Tempeste solari: la tecnologia è salva, ma che paura!

Questa notte si è abbattuta sulla terra una tempesta solare particolarmente violenta, iniziata subito dopo la mezzanotte del 7 marzo. Fenomeni di questa intensità possono provocare guasti ai satelliti e interferire con le comunicazioni radio, tanto che secondo Mauro Messerotti, esperto di fisica solare erelazioni Sole-Terra dell'INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste, "per ora si sono verificati dei blackout nelle telecomunicazioni a onde corte, ma in seguito si potrebbero registrare problemi ben più rilevanti alle telecomunicazioni satellitari e interruzioni ai sistemi GPS''. 

Per la cronaca la tempesta solare doveva avere un grado di disturbo G3, su una scala di cinque, ma si è rivelata essere di tipo G1, quindi non sembra esserci pericoli per l'elettronica terrestre. Nessun rischio anche per la salute: nonostante il flusso di particelle ad alta energia emesse dal Sole possa anche essere letale per un essere umano (critici soprattutto i protoni, che possono superare i 30 MeV di energia iniziale), l'atmosfera e la magnetosfera terrestre ci proteggono efficacemente. 

L'aurora è sintomo di una violenta tempesta solare in atto.

Un rischio leggermente maggiore esiste per chi viaggia ad alta quota (il personale di volo, del resto, assorbe regolarmente una dose di radiazioni superiore alla media). Per questo, in concomitanza con fenomeni solari particolarmente violenti, il traffico aereo viene deviato per evitare le zone polari, dove l'intensità di radiazione è massima - in corrispondenza dei poli la schermatura magnetica terrestre è infatti meno efficace.

Per inciso, il fatto che la radiazione si concentri ai poli è il motivo per cui, nel corso di tempeste solari, sono spesso visibili aurore. Nell'ottobre dell'89, in concomitanza di un fenomeno particolarmente violento, comparse sopra il Quebec un'aurora boreale visibile fino in Texas.

Ma cosa causa le tempeste solari? Il Sole è una massa fluida in costante subbuglio. Regolarmente, si assiste a ciò che viene chiamata espulsione di massa coronale, cioè a qualcosa che somiglia allo scoppiare di una bolla d'acqua messa sul fuoco in attesa degli spaghetti. 

A differenza della pentola sul fuoco, il Sole non libera acqua ma particelle cariche - elettroni e protoni - che lasciano la sua atmosfera formando il cosiddetto "vento solare". Dalla terra, le attività di espulsione di massa dalla corona sono visibili sotto forma di macchie solari.

Rappresentazione di attività solare.

Nonostante la maggior parte delle particelle cariche del vento solare, come già detto, sia deviata dalla magnetosfera terrestre e "scivoli" su questa sorta di scudo, alcune particelle riescono a penetrare la parte alta dell'atmosfera raggiungendo la ionosfera, dove le particelle cariche eccitano gli atomi che incontrano sul loro cammino. 

È la successiva diseccitazione di questi atomi a provocare fenomeni luminosi come le aurore. Il meccanismo fisico non è diverso da quello che avviene all'interno delle lampade al neon, o che, per continuare con l'esempio della pentola sul fuoco, genera la luce arancio quando l'acqua già salata finisce sulla fiamma (l'eccitazione-diseccitazione dei primi livelli elettronici degli atomi di sodio emette radiazione visibile di colore arancio).

Ci aspetta un periodo di attività solare intensa, che raggiungerà il suo massimo tra gennaio e febbraio 2013, secondo un ciclo "stagionale" che dura 11 anni, ma non è detto che nel corso dell'anno assisteremo a fenomeni più violenti di questo, oppure quello di fine gennaio. Chi desidera vedere un'aurora, programmi quindi un viaggio nel nord Europa entro il prossimo anno.

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