SPID, l'identità digitale che piace a 2 milioni di italiani

Sembra proprio che SPID, il sistema pubblico per l'identità digitale, piaccia più ai cittadini che alle Pubbliche Amministrazioni. È la chiave di accesso online al Palazzo in tutte le sue ramificazioni centrali e territoriali. Serve per interloquire con la scuola, la regione, il comune, l'azienda sanitaria, il fisco, la previdenza, eccetera. Ce l'hanno già più di due milioni di italiani e saranno sempre di più. Procurarsela è facile e non costa nulla, ma l'esperienza d'uso si rivela talvolta deludente. Perché? Ai burocrati non piace, ritengono lo SPID una rottura di scatole, un obbligo più che una necessità/utilità. Forse perché toglie loro un po' di potere e lo consegna nelle mani dei cittadini.

Ieri, dopo la pubblicazione dell'articolo sul restyling del sito dell'Agenzia delle Entrate, ci hanno scritto molti lettori per segnalarci disguidi, stranezze, errori ed omissioni. Pierpaolo, ad esempio, crede che sia assurdo non poter usare SPID per accedere al sito del Ministero dell'Interno, operazione preliminare per prenotare un appuntamento presso il comune di residenza e ottenere la Carta di Identità Elettronica (CIE). Ci si deve registrare ex novo, vanificando così l'utilità dello SPID. Il Comune di Roma, poi, per la CIE snobba SPID e piattaforma del Ministero dell'Interno e adotta un'applicazione fornita da privati. Alcuni insegnanti ci hanno segnalato che il MIUR preme affinché tutti si dotino dello SPID, obbligatorio per accedere al bonus docenti, ma poi sul sito ufficiale del Ministero non si può usare l'identità digitale per accedere ai servizi. Altri lettori osservano che, poiché SPID è un servizio pubblico sia pur gestito da provider privati, dovrebbe continuare ad essere gratuito anche dopo i primi due anni.

Gli spunti di riflessione sono tanti, così come gli errori da correggere. Il team di Piacentini ne ha risolto uno proprio qualche giorno fa a proposito del bonus per i diciottenni. È indubbio che SPID sia uno strumento efficace e strategico. Tutte le pubbliche amministrazioni dovranno adottarlo, volenti o nolenti. Presto - è l'auspicio di Diego Piacentini e dell'AgID - dovrebbero scendere in campo anche i privati, a cominciare da chi gestisce servizi di pubblica utilità (telefonia mobile e fissa, gas, elettricità, acqua, eccetera). Ieri Aruba, uno dei provider di SPID, ha lanciato una proposta alle imprese italiane, che potranno dotarsi di SPID gratuitamente fino al 31 maggio del prossimo anno. In futuro SPID potrà essere utilizzato per accedere ai servizi digitali di tutti gli stati membri dell'Unione Europea.  

Spid

Insomma, abbiamo una grande occasione per dare impulso alla trasformazione digitale del Paese. Non dobbiamo sprecarla perché i burocrati fanno resistenza e gettano sabbia negli ingranaggi.

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