definitivo del 3D e dell'entrata in scena di Sony con la neonata PlayStation e del Sega Saturn, il successore del Mega Drive.

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L'interno dell'originale SNES

Vediamo nel dettaglio il cuore pulsante dell'originale SNES.

  • Central Processing Unit (CPU): Ricoh 5A22, CPU basata sul WDC 65C816 a 16 bit; clock di 21 MHz, anche se per accedere ai registri e alla memoria la sua velocità scala a 3,58 MHz (registri hardware), a 2,68 MHz (RAM e ROM) e 1,79 MHz (registri hardware)
  • Graphics Processing Unit (GPU): 2 coprocessori grafici denominati Ricoh 5C77 (PPU1) e Ricoh 5C78; possibilità di renderizzare fino a 128 sprite simultaneamente (32 per linea) con risoluzione massima di 64x64 pixel; 32.768 colori totali (256 contemporaneamente presenti sullo schermo)
  • Risoluzione: 256x224 / 256x239 / 512x224 / 512x239 pixel (progressive scan); 512x448 / 512x478 pixel (interlaced scan)
  • Memoria: 128 Kbyte on board; 64 Kbyte VRAM dedicata al processore video; 64 Kbyte dedicati al processore audio
  • Sonoro: Sony SPC700-8 bit a 8 canali
  • Supporti di Memorizzazione: Cartucce elettroniche da 2 Mbit a 48 Mbit

Bisogna inoltre ricordare che all'interno delle cartucce venivano ospitati dei chip in grado di elevare ulteriormente le capacità della console. Il chip più complesso era indubbiamente il Super FX prodotto da Argonaut Software, pensato per implementare il 3D nei titoli come Star Fox e l'inedito Star Fox 2.

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Oggi per godere delle prestazioni dell'originale SNES possiamo adoperare l'immortale ingresso SCART con una cara e vecchia TV a tubo catodico.

Non l'avete più? Beh, anche alcune TV di nuova generazione possiedono ancora un ingresso SCART, ma se vi siete cimentati in questa impresa da ritrovati retrogamers, vi sarete accorti che il risultato ottenuto è davvero sconfortante: ogni pixel viene ingrandito e squadrato al massimo a causa dell'originale risoluzione decisamente più misera una volta riprodotta sui pannelli in Full HD, per non parlare delle soluzioni più avanzate.

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