In Svizzera via ai test per il controllo aereo dei droni

La Svizzera apre una nuova era e dà il via alla sperimentazione per integrare i droni all'interno del proprio sistema di controllo del traffico aereo. Sarà il primo paese al mondo a dotarsi di questo tipo di soluzione, aprendo anche le porte all'utilizzo di flotte per fini commerciali.

La decisione si iscrive all'interno di una più grande iniziativa europea, U-Space, che ha l'intento di creare un'infrastruttura digitale per consentire a milioni di piccoli droni di operare in piena sicurezza al di là della portata visiva nello spazio aereo approvato. Negli Stati Uniti la NASA ha fatto qualcosa di simile ma in modo più semplice con il sistema UTM (Unmanned Aircraft System Traffic Management).

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A partire da giugno, l'operatore di controllo del traffico aereo svizzero, Skyguide, inizierà a fondere le proprie applicazioni di gestione dati e traffico con una piattaforma software sviluppata da un'azienda californiana. Il software si chiama AirMap e, come suggerisce il nome, è una piattaforma di mappatura digitale dello spazio aereo.‎

‎AirMap interagisce con i piccoli velivoli senza equipaggio attraverso un'interfaccia web già utilizzata anche da produttori come DJI, 3D robotica, Yuneec e altri ancora, sia commerciali che militari. AirMap avrà due componenti principali. ‎Il primo è un registro digitale dei droni e dei loro operatori, simile al sistema di registrazione degli aeromobili statunitense. Il secondo è un sistema di condivisione dei dati e di comunicazione digitale che permette agli operatori dei droni di richiedere rapidamente l'autorizzazione a volare in una zona specifica, ricevendo anche la notifica delle zone di spazio aereo che sono interdette al volo per i piccoli droni.

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L'implementazione di AirMap avverrà in quattro step tra il 2018 e il 2021, con livelli di integrazione via via crescenti, arrivando probabilmente anche all'integrazione nei droni di un transponder per la trasmissione in tempo reale dei dati di posizione del velivolo. Anche così comunque, a detta delle stesse autorità, saremo ancora lontani dalla piena integrazione. Ma è un inizio promettente. ‎


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