Torvalds, una pausa da Linux per lavorare su sé stesso

Linus Torvalds ha deciso di prendersi una pausa dallo sviluppo del kernel Linux per lavorare su sé stesso e il rapporto che ha con la comunità open source e le persone in generale. L'ha affermato lo stesso Torvalds in una nota sulla Linux Kernel Mailing List (LKML).

"Ho bisogno di cambiare una parte del mio atteggiamento. Voglio scusarmi con le persone che sono rimaste ferite dal mio comportamento e che probabilmente si sono allontanate completamente dallo sviluppo del kernel".

Torvalds lavora sul kernel della sua creatura da quasi 30 anni e in questo arco di tempo non sono mancati gli episodi che l'hanno visto protagonista di accesi scontri con altri sviluppatori e aziende.

Il carattere fumantino di Torvalds è noto ai più. Da molti è visto come pura arroganza, da altri come la semplice richiesta di eccellenza a chi partecipa al progetto.

linus torvalds

Che la si veda in un modo o nell'altro, poco importa, una persona con il carattere di Torvalds è altamente divisiva. O la si ama o la sia odia. E anche il buon Linus sembra averlo capito. Meglio tardi che mai, si dice in gergo.

L'ultimo "passo falso", se così possiamo definirlo, si ricollega alla scelta di Torvalds di fissare una vacanza con la propria famiglia in concomitanza con il Maintainer's Summit, un incontro con i top 40 sviluppatori di Linux a cui il creatore del kernel ha partecipato sempre negli ultimi 20 anni.

Torvalds ha confessato che in cuor suo sperava di non dover partecipare anche all'edizione di quest'anno. Una mancanza di voglia passeggera, una moglie petulante... chissà. Di fatto però Torvalds non ha rispettato le attese della comunità e questo ha portato notevoli disagi per gli organizzatori e i partecipanti al Summit, spostato da Vancouver in Canada (Linux Plumbers Conference) ad Edimburgo in Scozia, nello stesso momento dello European Open Source Summit.

Sebbene l'evento sia stato riprogrammato, Torvalds non solo ha ammesso di aver provato imbarazzo per non aver rispetto i propri impegni, ma "si è reso conto di aver completamente mal interpretato le attese da parte di alcune delle persone coinvolte".

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Anche per Torvalds è quindi arrivato quel momento in cui ci si guarda allo specchio e si vede una persona diversa da quella che si vorrebbe essere. E così ha capito che da una parte "non era divertente o un buon segno che sperassi di saltare interamente il summit annuale del kernel, dall'altra che avevo ignorato alcuni sentimenti abbastanza radicati nella comunità".

"Non sono una persona emotivamente empatica e probabilmente non è una grande sorpresa per nessuno, meno che me. Il fatto che interpreti male le persone e non mi sia reso conto (per anni) di quanto male abbia giudicato una situazione e contribuito a un ambiente non professionale non è una buona cosa".

Quindi, "questa settimana le persone della nostra comunità mi hanno indotto a confrontarmi sulla mia non comprensione delle emozioni. I miei attacchi via email sono stati sia poco professionali che non richiesti, specialmente nei momenti in cui li ho resi personali. [...] Ora so che non andava bene e mi dispiace davvero".

Jono Bacon, leading community strategy consultant, ha incoraggiato la comunità a supportare Torvalds in questa sua fase di cambiamento. "È facile dimenticare che Linux è stato creato da un tranquillo ragazzino finlandese nella stanza di un dormitorio universitario. È importante ricordare che solo perché Linux è riuscito a scalare in modo elegante, non significa che Linus sia stato in grado di fare lo stesso. Non si tratta di codice, è un essere umano, e i bug sono più difficili da individuare e correggere negli umani".

"Ho bisogno di cambiare un po' del mio comportamento" ha spiegato Linus. "Desidero scusarmi con le persone che sono rimaste ferite dal mio comportamento e che probabilmente si sono completamente allontanate dallo sviluppo del kernel. Mi prenderò del tempo libero e riceverò assistenza su come per capire le emozioni delle persone e rispondere in modo appropriato".

Un addio? No, fortunatamente è solo un arrivederci. "Non mi sento come se non volessi continuare a occuparmi di Linux, anzi, il contrario. Voglio assolutamente continuare con questo progetto a cui ho lavorato per quasi tre decenni".

Non si finisce mai di conoscere sé stessi, nemmeno ai 49 anni di Torvalds. E ci vuole un gran coraggio per fare un mea culpa pubblico. Per cui, per il poco che conta, facciamo i nostri più sentiti "in bocca al lupo" a Torvalds lungo questo cammino di cambiamento.

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