Questa testata è partner di La Repubblica e contribuisce alla sua audience
Hot topics:

Storia di Android: l'era di Jelly Bean

Nel 2013 la versione Android di riferimento era Jelly Bean. HTC stupì il mondo con il suo smartphone HTC One M7 e Samsung rispondeva con uno sforzo di marketing dalle proporzioni bibliche. LG entrava in competizione con il G2, e Google ampliava i propri orizzonti con nuovi dispositivi.

Storia di Android: l'era di Jelly Bean

Questa è la sesta parte della Storia di Android. Qui sotto trovate i link agli episodi precedenti:

  1. Storia di Android: il primo vagito di Android
  2. Storia di Android: le prime versioni e l'interfaccia grafica
  3. Storia di Android: Android gioca in grande
  4. Storia di Android: la trasformazione di Android
  5. Storia di Android: l'ascesa di Samsung

Introduzione

jellybean statue

Android Jelly Bean è stata la più longeva tra le versioni di Android, dalla 4.1 dell'estate 2012 fino all'inverno 2013, quando arrivò KitKat. Era un momento importante per la maturazione di Android come piattaforma: Google rendeva il sistema operativo sempre più fluido e più stabile, su un numero sempre maggiore di dispositivi, e allo stesso tempo poneva le basi per sviluppi futuri come Android Wear.

In questo sesto articolo vedremo come la concorrenza si fece sempre più accesa nell'era di Jelly Bean, e grazie ad essa arrivarono sul mercato alcuni tra i migliori dispositivi mai visti. Vedremo come Google tentò, e fallì, di portare la versione stock di Android al pubblico di massa con il programma Google Play Editions. E torneremo ai primi giorni dei dispositivi indossabili, compreso il primo smartwatch per il mercato di massa, vale a dire il Samsung Galaxy Gear.

HTC combatte la plastica con il metallo

Il 2013 segnò in un certo senso l'alba dell'hardware Android, anche se naturalmente c'era ancora un (buon) margine di miglioramento, sia per quanto riguarda i telefoni stessi sia il software che vi era installato. In quel momento un'azienda in particolare costruì quello che molti di noi considerano il suo capolavoro imperfetto, mentre un'altra cominciava a inciampare.

htc one 2013

Il produttore taiwanese HTC praticamente nacque nel 2013, almeno in senso simbolico. L'azienda ha sempre prodotti molti modelli, ma fu l'M7, presentato semplicemente come "HTC One", a mettere l'azienda sulla strada che l'avrebbe portata dov'è ora.

L'eredità dell'M7 si può vedere chiaramente in dispositivi come il Motorola Droid o il J Butterfly, ma c'era qualcosa di speciale del design dell'HTC One M7: il metallo, due grandi altoparlanti rivolti in avanti e un corpo ricurvo che persino la stessa HTC ha faticato a replicare, negli anni successivi. Questo è dovuto in parte alle dimensioni dell'M7, uno degli ultimi modelli con diagonale inferiore ai cinque pollici.

Fu l'M7, a mettere l'azienda sulla strada che l'avrebbe portata dov'è ora.

Se ripensiamo ai telefoni che stavano comodamente in una mano, l'HTC One M7 è probabilmente uno dei primi che ci vengono in mente. Prendendone in mano uno oggi ci si rende conto di come forma e dimensioni fossero praticamente perfette. È uno di quegli esempi in cui le cose andavano bene così com'erano, e non sono migliorate con il tempo – come dimostra l'HTC One M8 del 2014, e poi il modello dell'anno successivo.

O, mettendola in un altro modo: prendete un M7 oggi e potrebbe venirvi voglia di usarlo ancora. È un'affermazione forte per un telefono che ha ormai quasi tre anni.

L'M7 fu un grande balzo in avanti per HTC, in termini di software e funzioni. La loro interfaccia "Sense" subì un profondo rinnovamento, con la funzione Blinkfeed come elemento integrale e centrale del launcher. Grazie ad essa si potevano avere informazioni dai social media e notizie con un semplice sguardo, e il prodotto ottenne un successo più che discreto.

m7 blinkfeed
m7 camera
m7 back

L'altra grande novità in casa HTC riguardava la fotocamera. I suoi concorrenti si rincorrevano a suon di megapixel, ma HTC tentò una strada diversa con la tecnologia Ultrapixel. In breve, c'erano meno pixel sul sensore (circa 4 MP), ma ognuno di essi lasciava passare più luce. Si potevano ottenere immagini migliori con poca luce, ma scattando in pieno giorno si rischiava di non vedere nulla. Non era impossibile fare fotografie discrete con l'M7, ma in generale non erano un granché. Con l'M7 arriva anche la funzione Zoe e i video highlights. Gli zoe erano unioni di immagini, video di sette secondi e GIF animate. Si ottenevano così immagini in movimento ben prima che le proponesse Apple, e questo rendeva possibile creare alcuni ottimi contenuti. HTC purtroppo non fu mai in grado di promuoverla a dovere o di spiegarla bene ai consumatori, e alla fine non diventò niente.

La funzione Video Highlight univa immagini, video e clip creati con Zoe, combinando il tutto automaticamente in un filmato di 30 secondi che mostrava, o avrebbe dovuto mostrare i momenti migliori – con tanto di filtri personalizzabili e sottofondo musicale. Era fatto piuttosto bene, ma anche in questo caso il prodotto si perse nella nebbia, per così dire. Oggi questa funzione si ritrova su molti telefoni, e Google offre un servizio simile integrato in Google Photo.

Continua a pagina 2
Vuoi ricevere aggiornamenti su #Smartphone Android?
Iscriviti alla newsletter!