Trump riporta gli USA sulla Luna, preparandosi per Marte

In occasione dell'anniversario della missione Apollo 17, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un documento assai importante per la storia delle missioni spaziali, l'ordine direttivo che impegna ufficialmente la NASA nei prossimi anni a riportare l'uomo sulla Luna. L'ultima volta che mettemmo piede sul nostro satellite naturale infatti era l'11 dicembre 1972 e da allora più nulla.

Space Policy Directive 1, questo il nome tecnico dell'ordine, impone dunque all'agenzia spaziale statunitense di dare il via ad un "programma esplorativo innovativo", com'è stato definito, allo scopo di "inviare astronauti sulla Luna" e, in seguito, anche su Marte. La cosa del resto era già stata anticipata lo scorso ottobre dal vice presidente degli Stati Uniti Pence ribadendo l'importanza della Luna non solo come atto simbolico, ma anche come passo concreto verso una futura esplorazione del Sistema Solare, a partire ovviamente da Marte.

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Inoltre sia la ‎‎squadra di transizione presidenziale‎‎ che il candidato direttore della NASA ‎‎Jim Bridenstine‎‎ hanno anche ventilato l'ipotesi di un avvio di attività minerarie sulla Luna, anche se al momento non sembra che questa prospettiva sia effettivamente parte della direttiva.‎

‎"Questa volta, non ci limiteremo a piantare la nostra bandiera e a lasciare la nostra impronta, stabiliremo le fondamenta per un'eventuale missione su Marte" ha detto Trump durante l'annuncio, "e forse, un giorno, per altri mondi ancora più lontani".

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Sulla reale utilità di un ritorno sul nostro satellite però non c'è un accordo pieno tra gli esperti del settore. Per alcuni si tratta di un passo cruciale, che consentirà a un costo contenuto di sperimentare soluzioni tecnologiche e logistiche che in seguito ci consentiranno di partire alla conquista di Marte, realizzando anche una base che faciliterà le operazioni. La NASA inoltre avrebbe assoluta necessità di raccogliere dati più freschi e affidabili sull'esplorazione spaziale umana rispetto a quelli risalenti ormai a 45 anni fa.

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Altri invece nutrono dubbi sulla reale efficacia di questa decisione, ritenuta addirittura una semplice mossa politica per prendere tempo e risparmiare soldi pubblici, rinviando di fatto a un futuro indefinito la preparazione dell'esplorazione marziana.

In ogni caso, che si tratti di un'operazione utile o soltanto di facciata la strada sembra ormai tracciata: si torna sulla Luna.


Tom's Consiglia

In attesa che qualcuno si decida a parlare seriamente di eslorazione di Marte, non resta che rileggere il classico di Ray Bradbury, Cronache Marziane.

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